A Torino Free Zone Emirati a caccia di imprese italiane

(AGI) - Torino, 10 giu. - Le Free Zone degli Emirati arabiapprodano a Torino per fare incetta di aziende italiane. Unadelegazione ad alto livello di Sharjah Airport InternationalFree Zone (SAIF) e di Hamriyah Free Zone Authority (HFZA), learee del business esentasse dell'emirato di Sharjah, hannoinfatti partecipato al nono World Chambers Congress che si e'aperto oggi al Lingotto. "Gli Emirati sono uno dei paesi piu'interessanti per le esportazioni italiane nel mondo arabo el'Italian Industry & Commerce Office, IICUAE, ha aperto ibattenti nello stato di Sharjah gia' dal 1999" ha spiegatoall'AGI il

(AGI) - Torino, 10 giu. - Le Free Zone degli Emirati arabiapprodano a Torino per fare incetta di aziende italiane. Unadelegazione ad alto livello di Sharjah Airport InternationalFree Zone (SAIF) e di Hamriyah Free Zone Authority (HFZA), learee del business esentasse dell'emirato di Sharjah, hannoinfatti partecipato al nono World Chambers Congress che si e'aperto oggi al Lingotto. "Gli Emirati sono uno dei paesi piu'interessanti per le esportazioni italiane nel mondo arabo el'Italian Industry & Commerce Office, IICUAE, ha aperto ibattenti nello stato di Sharjah gia' dal 1999" ha spiegatoall'AGI il direttore Saud Al Mazrouei che a Torino ha ricevutonel suo stand il sindaco Piero Fassino e il presidente dellaCamera di Commercio Vincenzo Ilotte. Hfza, ha spiegato ilmanager emiratino, e' vicino al porto e ospita al momento oltre6200 attivita' industriali, 56 sono italiane, mentre la Saifzone, vicino all'aeroporto, e' piu' adatta per le Pmi,ospita 6700 societa' di cui 86 italiane. "Speriamo che la crescita dell'interesse negli Emirati sitraduca presto in un aumento di aziende italiane che investonoda noi, specialmente nei settori dei macchinari edell'agroalimentare" ha affermato. Sharjah e' il terzo maggiorstato all'interno degli emirati dopo Abu dhabi e Dubai, e' lacapitale culturale di Uae ma anche industriale. "Abbiamo - haspiegato Al Mazrouei - il 33% delle industrie degli Emirati eanche molte Pmi. Da noi la societa' puo' installare il suobusiness e renderlo operativo dopo due ore, lasciando tutto ilresto a noi". Un trattamento 'chiavi in mano' per un costo minimo dicirca 7000 dollari l'anno, "cifra alla portata anche dellepiccole e medie imprese". "Vogliamo incoraggiare quegli uominidi affari che si vogliono espandere guardando ad altri mercati,come quello mediorientale, ma anche Asia e Africa". Al momentosono le aziende tedesche, francesi e inglese le piu' attive ma"ci interessano molto le piccole e medie imprese dall'Italia.Soprattutto a loro e' rivolta la nostra attenzione" (AGI) .