ITALIA 150: ARCIVESCOVO L'AQUILA RICORDA IL POPOLARISMO

(AGI) - L'Aquila, 17 mar. - "In questi giorni tutti sentiamoparlare dei centocinquant'anni dell'unita' d'Italia. Purtropposiamo invasi anche dalle polemiche. Ci si divide perfinosull'opportunita' o meno di solennizzare questo anniversariocon una festa nazionale il 17 marzo. E i cattolici da che partestanno? O meglio da che parte dovrebbero stare?" Se lo chiedel'arcivescovo dell'Aquila monsignor Giusepppe Molinari in unarticolo pubblicato sul quindicinale diocesano "Vola". "Primadi dare una risposta - prosegue - conviene ripercorrere un po'di storia. Tutti conoscono il discorso tenuto a Roma il 10ottobre 1962 (vigilia del Concilio), dopo le

(AGI) - L'Aquila, 17 mar. - "In questi giorni tutti sentiamoparlare dei centocinquant'anni dell'unita' d'Italia. Purtropposiamo invasi anche dalle polemiche. Ci si divide perfinosull'opportunita' o meno di solennizzare questo anniversariocon una festa nazionale il 17 marzo. E i cattolici da che partestanno? O meglio da che parte dovrebbero stare?" Se lo chiedel'arcivescovo dell'Aquila monsignor Giusepppe Molinari in unarticolo pubblicato sul quindicinale diocesano "Vola". "Primadi dare una risposta - prosegue - conviene ripercorrere un po'di storia. Tutti conoscono il discorso tenuto a Roma il 10ottobre 1962 (vigilia del Concilio), dopo le celebrazionidell'unita' d'Italia, dal Cardinale Giovanni Battista Montini(che meno di un anno dopo sarebbe diventato Sommo Pontefice,con il nome di Paolo VI). L'allora Cardinale Montini affermo'che la Provvidenza in quel famoso 20 settembre 1870 (con labreccia di Porta Pia) aveva ingannato tutti: sia i credenti chenella fine del potere temporale vedevano il crollodell'istituzione ecclesiastica, sia i non credenti che, dopo lapresa di Roma, tanto desideravano e attendevano quel crollo. E,profeticamente, Montini osservo' che 'perduta l'autorita'temporale' e acquistata 'la suprema autorita' nella Chiesa' ilPapato aveva ripreso 'con inusitato vigore le sue funzioni dimaestro di vita e di testimonio del Vangelo'. E' vero,riflettendo sulla storia - osserva l'arcivescovo nell'articolo- si nota come dopo la fine del potere temporale ci fu unarroccamento dei cattolici, che per lunghi anni, a causa delnon expedit, si tennero lontano da una partecipazione attivaalla vita politica della Nazione. Ma quella stagione ebbetermine e inizio' una fase nuova, quella del popolarismo. Ungrande storico, Federico Schabod, ha scritto che il popolarismoe' "l'avvenimento piu' notevole della storia italiana del XXsecolo". E' un giudizio pronunciato mezzo secolo fa. Ma e'ancora valido" (AGI) Com/Ett