JIM LOACH, HO INVITATO IL PAPA ALL'ANTEPRIMA

(AGI) - Roma, 30 ott. - Proiettare il film qui a Roma eraun'opportunita' piuttosto ghiotta da cogliere visto che questae' la citta' dove risiede anche il Papa e sarebbe fantastico sevenisse qui questa sera. Naturalmente abbiamo pensato dimandargli un invito ma non mi aspetto che venga. Diciamocosi'... non tratterrei il respiro aspettando che venga". Lo hadetto il regista Jim Loach, autore di 'Orange and Sunshine' chesara' presentato questa sera in concorso al festivalInternazionale del film di Roma. La pellicola racconta lastoria di Margaret Humphreys (Emily Watson), un'assistentesociale di Nottingham che

JIM LOACH, HO INVITATO IL PAPA ALL'ANTEPRIMA

(AGI) - Roma, 30 ott. - Proiettare il film qui a Roma eraun'opportunita' piuttosto ghiotta da cogliere visto che questae' la citta' dove risiede anche il Papa e sarebbe fantastico sevenisse qui questa sera. Naturalmente abbiamo pensato dimandargli un invito ma non mi aspetto che venga. Diciamocosi'... non tratterrei il respiro aspettando che venga". Lo hadetto il regista Jim Loach, autore di 'Orange and Sunshine' chesara' presentato questa sera in concorso al festivalInternazionale del film di Roma. La pellicola racconta lastoria di Margaret Humphreys (Emily Watson), un'assistentesociale di Nottingham che porto' alla luce uno dei piu'significativi scandali civili d'Inghilterra: la deportazione dimigliaia di bambini dal Regno Unito all'Australia tra il 1930 eil 1970. La donna, praticamente da sola, ha riunito migliaia difamiglie e preteso dalle autorita' di riconoscere il misfatto.Bambini di pochi anni, infatti, dati in affido o lasciati inistituti cattolici da ragazze madri spesso giovanissime, furonoinfatti traumatizzati dalla notizia spesso falsa della mortedei propri genitori e spediti negli orfanotrofi dall'altraparte del mondo. Molti di essi, inoltre, subirono violenze eabusi. La scuse formali dei governi inglese e australiano sonogiunte solo un anno fa. Il titolo 'Orange and Sunshine' sirifa' alle promesse che venivano loro fatte: gli assicuravanoche avrebbero avuto arance e sole mentre gli venivano datilavori forza e una vita negli istituti. "Era inevitabileparlare della Chiesa cattolica - spiega il regista, figlio diKen Loach - anche perche' gli istituti che ospitavano ibambini erano tutti religiosi". Jim Loach ha scelto, per il suoesordio in un cortometraggio, un tema impegnato come quelli chehanno reso popolare e amatissimo il padre. "Non sono qui perconfrontarmi con mio padre - spiega ancora - anche se ilrapporto con lui e' certamente importante. Ha letto lasceneggiatura che stavo scrivendo con Rona Munro e mi ha datoqualche consiglio. Ovviamente ha visto il film e credo che glisia piaciuto". Il regista inglese non puo' esimersi comunque daun confronto con uno dei cineasti impegnati piu' importanti delmondo. Meglio di lui, pero', puo' spiegare le similitudini trai Loach la sceneggiatrice. Rona Munro ha lavorato con Ken in'Ladybird Ladybird': "Non ho mai visto due registi capaci dicreare armonia tra il cast tecnico e quello artistico comepadre e figlio - dice -. Inoltre entrambi hanno ideechiarissime su cio' che vogliono, sonoi decisi. Ma questo nongli impedisce certo di essere gentili ed estremamentedemocratici. Ken e Jim Loach raccontano le loro storie inmaniera diversa, ma in loro c'e' lo stesso calore e la stessapassione". La storia raccontata in 'Orange and Sunshine' risalea molti anni fa. Circa 30mila bambini furono mandati inAustralia e nelle colonie britanniche per un programmagovernativo. Erano figli di ragazze madri. "C'e' una certasimilitudine con la storia di oggi - spiega -. Nessuno deportapiu' i bambini, ma moltissime sono le ragazzine in Inghilterrache restano incinte giovanissime. Un problema". (AGI)