PELLEGRINO IN ITALIA, IN FRIULI 1* MAGGIO CON LAVORATORI

(AGI) - CdV - Dal 30 aprile al 3 maggio del 1992, GiovanniPaolo II compi' una straordinaria visita apostolica in FriuliVenezia Giulia. Il momento centrale fu l'incontro del primomaggio con i lavoratori. "Questa ricorrenza - disse - richiamaallo spirito il lungo cammino percorso dai lavoratori pergarantire a se stessi e alla societa' condizioni di vita piu'eque e degne della persona, in un lento ma costante progressoverso il riconoscimento dei propri diritti e delle proprieresponsabilita'. Importanti traguardi sono stati conseguitinella gestione del lavoro e nel superamento dellaconflittualita' fra le parti sociali.

(AGI) - CdV - Dal 30 aprile al 3 maggio del 1992, GiovanniPaolo II compi' una straordinaria visita apostolica in FriuliVenezia Giulia. Il momento centrale fu l'incontro del primomaggio con i lavoratori. "Questa ricorrenza - disse - richiamaallo spirito il lungo cammino percorso dai lavoratori pergarantire a se stessi e alla societa' condizioni di vita piu'eque e degne della persona, in un lento ma costante progressoverso il riconoscimento dei propri diritti e delle proprieresponsabilita'. Importanti traguardi sono stati conseguitinella gestione del lavoro e nel superamento dellaconflittualita' fra le parti sociali. Ma molto resta ancora dafare per superare taluni interessi corporativi, alcuneresistenti barriere ideologiche e gli ostacoli che tuttora sifrappongono alla realizzazione di vere comunita' di lavoroimprontate al rispetto reciproco e alla condivisione". "Il lavoro non va mai considerato - raccomando' ilPontefice polacco che da giovane era stato peraio della Solvay- semplice merce, ne' chi lavora puo' essere ridotto a un meroingranaggio della macchina produttiva, per quanto progredita edefficiente essa sia. Se e' ovvio che il lavoro e' produzione dibeni e di servizi, se e' comprensibile che esso tenda a unnaturale e legittimo profitto, cio' non deve mai avvenire ascapito dei diritti della persona". "Non la legge del profitto, non ragioni di potenza e didominio, non la ricerca di un progresso puramente materialedebbono essere - scandi' con voce tonante - i criteri decisivinell'orientamento dell'attivita' produttiva, ma sempre esoprattutto l'uomo, la sua dignita', le sue profondeaspirazioni e l'attenzione a tutte le sue autentiche esigenze,soprattutto a quelle spirituali". "Oggi, pertanto, festa deilavoratori, noi celebriamo in primo luogo - concluse GiovanniPaolo II - la festa dell'uomo, delle sue molteplicipotenzialita' produttive e delle sue piu' profonde aspirazioni.Celebriamo la festa dell'uomo lavoratore, che con la sua operaarricchisce l'umanita' e puo' allargare gli spazi dellasolidale collaborazione fra gli individui e i popoli". (AGI).