Food Emergency Officer, Global Information and Early Warning Service (GIEWS) Trade and Markets Division - FAO

Food Emergency Officer, Global Information and Early Warning Service (GIEWS) Trade and Markets Division - FAO

Roma, 15 feb. - Come previsto dai meteorologi, ha nevicato in molte zone della Cina. Ma gli esperti sostengono che queste precipitazioni non saranno sufficienti a mettere fine al problema della siccita'. Se la situazione non dovesse cambiare, quali saranno le conseguenze per il Paese?

Le nevicate che dai giorni passati fino alla notte scorsa interessano alcune zone nel nord della Cina hanno portato a un lieve miglioramento della condizione di siccita'. Seppur non abbondanti, le recenti precipitazioni hanno contribuito a delineare un quadro della situazione piu' favorevole: il manto nevoso servira' a proteggere i campi coltivati dal gelo killer nell'improbabile ipotesi che la temperatura arrivi a toccare i - 18 gradi. In piu', complice anche il clima mite di questi giorni, la neve puo' fungere da fonte d'acqua potabile per i milioni di persone e di animali che a causa della siccita' si ritrovano a corto di acqua potabile.

Piantagioni distrutte, agricoltura compromessa e 2,6 milioni di persone colpite. La Cina dovra' rassegnarsi a importare?

E' ancora troppo presto per poter fare qualsiasi previsione, tuttavia il quadro attuale lascia spazio a un cauto ottimismo. Secondo i dati FAO, nel periodo giugno-luglio (2009/10) le importazioni di grano hanno raggiunto il milione e 362mila tonnellate, mentre nell'anno 2010/2011 la Cina acquisterà dall'estero 500mila tonnellate. Inoltre il Paese puo' contare sull'abbondanza straordinaria degli ultimi due raccolti di grano e se le temperature miti di questi giorni continueranno ancora, e' possibile che nei prossimi mesi di marzo e aprile la produzione di grano ritornera' ad un livello normale. Nonostante il 42% delle colture di grano sia stato colpito dagli effetti distruttivi della siccita' e' lecito pensare di poter recuperare le perdite gia' entro giugno.

Quando un Paese cosi' popoloso smette di produrre e inizia a importare dall'estero la conseguenza piu' immediata e' un aumento dei prezzi dei generi alimentari. Se cio' dovesse accadere quanto ne risentirebbe l'economia cinese?

La Cina, se consideriamo solo il territorio sotto la giurisdizione del governo della Repubblica Popolare Cinese, ha importato lo scorso anno 500mila tonnellate di grano dall'estero esportandone una quantita' pressoche' equivalente. Il pareggio del saldo della bilancia commerciale cinese sul mercato del grano rappresenta un elemento rassicurante per l'economia cinese, che non rischia di subire alcun contraccolpo a causa delle difficolta' di questo momento.

L'inflazione potra' riscrivere il mondo? Quali ripercussioni si avranno a livello globale?

Non credo che il mondo cambiera' a causa dell'inflazione. La mia previsione si basa sulla teoria economica secondo cui una crescita dell'inflazione coincide con una perdita di potere d'acquisto della moneta. L'effetto dell'inflazione sul mercato internazionale delle valute e' che la moneta risulta debole. Con l'Occidente che accusa la Cina di tenere artificialmente basso il prezzo dello yuan/renminbi, l'inflazione potrebbe essere usata dal governo cinese per giustificare il rifiuto per una ulteriore rivalutazione della valuta.

L'allarme siccita' richiama il problema della desertificazione. Quali sono attualmente le misure adottate dal governo per fermare questo fenomeno?

L'attuale situazione di siccita' in Cina non puo' essere direttamente collegata al rischio di desertificazione perche' si tratta di un fenomeno temporaneo. Tuttavia, il governo cinese e' consapevole delle conseguenze del cambiamento climatico e sta lavorando per arginare i rischi che ne possono derivare attraverso la costruzione, in diverse aree del Paese, di impianti di irrigazione e dighe, come ad esempio quella sul delta del Mekong.

di Alice Luraghi e Sonia Montrella

 

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