Il CEO Ducati APAC spiega il mercato delle due ruote in Cina

Il CEO Ducati APAC spiega il mercato delle due ruote in Cina

Roma, 13 mag.- Lo scorso 26 marzo, Ducati ha scelto il Padiglione Italia dell'Expo di Shanghai per il Test Ride aperto ai giornalisti Asia Pacific. Perché questa location?

Per il Test Ride cercavamo un'ambientazione diversa da un circuito, qualcosa d'impatto che oltre a rappresentare l'italianità di Ducati, potesse anche dare la possibilità ai giornalisti di provare la moto in un contesto "cittadino". Quale migliore location dell'EXPO? Dalla chiusura al mese di ottobre 2010, questa è stata la prima volta che il Padiglione Italia e l'Expo hanno riaperto le porte. Per  l'evento Ducati, siamo così riusciti ad unire l'arte e la bellezza del Padiglione con la potenza e l'eleganza della Diavel.

Come è stato accolto in Cina il nuovo modello Ducati, Diavel?

Molto bene. Si immagini che nei dieci giorni successivi all'evento avevamo già preso 20 ordini. Abbiamo venduto anche la "special edition" dipinta dall'artista Simon Ma in occasione del lancio. I cinesi sono notoriamente appassionati di due ruote, mezzo divenuto di recente indispensabile per via del traffico che paralizza la maggior parte delle grandi città cinesi.

Dalla bici alla moto? Quanto successo ha la moto in Cina?

In realtà la situazione è un po' diversa in quanto in Cina ben 200 città limitano l'uso delle due ruote. Per quanto siano sempre di più coloro i quali ritengono che le due ruote possano essere un modo efficace per ridurre situazioni di collasso del traffico al limite della sopportabilità (vedi le limitazione all'immatricolazione delle auto a Pechino a partire dal 2012), c'è ancora molto lavoro da fare per far cambiare idea ai governanti locali, per i quali le automobili sono in grado di produrre un indotto decisamente superiore a quello delle moto. Detto questo, esiste una categoria di clienti che vede nelle due ruote un modo per evadere nel fine settimana, godendosi un giro nelle numerose località sceniche di cui è ricco questo splendido paese. Questi clienti sono al momento il nostro target.

E la loro scelta ricade sulla moto per una questione di comodità, di passione o di status symbol?

Il cliente tipico Ducati in Cina vive la moto più per il contenuto di lifestyle, passione e status symbol che non per la comodità.

Quali sono le altre caratteristiche del vostro cliente tipo? Quale modello preferisce?

Il cliente Ducati in Asia è sofisticato ed esigente, ama la tecnologia e il design e vede le moto come un oggetto di passione. A causa dell'elevato livello dei dazi all'importazione, le nostre moto sono considerate un oggetto di lusso e di culto. L'età media è 35-40 anni, ma stiamo assistendo ad un interesse sempre maggiore da parte di nuovi motociclisti più giovani che si stanno avvicinando per la prima volta alle moto di grossa cilindrata.

Ducati ha fatto il suo ingresso in Cina due anni fa, avete incontrato qualche difficoltà ad affermarvi o la fama vi ha preceduto?

Come dicevo prima, la Cina è ancora un paese difficile per le due ruote. Quando due anni fa siamo arrivati in Cina, la municipalità di Shanghai aveva appena ammorbidito le normative per l'utilizzo delle moto di alta cilindrata, quindi in pochi conoscevano il brand Ducati.  La maggiore difficoltà incontrata in questo Paese è stata proprio questa: entrare in un mercato nuovo e diverso da quello Europeo, nel quale ci conoscono tutti.  Da allora due negozi (Shanghai e Pechino) sono stati aperti, la scorsa settimana abbiamo aperto a Chengdu ed entro la fine dell'anno saremo presenti anche a Wenzhou e Macau. Riceviamo comunque molte manifestazioni di interesse da parte di imprenditori interessati ad entrare nel settore. A marzo è stato anche inaugurato il Ducati Caffè a Shanghai. L'obiettivo è quello di creare un luogo di ritrovo per clienti appassionati, che possano avere del buon cibo italiano in una cornice legata al nostro brand. Nella regione abbiamo aperto Ducati Caffè a Seoul, Bangkok e stiamo finalizzando anche Taipei.

Quali strategie di marketing avete adottato?

Il primo passo è stato quello di andare a rafforzare progressivamente la nostra brand awareness: riuscire a trasmettere i valori chiave di Ducati e la sua italianità, il suo contenuto di design e tecnologia, la tradizione e la passione che stanno dietro ad ogni rossa pensata a "Borgo Panigale".  In questo senso la partecipazione a Motorshow (come quello di Pechino l'anno scorso), l'esposizione di moto durante numerosi degli eventi lifestyle della città, le azioni di co-marketing con partners già presenti sul territorio cinese sono stati molto efficaci per rendere i cinesi più familiari con il nostro marchio, almeno nelle città principali. La strada, però, in un paese immenso come questo, è ancora lunga...In seconda battuta, una volta raggiunta una buona notorietà del marchio a Shanghai e Pechino, abbiamo iniziato a progettare attività che potessero avvicinare il potenziale cliente al prodotto e convincerlo a salire in sella a una delle nostre moto. Questo per far superare il  timore che spesso una moto di grossa cilindrata incute. Test ride e corsi di guida sono azioni che faranno apprezzare la caratteristica unica di Ducati: un'altissima performance per un inconfondibile piacere di guida, unita ad un elevato livello di sicurezza che deriva dalla nostra esperienza nelle corse in MotoGP. 

 

di Sonia Montrella

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