Tumori: cure piu' efficaci se il cuore e' sotto controllo

(AGI) - Milano, 16 giu. - La cardiologia ha un ruolofondamentale per migliorare ed estendere l'efficacia delle cureanticancro. Lo conferma uno studio dell'Istituto Europeo diOncologia appena pubblicato su Circulation, prestigiosa rivistascientifica in campo cardiovascolare. Un gruppo di medici delloIEO e del Centro Cardiologico Monzino ha scoperto che lacardiotossicita' da antracicline - farmaci chemioterapiciutilizzabili contro molti tumori pediatrici e dell'adulto, inparticolare i tumori del seno e i linfomi - non e'irreversibile. Viene messa quindi in discussione l'arcaicaconvinzione che questa forma di cardiopatia non sia curabile,dimostrando che, se la diagnosi e'

(AGI) - Milano, 16 giu. - La cardiologia ha un ruolofondamentale per migliorare ed estendere l'efficacia delle cureanticancro. Lo conferma uno studio dell'Istituto Europeo diOncologia appena pubblicato su Circulation, prestigiosa rivistascientifica in campo cardiovascolare. Un gruppo di medici delloIEO e del Centro Cardiologico Monzino ha scoperto che lacardiotossicita' da antracicline - farmaci chemioterapiciutilizzabili contro molti tumori pediatrici e dell'adulto, inparticolare i tumori del seno e i linfomi - non e'irreversibile. Viene messa quindi in discussione l'arcaicaconvinzione che questa forma di cardiopatia non sia curabile,dimostrando che, se la diagnosi e' precoce e il trattamentocardiologico e' tempestivo, e' possibile ottenere un completorecupero della funzione cardiaca. "La cardiotossicita' daantracicline - spiega Daniela Cardinale, direttore dell'Unita'di Cardioncologia IEO e primo autore del lavoro - e' unatemibile complicanza dei trattamenti antitumorali che puo'pesare negativamente sulla prognosi del paziente oncologicoindipendentemente dal problema tumorale di base. Ancora oggi e'considerata irreversibile perche' ritenuta poco responsiva aifarmaci cardiologici". Lo studio prospettico, condotto allo IEOe' durato 19 anni e ha coinvolto 2.625 pazienti trattati conantracicline. L'incidenza della cardiotossicita' e' stata del9% e si e' evidenziata nella quasi totalita' dei casi (98%)durante i primi 12 mesi dalla fine del trattamentoantitumorale. Un attento monitoraggio della funzione cardiacadurante questo periodo ha consentito la diagnosi e iltrattamento precoce di questa forma di cardiopatia, permettendodi ottenere la normalizzazione della funzione cardiaca nellamaggioranza dei casi (82%). "Questi risultati - continua laCardinale - scardinano l'antica convinzione che lacardiotossicita' da antracicline sia una patologiairreversibile e mettono in discussione l'attualeclassificazione che distingue la cardiotossicita' in duediverse entita', precoce e tardiva, a seconda del tempo diinsorgenza dei sintomi dello scompenso cardiaco(rispettivamente entro un anno e dopo un anno dalla fine dellachemioterapia). Al contrario, la cardiotossicita' sembra inveceessere un fenomeno unico e continuo, che inizia con unadisfunzione cardiaca asintomatica che se non diagnosticata enon trattata, puo' evolvere verso allo scompenso cardiacoconclamato. Quindi un monitoraggio cardiologico esclusivamentebasato sui sintomi puo' far perdere l'opportunita' di unadiagnosi e un trattamento in una fase in cui lacardiotossicita' e' ancora reversibile". "Non esistono lineeguida sul monitoraggio cardiologico dei pazienti oncologicibasate su reali evidenze scientifiche - commenta Carlo Cipolla,Direttore della Divisione di Cardiologia dello IEO, fondatore eprimo Presidente dell'International Cardioncology Society,oltre che coautore della pubblicazione. "Questo studioprospettico fornisce per la prima volta dati oggettivi utili adelineare indicazioni piu' precise, dirette sia ai cardiologiche agli oncologi, per la sorveglianza cardiologica delpaziente sottoposto a trattamento antitumorale". Comesottolineano John D. Goarke e Anju Nohria del Dana FarberInstitute di Boston nel loro editoriale su Circulation, cheelogia il lavoro italiano: "La speranza e' che questo studiopossa ispirare altri alla valutazione sistematica dellafunzione cardiaca nei pazienti oncologici asintomatici. Icardioncologi hanno la responsabilita' di spingere la ricercaclinica in questa direzione, di fronte ad una popolazionecrescente di persone che hanno, o hanno avuto, una forma ditumore e presentano un maggior rischio, a causa delle terapieanticancro, di sviluppare malattie cardiovascolari".

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