Diario di bordo. Sulle prime pagine incombe un iceberg

Diario di bordo. Sulle prime pagine incombe un iceberg
 Afp

Non avremmo voluto ma nelle prime pagine dei giornali di domani, sfortunatamente, un posto importante, secondo noi, lo conquista l’emergenza incendi e lo scempio ambientale a cui da anni assistiamo senza quella reazione politica, civica e culturale che richiederebbe.

Decine di roghi in molte regioni del meridione, non solo di origine naturale o colposa ma anche dolosa, aprono ferite fumanti di migliaia di ettari. Nelle ultime ore è la Sicilia la più martoriata. Paura, con turisti in fuga, a San Vito lo Capo. Mentre permangono focolai, si contano i danni nell’area Vesuviana, e permane una situazione critica in Puglia e Calabria nonostante lo sforzo eroico di Vigili del fuoco,  forestali, Esercito e Protezione civile.

A questo quadro, preoccupante, mettiamo accanto la notizia che viene dalla ‘fine del mondo’, dall’Antartide: si è staccato ‘Larsen C’ il più grande iceberg a memoria umana. Alto 200 metri, raggiunge i 6000 km2, più o meno la nostra Liguria, anche nella forma. Riesce difficile non capire che è l’ennesimo allarme che il nostro maltrattato pianeta, al momento l’unico su cui possiamo contare, ci sta lanciando. Quindi reagire a livello mondiale, nazionale, regionale, cittadino e individuale in difesa dell’ambiente, a cominciare dalla lotta all’inquinamento climatico, non può che essere considerato un dovere da onorare ogni giorno, tutti i giorni.

Altro grande tema della giornata sono i migranti con il braccio di ferro ingaggiato dall’Italia con gli altri partner dell’Ue per migliorare l’operazione Triton distribuendo l’onere dell’accoglienza dei disperati che a flusso continuo giungono dall’Africa nel nostro Paese. Da Frontex e dal trilaterale Gentiloni-Merkel-Macron a Trieste, che per la verità aveva al centro il tema dei Balcani, tanti buoni solidali propositi ma  poca sostanza. Alla nuova richiesta di aiuto del nostro premier, la cancelliera si e’ limitata a riconoscerci “fate un lavoro fantastico”, mentre il neopresidente ‘in marcia’ pur ammettendo che “la Francia non sempre ha fatto la sua parte”, non ha schiodato dal suo no ad aprire le frontiere a migranti economici.  

Veniamo alla giornata politica.

Alla Camera è passata la fiducia sul decreto per le banche venete tra le urla dell’opposizioni. Renzi ha finalmente presentato il suo libro ‘Avanti’ e dalle poche pagine ancora inedite ha svelato  innanzitutto che non ci fu nessun ‘golpe’ per mandar via Letta da Palazzo Chigi, ricordate il celebre ‘Enrico stai sereno’, tutte quelle ricostruzioni e retroscena sono “fake news”. In verità fu il partito a chiedere un passo avanti al segretario nella persona dell’allora capogruppo alla Camera Roberto Speranza, ora coordinatore nazionale dello scissionista Mdp.

In secondo luogo sull’affaire banche, Renzi se la cava con  un laconico “il nostro errore fu affidarci quasi totalmente alle valutazioni di Bankitalia”. Una lettura non proprio rassicurante del nostro sistema di credito che apre a commenti contrastanti sulle rassicurazioni che proprio oggi arrivano all’unisono dal ministro Padoan e dal governatore Visco:  "Il peggio è alle spalle, dissipati i rischi di tenuta del sistema”. Speriamo bene. Sempre alla Camera bufera sul deputato ‘fittiano’ Corsaro per un post antisemita contro il collega  del Pd Fiano:  "Con le sopracciglia copre i segni della circoncisione".  Ha perso una bella occasione, in questo caso, per non scrivere nulla.

Fatto di sangue al centro dell’attenzione mediatica il duplice omicidio di Parma, assassino-confesso un’ex speranza del calcio, Nyantakui Solomon, di origini ghanesi, che ha massacrato a colpi di mannaia mamma e sorellina. Si indaga sul  movente: forse c'è una storia di droga e alcol.

Dall’estero oltre alle ultime novità del  Russiagate, con Donald Jr che scagiona il padre: "lui non sapeva nulla dei suoi ‘contatti russi’" e con un Cremlino sarcastico "una Soap opera in cui non recitiamo", una notizia triste arriva dal Brasile: Lula, il presidente-operaio, per oltre un decennio il simbolo che ha fatto sognare il riscatto sociale alle multitudini di poveri e diseredati in tutto il Sud America, è stato condannato in primo grado a 9 anni per corruzione.

Comunque in bocca al lupo.