Grazie a Internet non piu' "pazienti" ma "esigenti"

(AGI) - Roma, 24 feb. - "Attraverso internet, chi e' malatopartecipa a forum con altri malati, cerca studi e tutto quelloche riguarda la propria malattia, tanto che alcuni hannoproposto di inserire il degente stesso nel team sanitario cheprende le decisioni che lo riguardano". Lo afferma un'indaginedell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali(Agenas), citata nell'ebook "Tanto ormai" dedicato alla giovanescrittrice Chiara Palazzolo, morta di tumore nell'agosto 2012,dopo un calvario che le cure palliative avrebbero potuto almenoin parte alleggerire. "Di fronte a questo 'nuovo' malatodefinito non piu' 'paziente' ma 'esigente', i sanitari

(AGI) - Roma, 24 feb. - "Attraverso internet, chi e' malatopartecipa a forum con altri malati, cerca studi e tutto quelloche riguarda la propria malattia, tanto che alcuni hannoproposto di inserire il degente stesso nel team sanitario cheprende le decisioni che lo riguardano". Lo afferma un'indaginedell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali(Agenas), citata nell'ebook "Tanto ormai" dedicato alla giovanescrittrice Chiara Palazzolo, morta di tumore nell'agosto 2012,dopo un calvario che le cure palliative avrebbero potuto almenoin parte alleggerire. "Di fronte a questo 'nuovo' malatodefinito non piu' 'paziente' ma 'esigente', i sanitari - rileval'ebook - non hanno ancora un'adeguata preparazione perinstaurare un rapporto e molto spesso entrano in conflitto chefinisce quasi sempre per approdare in tribunale". Eppure"basterebbe poco per instaurare da parte del sanitario unrapporto veramente partecipato con il cittadino malato,incentrato sull'umanizzazione dell'assistenza, e sul 'prendersicura' che, insieme al 'curare', sono stati da sempre unacaratteristica dell'attivita' dei sanitari e in particolare deimedici". La proposta avanzata in ricordo di Chiara Palazzoloe' quella di istituire negli ospedali la figura del "Garanteper la tutela della dignita' del malato". La scrittrice mori'dopo un ricovero di due settimane, senza il ricorso alle curepalliative e alla terapia del dolore. Tali cure sono previstedalla legge 38 del 2010, approvata cioe' 5 anni fa, ma daallora e' cambiato ben poco. "Tanto ormai..." e' infattil'espressione che alcuni medici e infermieri continuano apronunciare con le parole e con i fatti quando si trovanodavanti malati terminali. Questo accade oggi anche in alcuniospedali d'eccellenza che sarebbero in grado di attivare unaserie di prestazioni per eliminare la sofferenza di questimalati. Grazie a questa legge, "ogni paziente inguaribile e'curabile". Serve dunque un'assistenza che realizzi nellapratica questi principi permettendo ai sanitari anche dimettere in pratica realmente in Italia un dirittocostituzionale, che pone la tutela della salute dei cittadinial centro del Servizio sanitario nazionale e ne fa l'obiettivoprioritario di qualsiasi attivita' sanitaria. (AGI).