Papa: in Molise lo aspettano lavoratori aziende in crisi

(AGI) - Campobasso, 4 lug. - "Ci aiuti, Santo Padre, astimolare i nostri amministratori regionali a fare di piu' percercare soluzioni all'emergenza lavoro che sta mettendo inginocchio il Molise, perche' la cosa piu' importante e' ladignita' e , come ha detto a Cagliari, 'Senza lavoro non c'e'dignita'". Questo l'appello dei lavoratori del Molise a PapaFrancesco che arriva domani mattina a Campobasso, e gia' nellasua prima tappa di questo nuovo dolente pellegrinaggio tra iproblemi del nostro Paese, nella sede dell'universita'incontrera' il mondo del lavoro e dell'industria che, trachiusure di attivita', licenziamenti

(AGI) - Campobasso, 4 lug. - "Ci aiuti, Santo Padre, astimolare i nostri amministratori regionali a fare di piu' percercare soluzioni all'emergenza lavoro che sta mettendo inginocchio il Molise, perche' la cosa piu' importante e' ladignita' e , come ha detto a Cagliari, 'Senza lavoro non c'e'dignita'". Questo l'appello dei lavoratori del Molise a PapaFrancesco che arriva domani mattina a Campobasso, e gia' nellasua prima tappa di questo nuovo dolente pellegrinaggio tra iproblemi del nostro Paese, nella sede dell'universita'incontrera' il mondo del lavoro e dell'industria che, trachiusure di attivita', licenziamenti e cassaintegrazione, viveun disagio pesante che tocca la vita di diverse migliaia difamiglie. Dal lavoro, afferma Nicola Lalli, responsabile dellaPastorale sociale e del Lavoro della diocesi Campobasso-Bojano,bisogna ripartire per generare speranza soprattutto nei giovaniche, in maggioranza, scelgono la via dell'emigrazione. Larealta' dei giovani, tra i 20/29 anni, e' drammatica con il 30per cento di disoccupazione, ragazzi scoraggiati che hannoperso ogni speranza di trovare lavoro, abbandonano questaricerca e vanno fuori dal Molise, oppure stanno con i genitoriin attesa di qualcosa che verra'. La famiglia diventa cosi' ilprimo welfare della regione, perche' se "il cuore e' nuovo, mai valori sono antichi", afferma padre Giancarlo Bregantini,l'arcivescovo che nei mesi scorsi - schierandosi con isindacati e partecipando anche fisicamente alla protesta deilavoratori - e' riuscito a scongiurare 47 licenziamenti alCentro Sanitario "Giovanni Paolo II" fortemente voluto dal Papapolacco perche' si offrissero in questa regione cureoncologiche adeguate, mettendo un freno ai viaggi dellasperanza. Fondato dall'Universita' Cattolica ma ben prestodismesso, il Centro potrebbe - spera il presule - essere ilcuore di una "Cittadella della sanita'" molisana. Francescocelebrera' la messa al campo sportivo e subito dopo incontrera'gli ammalati in cattedrale, per passare alla dimensione dellacarita' nella nuova "Casa degli Angeli" con il pranzoinaugurale alla mensa dei poveri. Nel pomeriggio l'appuntamentocon i giovani delle diocesi dell'Abruzzo e del Molise nelsantuario mariano di Castelpetroso e successivamente iltrasferimento a Isernia per l'incontro con i detenuti, poiancora il mondo della sofferenza sempre in cattedrale, quindi,in conclusione, il saluto alla citta' e l'apertura dell'Annocelestiniano, in occasione del sesto centenario della nascitadi Celestino V. La visita e' la terza di un Papa in poco piu' di trent'annidopo quelle di Giovanni Paolo II nel 1983 (Termoli) e nel 1995(Campobasso e Agnone), entrambe il 19 aprile, e, affermanosull'Osservatore Romano monsignor Bregantini, monsignor CamilloCibotti (Isernia-Venafro), monsignor Gianfranco De Luca(Termoli-Larino) e monsignor Domenico Angelo Scotti (Trivento),sara' accolta dal popolo del Molise come "un tesoro immenso eun'occasione di grazia per tutti. Perche' la fede nellamisericordia del Padre celeste - affermano i presuli - ci staaiutando ad affrontare quella crisi etica ed economica, che staimpoverendo i nostri territori e che rischia di rubarci lasperanza. E in particolare ci sentiamo portati per mano dal tuoesempio di mitezza di fronte agli ostacoli, agli assalti delmale che vuole toglierci il sorriso". Da qui la richiestarivolta al vescovo di Roma: "Aiutaci ancora una volta a nonperdere la speranza, a non farcela rubare dai problemi cheaffliggono la nostra terra, ad affrontare i nemici con lacarita' dettata dal Vangelo. Aiutaci a uscire, a non restareinfelici nei nostri calcoli o nelle nostre paure e a essereChiesa viva nell'ascolto e nella lode. Eleva i nostri cuori equi in Molise lancia un messaggio chiaro, radicato nella luceredentrice, con fede forte e vera, contro ogni forma diprepotenza, di passivita', di indifferenza, contro il rischiodi chiusure culturali e religiose, contro la nostra mondanita'spirituale". (AGI).