CLIMA: SCARONI ALL'ONU COPENAGHEN ACCORDO DA FIRMARE

CLIMA: SCARONI ALL'ONU COPENAGHEN ACCORDO DA FIRMARE

Il forum di Copenaghen sul cambiamento climatico e' un'opportunita' che il mondo dovrebbe cogliere. Abbiamo bisogno di un accordo nuovo, condiviso ed esauriente per ridurre le emissioni di gas serra. Dato che i combustibili fossili continueranno a essere la nostra principale fonte energetica per i prossimi decenni, la sfida e' quella di trovare il modo per  continuare a fare uso di queste fonti riducendo le emissioni di gas serra. Una cosa e' certa: un'energia a basso prezzo non ci aiuta. I bassi livelli dei prezzi del greggio del secolo scorso hanno promosso abitudini di consumo energetico inaccettabili. Inoltre, hanno fatto si' che l'efficienza energetica non fosse piu' un tema al top delle agende mondiali, sviando anche i piani di sviluppo di fonti energetiche alternative. Se davvero vogliamo che le cose cambino, dobbiamo cambiare il modo di pensare l'energia. Sono passati i tempi in cui ci potevamo permettere di pensare al petrolio come un input a basso costo per la crescita economica e sociale, senza tener conto dell'impatto sull'ambiente e sulle generazioni future. Efficienza Energetica e Ricerca e Sviluppo su fonti complementari di energia sono i due principali strumenti a nostra disposizione per ridurre le emissioni di anidride carbonica. Sono giganti dormienti che soltanto prezzi finali stabili e relativamente alti dei combustibili fossili possono risvegliare. L'Occidente, che in passato ha letteralmente divorato energia, dovrebbe essere il primo a mettersi a dieta.

Ci sono due cose che potremmo fare a partire da ora: "La prima e' una piccola carbon tax. Una carbon tax, infatti, attribuendo un costo stabile alla CO2 influisce immediatamente sulle decisioni di investimento.  Dovrebbe essere accompagnata da misure per bilanciarne l'effetto sulla distribuzione del reddito. Nel tempo, inoltre, la tassa potrebbe essere integrata con sistemi di cap-and-trade meccanismi complicati che richiedono molti anni di prove e correzioni), con l'obiettivo di ottimizzarne l'effetto. " Il secondo strumento potrebbe essere una mobile excise tax  complementare sui prodotti energetici derivati da combustibili fossili e destinati al consumatore finale. Questa tassa dovrebbe essere applicata qualora i prezzi dei prodotti scendessero al di sotto del livello che incentiva gli investimenti in R&S e l'efficienza energetica. Questo metterebbe al riparo le politiche ambientali dalla volatilita' dei prezzi dell'energia. Certamente i paesi industrializzati sarebbero i primi ad adottare questi provvedimenti. Ma non dovrebbero pero' rimanere da soli nella lotta contro il cambiamento climatico. I paesi emergenti dovrebbero essere d'accordo nell'implementare questi provvedimenti dopo un ragionevole periodo di moratoria. Il ritardo nell'adozione del sistema dovrebbe essere stabilito sulla base dei singoli livelli di sviluppo economico, da determinarsi su un indice condiviso. Anche una carbon tariff dovrebbe far parte dello schema, e sarebbe da applicare solo nel caso in cui i Paesi emergenti non rispettassero le loro scadenze posticipate.

Settembre 2009



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