Diario di bordo: tregua in Libia, Macron mette d'accordo Serraj e Haftar

C’è stato chi aveva visto la cosa come un intralcio, se non uno sgambetto agli sforzi dell’Onu. Eppure il presidente francese ha portato a casa un risultato importante

Diario di bordo: tregua in Libia, Macron mette d'accordo Serraj e Haftar

La notizia del vertice all’Eliseo sulla Libia fra Macron, al Serraj e Haftar aveva fatto storcere la bocca a qualcuno nel nostro Paese. E c’è stato chi aveva visto la cosa come un intralcio, se non uno sgambetto agli sforzi dell’Onu. Eppure il presidente francese Macron ha portato a casa un risultato importante: cessate il fuoco ed elezioni politiche nel 2018. Se i fatti confermeranno la dichiarazione congiunta firmata oggi fra i due contendenti, si può sperare di ottenere effetti decisivi sul fronte della lotta al terrorismo e del controllo dei flussi migratori. Macron ha anche trovato il modo di ringraziare Gentiloni per l’impegno dell’Italia. E domani il nostro premier riceverà proprio al Serraj a Palazzo Chigi.

Altra buona notizia sul versante immigrazione giunge da Bruxelles: in una lettera inviata a Gentiloni, Juncker annuncia che la Commissione è pronta a intervenire con misure concrete a favore dell’Italia. Il premier ringrazia ma non abbassa la guardia: “Agli impegni di Bruxelles – dice – segua ora la collaborazione dei tutti i partner Ue”.

Ma c’è un altro fatto che oggi merita una posizione di primo piano nei nostri titoli del giorno: una sentenza della Cassazione fa piazza pulita delle tesi veicolate da anni sul web su una correlazione fra vaccinazioni e autismo. Il padre di un bimbo con handicap aveva chiesto il risarcimento ma i giudici hanno detto di no: “Non c’è nesso di causalità”. Esulta il ministro Lorenzin: “Basta con le bufale”.

Ricca la nostra pagina politica che apriamo con l’ennesima lite a sinistra. Questa volta a spaccarsi non è il Pd ma la variegata congrega di sigle che si colloca alla sinistra del Nazareno. Pisapia stamane avrebbe dovuto incontrare Speranza ma il faccia a faccia è saltato. L’ex sindaco di Milano è fortemente irritato per le critiche giunte da Mdp in merito ai suoi rapporti con il Pd: galeotto fu l’abbraccio con il sottosegretario Boschi che molti esponenti di quell’area non gli hanno perdonato. Altro motivo di litigio politico è l’annosa questione dei vitalizi che sembra comunque essere arrivata a un punto decisivo. Il relatore Pd Richetti ha presentato oggi un emendamento che di fatto estende i rigorosi requisiti della legge Fornero a tutti i parlamentari a partire dalla prossima legislatura. Il voto finale dovrebbe arrivare domani. Ma a M5S non basta: vorrebbero che la norma fosse applicata subito e a tutti. Sempre sul fronte politico, una polemica di giornata ha investito la deputata Pd Prestipino che, incautamente, parlando in una trasmissione radio ha utilizzato il termine “razza italiana”, che certo non rientra nei canoni del politicamente corretto. Di fronte alla bufera che ne è nata, Prestipino ha fatto immediata retromarcia ammettendo di aver usato un termine sbagliato.

Nella pagina di cronaca meritano ancora ampio spazio gli incendi che sembrano essersi accaniti con la capitale: oltre agli ormai, ahimè soliti, roghi nella pineta di Castel Fusano, da segnalare la colonna di fumo che si è sollevata  in pieno Eur, vicino alle case abitate. Tanta paura ma soprattutto traffico letteralmente impazzito. Altre pillole di cronaca: la Cassazione esprime più di un dubbio sull’inchiesta Consip spiegando che il cosiddetto ‘metodo Romeo’ è tutto da chiarire e che andrebbe valutata la legittimità delle intercettazioni; Daria Bignardi lascia la direzione di Rai Tre e non pretende alcuna buonuscita; Raoul Bova viene condannato a un anno e mezzo per frode fiscale.

Ancora buone nuove per l’economia: ieri l’Fmi aveva rivisto al rialzo la stima del pil italiano all’1,3%, oggi l’Istat certifica che la produzione industriale ha avuto un vero e proprio boom a maggio. Il merito è soprattutto del settore auto che continua a tirare.

Tornando velocemente alla pagina estera, nei nostri titoli del giorno segnaliamo il nuovo capitolo dell’angosciante vicenda del piccolo Charlie. I genitori hanno abbandonato ogni speranza di farlo curare ma almeno lo vorrebbero far morire in casa. L’ospedale si oppone e loro si sono rivolti ancora una volta ai giudici. E, intanto, da Roma, l’Ospedale Bambino Gesù, che da tempo si era detto disposto ad accogliere il piccolo Charlie, fa sapere che la terapia sperimentale avrebbe potuto funzionare ma che purtroppo si è perso troppo tempo dietro dispute più o meno legali.