DIRETTORE GENERALE BRAVOSOLUTION ITALIA, PREMIATA NELLA CATEGORIA "CREATORI DI VALORE" NEI CHINA AWARDS 2010

DIRETTORE GENERALE BRAVOSOLUTION ITALIA, PREMIATA NELLA CATEGORIA "CREATORI DI VALORE" NEI CHINA AWARDS 2010
Milano, 30 nov. - Come e quando è nata l'idea di investire in Cina? Che difficoltà avete incontrato nel dovervi inserire in un mercato come quello cinese?

 

 

La Cina è un mercato di dimensioni macroscopiche che offre grandissime opportunità d'affari per le realtà produttive di tutto il mondo. La forte espansione dell'economia asiatica e la costante necessità di sviluppare nuovi business fanno infatti della Cina un importante polo di attrazione anche per le aziende italiane, come confermato dalle previsioni di interscambio Italia-Cina recentemente comunicate dal Presidente di Confindustria Marcegaglia nell'ordine dei 100 miliardi di euro nei prossimi 5 anni. Proprio per cogliere i vantaggi di questo trend di crescita - ed in linea con il nostro modello di business che da sempre è orientato all'internazionalizzazione - dal 2007 siamo operativi anche in questo Paese, attraverso la nostra sede di Shanghai. Il nostro obiettivo è quello di aiutare le aziende a cogliere tutte le occasioni che i Paesi dell'area asiatica (Cina, ma anche India, Taiwan, Thailandia, Corea, Vietnam…) offrono sul fronte del sourcing. In particolare il nostro know how nell'ambito dei processi di acquisto (Spend Management) ci permette di mettere a disposizione dei nostri clienti competenze per identificare alternative di fornitura asiatiche molto qualificate, per supportare progetti di delocalizzazione e per sviluppare iniziative di sourcing locali (aziende cinesi che fanno sourcing in China).

 

La scelta di affrontare questo nuovo mercato con un team di professionisti solo locali, ma provenienti da esperienze professionali e formative internazionali - e che lavorano in sinergia con i team di tutte le altre sedi BravoSolution nel mondo - ci ha aiutato a superare le difficoltà di integrazione culturale, linguistica e di "modus operandi" spesso rilevate dalle aziende che si aprono alla Cina. Oggi siamo pienamente inseriti nelle dinamiche di business locali ed il nostro team è in continua espansione.

 

Cosa offrite nello specifico alle aziende che si appoggiano a voi nell'approccio al mercato cinese?

 

 

Il nostro supporto alle aziende che desiderano o operano in quest'area geografica si sviluppa su più piani.  Per quanto riguarda i progetti di sourcing il sostegno va dall'individuazione di fornitori potenziali, all'appoggio amministrativo, dalla gestione degli aspetti contrattuali alla definizione di best practices di acquisto per qualsiasi categoria merceologica. Per gli interventi di delocalizzazione BravoSolution mette a disposizione una expertise specifica per la gestione dell'intero processo di appalto per la costruzione, per esempio, di impianti produttivi, sedi commerciali, magazzini (dalla aggiudicazione chiavi in mano al supporto alla strategia di lotting). Il valore aggiunto di BravoSolution in queste attività è quello di poter offrire un mix di tecnologia - specifica per la gestione del processo di acquisto – e di supporto di professionisti, anche locali, con profonda conoscenza delle realtà dei diversi Paesi e con competenze di acquisto per i diversi ambiti di approvvigionamento.

 

Attraverso la vostra sede di Shanghai assistete esclusivamente aziende italiane o anche straniere? Cosa deve sapere un imprenditore che intende investire nel mercato cinese?

 

 

Le competenze di BravoSolution si rivolgono ad aziende di ogni Paese, comprese quelle locali. Le nostre prime esperienze in Cina sono state condotte prevalentemente per clienti italiani e di altre nazioni europee che desideravano sviluppare progetti di sourcing mirati – ad esempio in determinati mercati di fornitura – o che si apprestavano a delocalizzare il proprio business in Asia. Ribadisco l'importanza di poter offrire a queste aziende il supporto di professionisti locali, che ben conoscono, oltre alla lingua, il territorio e i meccanismi del business.

 

In questi mesi stiamo lavorando anche con aziende, già operative in Cina o, in generale, nei Paesi Emergenti dell'Asia, che vogliono ottimizzare i propri processi di approvvigionamento. Le enormi potenzialità di questi mercati, in termini di crescita dei consumi e delle esportazioni, inducono molte aziende locali, le più evolute, a prepararsi a fare fronte alla domanda crescente, lavorando sui diversi processi aziendali sia manifatturieri (operations) che supply chain. Anche in Asia sempre più si afferma la regola che una azienda vincente deve avere una forte e consolidata supply chain e le capacità/competenze per gestirla secondo le sempre crescenti esigenze dei mercati.

 

Le tematiche della gestione della supply chain sono tanto maggiori per quelle aziende orientali che vogliono esportare in Occidente prodotti di qualità, nei tempi di consegna previsti; avere fornitori competitivi, in grado di fornire prodotti e servizi di qualità nei tempi necessari, diventa una condizione indispensabile per affrontare non solo i mercati occidentali ma anche i mercati interni le cui esigenze sono anch'esse velocemente in incremento.

 

 

Che importanza ricopre la fetta di mercato asiatico per la vostra azienda?

 

 

Se guardiamo ai "numeri", il mercato asiatico rappresenta ancora una percentuale bassa degli oltre 50 Milioni che BravoSolution ha raggiunto nel 2009. Questo dato è assolutamente normale, considerando che la nostra penetrazione nel mercato asiatico è molto "giovane" rispetto alla posizione di leadership ormai acquisita, da anni, in Europa e America. Le prospettive di crescita sono però significative e questo mercato costituisce per noi uno degli asset di sviluppo fondamentali per i prossimi anni.

 

 

Cosa rappresenta per voi la vittoria del China Award come "creatori di valore"?

 

 

I "China Awards" sono un premio prestigioso che viene assegnato alle aziende italiane che meglio hanno colto le opportunità offerte dal mercato cinese. Il nostro riconoscimento come "creatori di valore", che viene assegnato alle aziende che «hanno realizzato le migliori performance con la Cina, operando in distretti e in settori ad alta crescita di esportazioni» ha dunque un significato particolare: conferma che i processi di acquisto costituiscono per le aziende – anche in un mercato in fortissima espansione come quello asiatico - un asset di competitività fondamentale, da gestire in ottica di razionalizzazione "sana" del "total cost". Il fatto che un'azienda italiana possa, con la propria tecnologia e competenze professionali, contribuire a questo processo è per noi motivo di grande orgoglio. 

 

di Elena Premoli

 

 

 


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