OPPORTUNITA' A CHONGQING PER LE IMPRESE ITALIANE

AgiChina analizza il dato del mese elaborato dal Centro Studi per l'Impresa della Fondazione Italia Cina.

 

di Sonia Montrella
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Roma, 18 lug.- Con un Pil pari a 1,2 trilioni di yuan nel 2013 e una popolazione grande quanto quella del Canada, la municipalità di Chongqing rappresenta una delle grandi opportunità per le imprese del Bel Paese. Soprattutto dopo l'apertura a dicembre del Consolato italiano. Quali spazi e settori privilegiare?  AgiChina lo ha chiesto ad Alberto Rossi, analista del CeSif, che ha commentato i dati emersi dall'evento "Opportunità per le imprese italiane nella municipalità di Chongqing", organizzato dalla Fondazione Italia Cina il 27 giugno alla presenza del Console Generale Italiano Sergio Maffettone.

"Chongqing rappresenta il fulcro della politica del Go-West dal 2000 ad oggi ed essendo una delle 4 municipalità della Cina – insieme a Pechino, Tianjin e Shanghai - gode di autonomia, ha potere decisionale diretto, è spesso oggetto  di progetti pilota e mostra una forte tendenza all'innovazione". Dati alla mano: "nel 2013 il Pil della megalopoli si è attestato a 1,2 trilioni di renminbi, contro i 197 miliardi del 2002. E il ritmo è crescente rispetto al Pil della Cina, nel senso che il Prodotto Interno lordo cinese è aumentato nel 2013 del 7,6 mentre a Chongqing del 12,3. La municipalità ha un'incidenza del 2,22 sul Pil nazionale".  Ma soprattutto la città è dal 31 dicembre 'casa' del quarto consolato italiano in Cina, un traguardo importante soprattutto "se pensiamo che in Svizzera se ne contano 7".
 
Quanto ai settori chiave "da un punto di vista italiano  sicuramente il cuore di Chongqing è legato all'automotive, come dimostrano alcune delle nostre imprese già presenti sul posto, da Iveco a Comau. In linea generale le opportunità sono innumerevoli, a Chongqing ci sono diverse zone di sviluppo a seconda dell'area della megalopoli. Il centro città punta al miglioramento dell'immagine per cui l'Italia potrebbe inserirsi nel retail, servizi, nei progetti di urbanizzazione. Nell'area del nord est, in cui attenzione è rivolta alla conservazione dell'ambiente, e alla riduzione della popolazione con lo spostamento di 1, 93 milioni di persone nelle campagne, le opportunità risiedono, ad esempio, nelle tecnologie ambientali e nei servizi sanitari per gli anziani. Discorso analogo vale per la zona sud-est anch'essa attenta alla conservazione dell'ambiente e alla popolazione, ma anche all'agricoltura che apre ampi spazi all'export di macchinari agricoli".

Ancora, gli italiani devono crescere nel settore della chimica e petrolchimica.  E al di là dei settori che tirano di più – lusso e alimentare in primis – è importante puntare sul manifatturiero.


18 luglio 2014

 

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