DIRETTORE FINANZIARIO NORDMECCANICA

DIRETTORE FINANZIARIO NORDMECCANICA
Nordmeccanica è un'azienda di famiglia nata nel 1978 a Piacenza, leader nel settore delle accoppiatrici per l'imballaggio flessibile. Nel 1997, dopo una grave crisi, viene rilevata dalla famiglia Cerciello. Ad oggi ha installato 1400 macchinari, di cui 1100 nel periodo 1998-2008, ed è passata da 7 a 50 milioni di fatturato. Da qualche giorno, Nordmeccanica ha aperto il suo primo stabilimento in Cina

Dottor Cerciello, perché la scelta di Chuansha, vicino Shanghai? Com'è fatto lo stabilimento?

La scelta di Chuansha è stata una scelta di carattere logistico: lo stabilimento si trova a 20 minuti dall'aeroporto di Shanghai Pudong e a 30 minuti da quello di Hongqia. In questo modo, è raggiungibile tanto dai clienti cinesi che atterrano ad Hongqiao che da quelli che arrivano dall'estero, - in particolare dall'area Asia Pacifico - che atterrano a Pudong. Tra tutti i parchi che abbiamo visto, Chuansha è il più moderno, fornisce tutta una serie di servizi di livello, ed è anche abbastanza vicino alla città.

Eravate già presenti in Cina?

Nel 2003 avevamo aperti un ufficio di rappresentanza; poi, dopo due anni, grazie alle risposte positive, soprattutto dai clienti cinesi, abbiamo deciso l'apertura di questo stabilimento di 1500 metri quadrati. Inizialmente faremo puro assemblaggio; poi si trasformerà in un'azienda per produrre componentistica, visto che già da 6 mesi siamo attivi nella ricerca fornitori. Lo stabilimento al momento avrà 6 dipendenti, che diventeranno  tra i 10 e i 15. Siamo già molto conosciuti negli Stati Uniti e in  Sud America, Africa e  Iran ; in India deteniamo addirittura il 90% del mercato: in Cina dobbiamo ancora farci conoscere.

Avete avuto delle difficoltà?

Anche se c'è stato un supporto da parte di ICE e Consolato, mi piacerebbe chiedere loro una maggiore esposizione, in quanto queste istituzioni non entrano direttamente nel discorso operativo. Questo significa che le aziende italiane non vanno a colpo sicuro, ma devono confrontarsi con tutta una serie di problematiche che spesso portano a dei ritardi. Noi ci abbiamo messo 6 mesi effettivi per aprire una manufacturing company, ma il progetto è iniziato due anni fa: con un maggiore supporto avremmo anticipato l'apertura.

Avete aperto una joint-venture?


No: il 100% dello stabilimento è detenuto da NordMeccanica Italia. In generale non lavoriamo con partner stranieri, e in Cina abbiamo sentito di esperienze negative, di aziende il cui mercato è stato eroso dall'ex partner nel giro di poco tempo. Decidiamo noi chi sono i clienti, non abbiamo mai fatto joint venture nel mondo .

Appunto: a che mercato vi rivolgete? Il vostro è un settore molto specifico.

I nostri clienti sono tutte quelle aziende che producono imballaggio per il settore alimentare e farmaceutico. Facciamo un esempio su quest'ultimo settore: il farmaco ha bisogno di un materiale metallizzato che viene accoppiato con le nostre macchine e serve a preservare il prodotto da agenti esterni. I nostri attuali clienti cinesi sono di tutti i tipi: aziende che vanno dalle decine alle migliaia di dipendenti; infatti abbiamo macchine di ogni grandezza. Oggi abbiamo intenzione di invadere il mercato cinese con quelle più piccole e poi, dopo esserci fatti conoscere, passare a quelle più grandi. Ma mi preme dire che il cuore della macchina è e rimarrà sempre italiano.

Che consiglio si sente di dare agli imprenditori italiani in Cina?

Abbiamo notato che in Cina il Made in Italy della fascia hi-tech è molto richiesto. Il consiglio è di  farsi conoscere direttamente dai clienti: che si tratti di grandi o di piccoli gruppi, non importa; il proprietario deve presentarsi in prima persona per creare un legame diretto.

di Antonio Talia