AMMINISTRATORE DELEGATO UL ITALIA E GENERAL MANAGER UL ENVIROMENT INC.

AMMINISTRATORE DELEGATO UL ITALIA E GENERAL MANAGER UL ENVIROMENT INC.

È stato recentemente inaugurato a Suzhou il nuovo laboratorio della UL Underwriters Laboratories di testing per il settore fotovoltaico. Ci può raccontare come siete arrivati in Cina e perché avete scelto Suzhou?

La Cina è il terzo produttore di apparecchi fotovoltaici a livello mondiale con un importante trend di crescita. Il settore fotovoltaico rappresenta la base dell'industria manifatturiera; per questo UL ha deciso di potenziare in quest'area le competenze tecniche di testing per questo settore. Abbiamo scelto Suzhou per l'alta concentrazione nella zona est della Cina dei nostri clienti in ambito fotovoltaico, in linea con il nostro principio di assicurare copertura globale stando il più vicino possibile alle aziende a cui ci rivolgiamo. Inoltre Suzhou è uno dei poli industriali principali per il mercato fotovoltaico. Il nuovo laboratorio è il terzo più grande in tutta l'Asia e ha le competenze tecniche per effettuare test in accordo sia agli standard UL che agli standard internazionali IEC (International Electrotechnical Commission). UL fa leva sui suoi 115 anni di esperienza tecnica in materia di testing per catalizzare l'industria del fotovoltaico a livello globale.

Quali conseguenze può avere l'apertura del centro per gli scambi commerciali tra la Cina e l'Italia?

Oggi più che mai i produttori sono alla ricerca di partner di certificazione affidabili che possano supportare i processi di esportazione di prodotti altamente innovativi sul mercato globale in modo rapido ed efficiente. L'apertura del laboratorio di Suzhou ha lo scopo di mettere a disposizione dei nostri clienti un servizio a valore aggiunto, offrendo loro un ventaglio completo di servizi di testing e certificazione di prodotti fotovoltaici, così come il facile accesso dei prodotti al mercato globale. Il laboratorio a Suzhou e la presenza massiccia di UL in Cina sicuramente facilitano lo scambio commerciale con l'Italia, con l'Europa e gli Stati Uniti e viceversa. Ma non solo con riferimento al mercato del fotovoltaico, bensì anche a supporto dell'import di apparecchi elettrici ed elettronici verso il mercato cinese offrendo il marchio CCC obbligatorio per l'accesso a questo mercato. Allo stesso modo UL supporta le aziende cinesi che esportano nel mondo offrendo loro la possibilità di certificare i prodotti in accordo agli standard UL e IEC per l'ottenimento dei marchi di sicurezza richiesti dai singoli mercati di destinazione. L'obiettivo di UL è proprio quello di facilitare lo scambio di prodotti e proteggere le aziende manifatturiere in linea con la nostra strategia di facilitare l'accesso al mercato globale e garantire maggiore sicurezza all'utente finale.

Chi lavorerà in questo centro? È previsto l'inserimento di personale specializzato cinese e straniero? E che tipo di formazione è prevista ?

In UL siamo sempre alla ricerca dei migliori esperti per garantire la nostra mission di promotori della sicurezza e dare continuità ai nostri 115 anni di eccellenza tecnica, che ci permettono di accreditarci nel mondo come lo Standard per quanto riguarda il settore della Sicurezza. Nel nostro laboratorio a Suzhou le risorse sono state formate, attraverso corsi specifici, per diventare esperti eccellenti in materia di fotovoltaico. Si tratta principalmente di risorse locali, anche se non ci sarebbe da stupirci se trovassimo risorse americane o europee, e viceversa, data la natura globale della nostra organizzazione. UL crede e supporta l'interazione e la condivisione di competenze in materia scientifica ed investe continuamente per formare i nostri ingegneri in modo da poter anticipare le future richieste dell'industria fotovoltaica. La scienza, l'innovazione è in continuo progresso, così le competenze tecniche di UL.

Che tipo di collaborazione avete avuto con il governo locale all'apertura del centro?

Considerando che la Legge a favore dell'Energia Rinnovabile approvata dal Governo Cinese nel marzo 2005 prevede che entro il 2020 il 10% dell'energia in Cina debba provenire da risorse rinnovabili, e questo fatto conferma la previsione di crescita della domanda locale di testing e certificazione di prodotti fotovoltaici, il governo locale ha accolto favorevolmente gli investimenti che UL ha destinato per l'apertura del più grande laboratorio fotovoltaico nel vasto territorio cinese.

Che genere di difficoltà avete incontrato?

