IMPERATORE DELLA CINA     AUTORITRATTO DI K'ANG HSI

di Andrea Marcelloni*


Imperatore della Cina. Autoritratto di K'ang Hsi
Jonathan Spence
Titolo originale: Emperor of China: Self-Portrait of K'ang-Hsi
Adelphi, 1986
€ 16,00

 

Roma, 25 apr. - Alcune settimane fa vi ho presentato il libro “L'impero del mandato celeste”, che andava ad analizzare la storia della Cina dal XIV al XIX secolo, ovvero il periodo temporale durante il quale si  sono succedute le ultime due dinastie prima della nascita della Repubblica. Questa settimana vorrei riprendere il discorso parlandovi di uno dei protagonisti di quel periodo, vale a dire l'imperatore Kangxi.

 

Un interessantissimo libro sulla vita di questo personaggio è stato scritto da uno dei massimi esperti di storia della Cina, l'inglese Jonathan D. Spence, che nel 1974 pubblicò Emperor of China: Self-Portrait of K'ang-Hsi (l'edizione italiana è stata pubblicata da Adelphi nel 1986).

 

Kangxi (1654-1722), fu il terzo Imperatore della dinastia Qing (1644-1911), e governò dal 1661 fino alla sua morte. E' considerato uno dei più importanti imperatori della storia cinese ed il suo regno è stato uno dei più lunghi (anche se nella prima parte la gestione dell'impero venne effettuata da quattro reggenti e dalla nonna, l'imperatrice Xiaozhuang).

 

La principale caratteristica del libro è che non si tratta di una normale biografia: l'autore infatti non compie un lavoro di ricostruzione o di evocazione delle gesta dell'Imperatore, ma piuttosto lo lascia parlare, rendendosi in un certo senso invisibile. In altre parole, il grandissimo lavoro di Jonathan Spence è stato quello di raccogliere, organizzare e riprodurre ciò che lo stesso Imperatore aveva scritto o detto, (nei vari editti, nelle lettere e nelle riflessioni pubbliche e private), con il risultato di porre il lettore di fronte ad una sorta di “autobiografia” in cui il protagonista - l'Imperatore – parla in prima persona, riflette, discute, si pone delle domande, mostrando quindi anche il “lato umano” di chi, invece, era a tutti gli effetti considerato il centro del mondo, il mediatore tra cielo e terra, il “Figlio del Cielo”.

 

Il libro è strutturato in cinque parti, cinque categorie in cui Spence racchiude i pensieri di Kangxi: “In movimento” (dove vengono raccolte le impressioni che l'imperatore riporta dai suoi viaggi nel paese), “Governare” (relativa alla gestione dell'impero), “Pensare” (dove troviamo una persona curiosa ed attenta a scoprire come erano fatte le cose e come funzionavano), “Invecchiare” (in cui invece siamo di fronte ad una persona consapevole della debolezza e del decadimento del corpo umano) e “Figli” (in cui sono portati alla luce i vari intrighi di corte, un mondo distorto di amore e di odio dove “l'uomo intelligente e spiritoso diventa a tratti isterico e spietato”).

 

Il libro si chiude con due appendici: nella prima sono raccolte diciassette lettere – ritrovate solo dopo il 1911 – che l'imperatore scrisse al suo eunuco fidato Gu Wenxing e che ci mostrano un Kangxi in veste informale e colloquiale. La seconda appendice invece riporta “l'Editto di commiato” che scrisse nel 1717 e che – secondo Spence – costituisce “lo sforzo maggiore fatto da Kangxi per esprimere i suoi pensieri più intimi”.

 

Vi aspetto in libreria.

 

L'autore

 

Jonathan D. Spence, (Surrey, 11 agosto 1936) storico e orientalista britannico, si è laureato nel 1959 a Cambridge ricevendo un Bachelor of Arts in Storia. E' stato Sterling Professor di Storia presso l'Università di Yale dal 1993 al 2008. Specializzato in storia della Cina, ed in particolare sul periodo relativo all'epoca della dinastia Qing e sulle relazioni tra Cina e Occidente, ha scritto numerosi libri ed articoli anche sulla storia moderna, tra cui una biografia di Mao Zedong (pubblicata in Italia da Fazi ma ahimè andata fuori catalogo). Ha ricevuto otto lauree honoris causa e numerosi altri riconoscimenti internazionali. Dal 2000 è cittadino americano.
In Italia al momento è possibile acquistare: “Il palazzo della memoria di Matteo Ricci” (Adelphi, 2010), “Il libro del tradimento” (Adelphi 2006), “La morte della donna Wang” (Adelphi 2002), “Girotondo cinese” (Fazi 1996), “L' enigma di Hu” (Adelphi, 1992).

*Andrea Marcelloni, sinologo, è il proprietario di Orientalia, la libreria di Roma specializzata in orientalistica. Si trova in via Cairoli, 63, nel cuore dell'Esquilino. Ogni settimana Andrea Marcelloni offrirà ai nostri lettori spunti di lettura. 

 

25 aprile 2014


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