AL VIA LA TERZA EDIZIONE DI TOCHINA BUSINESS PROGRAM

AL VIA LA TERZA EDIZIONE DI  TOCHINA BUSINESS PROGRAM

di Sonia Montrella
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Roma, 10 mar.- Offrire a economisti un vaccino manageriale contro gli errori più grossolani commessi in Cina e fornire una conoscenza di business a sinologi brillanti. Questo il duplice obiettivo di TOChina Business Program (CBP), giunto alla sua terza edizione. Lo ha spiegato ad Agichina Giovanni Andornino, vice presidente di Twai e coordinatore del progetto CBP, sviluppato con ESCP Europe - la business school n.1 in Italia secondo il Financial Times -, con il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell'Università di Torino, la Zhejiang University (Center for Italian Studies) e il Torino World Affairs Institute (T.wai). Il progetto consiste in un pacchetto formativo avanzato di Junior executive education - 200 ore di didattica intensiva svolte nell'arco di 6 settimane presso la Zhejiang University -  sviluppato per consentire a giovani eccellenti di posizionarsi presso aziende italiane, cinesi e internazionali con profili di valore immediatamente riconoscibile.


Due sono le tipologie di destinatari naturali del CBP, spiega Andornino ad AgiChina. "Il primo modello è rappresentato da studenti o giovani professionisti con conoscenze robuste sulla Cina, ma scevri di conoscenze nell'ambito business. Si tratta di candidati di estremo interesse per il mondo dell'impresa che si interfaccia con società con attività in Cina o per partner cinesi con attività commerciali in Europa, i quali sarebbero in difficoltà a gestire la complessità della relazione culturale senza nessuno che la decodifichi. Queste figure fanno fatica, tuttavia, ad essere assunte perché digiune di strumenti fondamentali di business".
E' un programma per "early career, soggetti che stanno entrando nel mondo del lavoro e che hanno solo bisogno di una miccia affinché si inneschi tutto l'esplosivo intellettuale accumulato in anni di formazione". Questo gruppo – continua Andornino - comprende anche i nuovi italiani di famiglia cinese che sono quindi già in possesso dei codici comunicativi e che rappresentano i naturali interlocutori i questo processo di  ravvicinamento tra Cina e Italia".


Poi c'è l'altra metà:  persone che hanno interesse verso il mondo cinese, vantano una formazione economica, ma con scarsissime conoscenze culturali sulla Cina.


"A loro non offriamo l'equivalente o una sintesi di ciò che si apprende all'università, ma offriamo un vaccino manageriale: sicuramente dopo il China business  non si è più suscettibili di commettere quegli errori  grossolani che ancora oggi le imprese compiono".  Primo fra tutti "presumere che la Cina sia un Paese per centometristi quando invece è un Paese per maratoneti, o confondere l'importanza del timbro e della firma nel contesto cinese".  Basti pensare che i nostri uffici commerciali nei  consolati  e nelle ambasciate passano la maggior parte del tempo a risolvere contenziosi. Si tratta di errori da "scarsa cautela" che bisogna iniziare a ridurre, a iniziare dalle università.
Cifre alla mano, il programma coordinato da Andornino si è rivelato decisivo sui curricula degli ex studenti: secondo il monitoraggio svolto oltre l'80% di loro ha trovato lavoro entro 6 mesi in imprese di nazionalità italiana (il 68%) cinese (l'8%) e multinazionale (il 25%). Più del 75% lavora su cose cinesi, solo il 17% ancora cerca e alcuni che continuano a studiare. Tra i settori trainanti, l'abbigliamento, consulenza per l'internazionalizzazione delle imprese, food&beverage, turismo, manifattura, high tech. 


Chi lo conclude il programma, inoltre, ha la possibilità di entrare nella rete Alumnae association: "Uno dei nostri studenti più brillanti è stato assunto da Bank of China,  soddisfatta la banca gli ha chiesto nell'arco di un anno una segnalazione. Lui ha girato la richiesta nell'Alumnae, 4 ex studenti hanno fatto colloqui, uno è stato scelto".


Dei 50 candidati scelti "tutti con pedigree eccellente", il 50% è composto da uomini e il 50% donne. "Non è stato voluto, ma il mio scopo sarà quello di mantenere la parità di genere e la giusta proporzione tra italiani e cinesi. Mi riprometto di avere una presenza tangibile di cinesi con interesse verso l'Italia" ha detto Andornino.

 

10 marzo 2015

 

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