Il problema non era di sicuro strutturale, ovvero costruire il laboratorio, quanto farlo funzionare (esperienze, formazione di personale qualificato etc.) E' stata una bella sfida, ma siamo stati in grado superarla grazie alla velocità ed efficacia con cui UL ha saputo trasferire il know-how e la competenza dal nostro centro di eccellenza per il fotovoltaico in California alla Cina. Come accennavo questo è un punto di forza che caratterizza un organismo globale come UL applicabile con successo anche al suo interno. I nostri ingegneri sono stati formati e continueranno ad esserlo con l'obiettivo di consolidare e espandere le competenze e poter anticipare la futura domanda dell'industria del fotovoltaico. 

Come valutate l'approccio cinese nel settore delle certificazioni?

UL ha iniziato a fare business in Cina trenta anni fa. Ci fa piacere, come organismo orientato alla sicurezza, vedere come le misure di sicurezza e qualità dei prodotti cinesi abbiano registrato negli anni un sensibile miglioramento. In effetti, il sistema di regolamentazione in materia di sicurezza di prodotto migliora proporzionalmente al riconoscimento di brand cinesi a livello globale. Ad esempio l'innalzarsi del livello di ricercatezza e innovazione di aziende cinesi produttrici di computer come Lenovo o di apparecchi elettrodomestici come Haier a livello globale, sta facendo si che le misure di sicurezza siano maggiormente osservate e richieste a tutela della reputazione aziendale e del brand. Risparmiare in sicurezza vuol dire rischiare ritorni negativi per l'immagine del business. Il Brand di un'azienda globale rappresenta un valore inestimabile.  Il costo di collaborare con un partner di parte terza, come UL, preposto a testare, certificare e monitorare i prodotti, non dovrebbe essere letto come un ostacolo o come superfluo dalle aziende cinesi sensibili alla sicurezza e attente alla tutela del proprio business a maggior ragione in tempi di crisi, quando la qualità e l'innovazione rappresentano un punto di forza, un vantaggio competitivo. In generale UL è orgogliosa di avere contribuito in parte a questo progressivo trend di miglioramento. 

Quale sensibilità e sviluppo futuro c'è in Cina per quanto riguarda il fotovoltaico?

La Cina è leader mondiale in materia di tecnologia solare per tanto la presenza UL è direi fondamentale. L'apertura del laboratorio di Suzhou è la nostra risposta alla previsione di crescita prevista per il settore del 15% annuo moltiplicato per i prossimi cinque anni raggiungendo un valore di 32 miliardi entro il 2012. Il nuovo laboratorio di oltre 400 metri quadri di estensione, uno dei maggiori in Asia, permetterà alle aziende cinesi di portare i loro prodotti sul mercato più velocemente grazie alle potenziate competenze tecniche del nuovo laboratorio. Partiamo con sei camere di prova completamente messe a punto, per espanderci nel corso del 2009 in proporzione alle crescenti esigenze del mercato. Di conseguenza creeremo anche nuovi posti di lavoro per coprire le numerose nuove posizioni tecniche necessarie: stimiamo quasi il doppio dell'organico attualmente in forze.

Avete altri progetti con la Cina?

UL è in contatto continuo con le agenzie governative cinesi come l'Amministrazione Generale per la Supervisione della Qualità, Ispezione e Quarantena, con l'obiettivo di accreditare il marchio UL per i prodotti venduti in Cina. Circa un quarto delle risorse UL, nel mondo sono circa 6.800, escluso lo staff UL di base a Taiwan e Hong Kong, opera in Cina. Questo testimonia che la Cina rappresenta un mercato emergente estremamente strategico  e in continua espansione anche per UL, che opera sul territorio come già menzionato da oltre trenta anni. Nella "Grande Cina", UL conta più di 1.260 ingegneri e ispettori specializzati.

Considerate la Cina come punto di partenza per l'espansione nel mercato asiatico?

La Cina è stata di sicuro un punto di partenza 30 anni fa e rappresenta tutt'oggi un mercato estremente importante per UL. Nel 2003, l'ente ha siglato una joint venture in partnership con la China Certification and Inspection Corporation Ltd (CCIC). Successivamente abbiamo aperto filiali a Shanghai, Beijing, Suzhou, Chongqing and Guangzhou. Di recente abbiamo aperto un ufficio a Nanjing. Ora UL si propone di offrire ai clienti cinesi servizi eccellenti per assisterli nell'accesso ai mercati internazionali e favorire la loro competitività nel mondo. A garanzia dei nostri intenti, UL continuerà a formare e estendere la conoscenza e competenza tecnica delle sue risorse per rispondere alle esigenze dei nostri clienti, condividendo la nostra esperienza e sensibilità in materia di sicurezza e innovazione e collaborando con le agenzie governative, per affermare sempre più la coscienza della sicurezza in Cina. Per quanto riguarda il resto del mercato asiatico di recente menzione è il Memorandum of Understanding siglato con l'Institute of Lighting Technology coreano (KILT), l'unico laboratorio in Corea specializzato nel settore dell'illuminazione.