IngDan Italia:start up a Shenzhen micromultinazionali di successo

Roma, 20 lug. - La partecipazione delle sei start up italiane all'Apec di Shenzhen e' stato un evento "straordinario" che ha superato qualsiasi aspettativa. La pensa cosi' Marco Mistretta, amministratore delegato di IngDan Italia, che con la #RoadToSuccess ha permesso a sei start up italiane di partecipare alla nona edizione della piu' importante fiera dell'innovazione hardware IoT di tutta l'Asia. La nona edizione di APEC Small and Medium Enterprises Technology Conference and Faire si e' tenuta al Convention Center di Shenzhen dal 14 al 16 luglio. IngDan Italia S.r.l., filiale italiana di IngDan.com, e' la piu' grande internet company al mondo per la raccolta di progetti hardware IoT quotata alla borsa di Hong Kong con piu' di 8000 partner tra industrie manifatturiere, distributori e investitori.

 

La fiera, con 1350 espositori, piu' di 500.000 visitatori e oltre 500 media partner internazionali e' stata la piu' importante occasione per start-up e PMI innovative di lanciare ed esporre nuovi prodotti e servizi. "La fiera e' stata di altissimo livello, oltre 20mila metri quadri espositivi nel cuore di Shenzhen, con una partecipazione straordinaria di Intel, di Baidu, di Wechat, e di tutti i grandi gruppi cinesi - ha dichiarato all'Agi Mistretta -. In mezzo a questi colossi c'erano le nostre start up, ognuna con un spazio espositivo personalizzato durante i 3 giorni di fiera e una giornata riservata agli investitori organizzata a Hong Kong insieme al fondo di private equity Tsing Capital, dove hanno concorso insieme alle migliori eccellenze cinesi". La startup Archon di Modena di Davide Venturelli, che ha sviluppato un software per la gestione di flotte di droni, ha conquistato il primo posto. "Una dimostrazione di quanto le nostre start up siano delle micro multinazionali, la faccia migliore del nostro Made In Italy 4.0. Se viene dato loro il canale e l'opportunita', possono raggiungere grandi risultati".

 

"I ragazzi sono stati perfetti - ha aggiunto l'ad di Ingdan Italia -. Padroni di un perfetto inglese, determinati e concentrati nell' affrontare i pitch di una fiera internazionale". Non sono mancati gli inconvenienti, qualcuno ad esempio ha finito le brochure e ha dovuto ristamparle di corsa. I giovani imprenditori non si aspettavano una partecipazione cosi' massiccia. "Il primo giorno li abbiamo portati nel nostro 'experience center' di Shenzhen dove hanno incontrato l'ad di Ingdan Jeffrey Kang - ha raccontato Mistretta -. Abbiamo organizzato una lezione sul crowdfunding in Cina, insieme a JD.com e Taobao. Poi, durante i 3 giorni di fiera le nostre start-up hanno guadagnato una grande visibilita' sui media cinesi e internazionali. Sono tornati a casa con importanti referenze e contatti commerciali di primissimo livello - ha aggiunto Mistretta -. Ora, superata la sbornia del momento, dovranno fare l'importantissimo lavoro di follow up cui le aziende tradizionali in genere si dedicano dopo la fiera. Ingdan mette a disposizione team dedicati in Cina per aiutarli nella penetrazione commerciale. Devono pero' guidarci loro".

 

IngDan e' stato partner e co-organizzatore ufficiale della manifestazione avendo organizzato il padiglione dell'innovazione tecnologica hardware IoT e coordinato oltre 21 eventi nei 3 giorni di fiera, con la parteciazione di Kevin Kelly (Fondatore e capo editore di WIRED), Ma Huatei'ng (Ceo di Wechat). Non sono mancati incontri B2B, incontri con investitori e distributori.A raccogliere la sfida di Shenzhen sono stati: Davide Venturelli, di Modena, con Archon, un software per la gestione di flotte di droni e piattaforme di ricarica mobile per i droni che permettono di facilitare il controllo in zone remote e pericolose come piattaforme, pipeline, generation station. "Si percepisce in ogni angolo della fiera come la Cina voglia dimostrare che non sta scherzando a voler diventare il leader dell'high-tech - ha dichiarato Venturelli -. Siamo elettrizzati dalle opportunita' di mercato per servizi robotici nel mondo industriale asiatico". Con GET, invece, i fratelli romani Edoardo e Emiliano Parini hanno inventato un bracciale smart che sfruttando la conduzione ossea, semplifica l'utilizzo dei device (smartphone, tablet, pc); basta avvicinare il dito all'orecchio per ascoltare contenuti e rispondere a messaggi, chiamate o dettare istruzioni a Siri. Con Horus Saverio Murgia, milanese, ha inventato un dispositivo pensato per assistere persone cieche e ipovedenti: attraverso una telecamera, Horus registra le immagini esterne a 180 gradi che vengono trasformate dall'algoritmo in un'audio guida. Iomote di un altro romano, Claudio Carnevali, e' la piattaforma end-to-end per la gestione di sensoristica in ambito IoT professionale per i system integrators.

 

"L'opportunita' che ci ha dato IngDan va oltre la sola promozione commerciale - ha detto Carnevali - In fiera abbiamo maturato degli importanti contatti e durante la settimana a Shenzhen ho scoperto come la cultura e il mercato cinese sia imprescindibile per avere successo". A Torino Alessandro Sappia ha sviluppato Biotechware, una tecnologia che punta a semplificare la diagnostica della patologia cardiovascolare grazie a elettrocardiografo in remoto e in icloud. Infine il milanese Andrea Rinaldo e' sbarcato a Shenzhen con Xmetrics, un wearable device da posizionare dietro la testa e che fornisce la soluzione per monitorare le performance sportive dei nuotatori, su un mercato 26 milioni di appassionati."La partecipazione all'APEC e' stata un incredibile successo. L'accettazione da parte dei clienti cinesi e' stata molto buona, con centinaia di richieste, tanto che abbiamo dovuto ristampare nottetempo i materiali informativi" ha dichiarato il co-founder Vazzoleri.

 

a.s.

 

20 LUGLIO 2016

 

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