ITALIA 150: BAGNASCO, FEDE E' FATTORE COSTITUTIVO

(AGI) - CdV, 17 mar. - (di Salvatore Izzo) - "I centomilacampanili della nostra Italia, ispirano un sentire comunediffuso che identifica senza escludere, che fa riconoscere,avvicina, sollecita il senso di cordiale appartenenza e digenerosa partecipazione alla comunita' cristiana, alla vita delborgo e del paese, delle citta' e delle regioni, dello Stato".Sono le parole con le quali il card. Angelo Bagnasco harivendicato oggi l'identita' cattolica del nostro Paese allapresenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,del premier Silvio Berlusconi e delle altre principali carichedello Stato. Essere un popolo, ha spiegato il presidente

(AGI) - CdV, 17 mar. - (di Salvatore Izzo) - "I centomilacampanili della nostra Italia, ispirano un sentire comunediffuso che identifica senza escludere, che fa riconoscere,avvicina, sollecita il senso di cordiale appartenenza e digenerosa partecipazione alla comunita' cristiana, alla vita delborgo e del paese, delle citta' e delle regioni, dello Stato".Sono le parole con le quali il card. Angelo Bagnasco harivendicato oggi l'identita' cattolica del nostro Paese allapresenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,del premier Silvio Berlusconi e delle altre principali carichedello Stato. Essere un popolo, ha spiegato il presidente dellaCei nell'omelia della messa per i 150 anni dell'unita' d'Italiache ha celebrato nella basilica romana di Santa Maria degliAngeli, vuol dire "avere una storia e un destino comune, avereun volto: non essere civilmente orfani", ma sentirsi nati "daideali alti e comuni, valori nobili di giustizia esolidarieta'", che sviluppano "uno stile di relazionivirtuose". Per i vescovi, il volto dell'Italia e' cattolico, nelsenso, ha spiegato Bagnasco, che "respira un anima spiritualecapace di toccare le menti e i cuori". Per la Chiesa, dunque,non bisogna perdere questa identita', che rappresenta unfattore costitutivo per il nostro Paese. "Senza volto infatti -ha osservato il presidente della Cei - non ci si incontra, nonsi riesce a conoscersi, a stimarsi, a correggersi, a camminareinsieme, a lavorare per gli stessi obiettivi, ad esserepopolo". "Tale volto - ha ricordato - rivela l'identita'plurale e variegata della nostra Patria, in cui convivonopeculiarita' e tradizioni che si sviluppano in modo armonico esolidale, secondo quello che don Luigi Sturzo chiamava il 'sanoagonismo della liberta''. E potremmo aggiungere dellaoperosita'". "La religione, in genere, e in Italia, lecomunita' cristiane in particolare, sono state e sono - hascandito Bagnasco - lievito accanto alla gente: sonoprossimita' di condivisione e di speranza evangelica, sorgentegeneratrice del senso della vita, memoria permanente di valorimorali. Dell'Italia che celebra oggi i 150 anni della sua unita'"tutti ci sentiamo oggi orgogliosamente figli perche' a leitutti dobbiamo gran parte della nostra identita' umana ereligiosa", ha affermato ancora il card. Bagnasco. "Siamo qui -ha scandito - per elevare a Dio l'inno di ringraziamento perl'Italia. Non e' retorica, ne' tantomeno nostalgia quella checi muove, ma la consapevolezza che la Patria che ci ha generatoe' una preziosa eredita' e insieme una esigenteresponsabilita'". "L'Eucaristia che stiamo celebrando in questaBasilica di S. Maria degli Angeli, uno degli innumerevoliscrigni di bellezza custoditi dal nostro Paese, ci invita adoltrepassare - ha aggiunto il presidente della Cei - lecontingenze del momento presente e ad allargare lo sguardo aquella singolare 'Provvidenza' che ha condotto gli italiani adiventare sempre piu' consapevoli dell'Italia". (AGI) Siz (Segue)