In Sardegna 2 pecore per abitante, pastoralismo e longevita'

(AGI) - Cagliari, 19 set. - La Sardegna e' nel Mediterraneo laterra in cui e' piu' alta la concentrazione di pecore: due ogniabitante, oltre 3 milioni di capi ovini per 1,5 milioni dipersone. L'isola e' la piu' grande produttrice di formaggiopecorino e figura al primo posto anche nel commerciointernazionale di pecorini, pari al 60% di tutto il valoreannualmente scambiato, 150 milioni di dollari. All'Expo diMilano la Sardegna si e' messa in luce anche per questapeculiarita' della sua cultura e della sua economia, facendoconoscere il valore del pastoralismo, strettamente legato allalongevita'

(AGI) - Cagliari, 19 set. - La Sardegna e' nel Mediterraneo laterra in cui e' piu' alta la concentrazione di pecore: due ogniabitante, oltre 3 milioni di capi ovini per 1,5 milioni dipersone. L'isola e' la piu' grande produttrice di formaggiopecorino e figura al primo posto anche nel commerciointernazionale di pecorini, pari al 60% di tutto il valoreannualmente scambiato, 150 milioni di dollari. All'Expo diMilano la Sardegna si e' messa in luce anche per questapeculiarita' della sua cultura e della sua economia, facendoconoscere il valore del pastoralismo, strettamente legato allalongevita' dei sardi. "Con 3 milioni di ovini, 250mila caprini,200mila bovini rustici, siamo la prima regione del Mediterraneoin cui si pratica l'allevamento degli animali al pascolo", haspiegato il presidente dell'Ara Sardegna Sandro Lasi, alconvegno "Sardegna l'isola del pastore e della longevita'",promosso dalla stessa Aras e ospitato nel Padiglionedell'Associazione nazionale degli allevatori. "Il 70% dellasuperficie isolana e' destinata al pascolo", ha ricordato Lasi."Gli erbivori domestici traggono dalle essenze foraggerespontanee o coltivate oltre l'80% dei loro fabbisogninutritivi. Questo rende inscindibile il legame dell'elevataqualita' dei prodotti caseari e delle carni dalle formepaesaggistiche in cui sono ottenuti". "I pastori sono i padri della cultura e dell'identita'sarda", ha evidenziato l'antropologo di Bitti (Nuoro) BachisioBandinu. "Grazie alle loro intuizioni hanno investitonell'istruzione, regalando alla Sardegna uomini di spessore ecultura. I grandi personaggi della nostra storia sono tuttifigli di pastore". "E' provato scientificamente", ha detto il direttoredell'Aras Marino Contu, "che i prodotti derivanti da animaliche pascolano hanno effetti positivi sulla salute dell'uomo,perche' sono ricchi di sostanze nutraceutiche. E le pecoresarde, a differenza delle altre, hanno una predisposizionegenetica che favorisce questo arricchimento dovuto all'azionedi selezione del pastore avvenuta nei millenni per le pecoreche presentavano una piu' marcata attitudine al pascolamento.Queste sostanze sono trasferite all'uomo. Il Cla, contenuto nellatte, e' trasferito completamente nel formaggio e nella carnesenza perdite. La prova concreta l'abbiamo nell'alto numero dicentenari. Siamo la seconda regione piu' longeva del mondo dopoOkinawa: abbiamo 22 centenari ogni 100mila abitanti. E il 90%di loro si e' nutrito con prodotti derivanti dal latte ovino". La pastorizia sarda ha effetti diretti sulla salutedell'uomo ma anche indiretti grazie "alla cura e la gestione diquesta vasta area di superficie destinata al pascolamento daparte dei 15mila pastori e dalle loro famiglie", ha rimarcatoLasi. "La pratica plurimillenaria della pastorizia ha forgiatoi tratti salienti del paesaggio della Sardegna. Sescomparissero verrebbe compromesso anche il paesaggio sardo. Siperderebbe la biodiversita' e la capacita' economica delsistema. La nostra e' una pratica fortemente legate alterritorio, in cui gli animali sono allevati all'apertorispettando il benessere. Gli oltre 460 milioni di litri dilatte prodotti da pecore che hanno brucato 4 milioni ditonnellate di erbe, hanno per questo motivo, sapore di Sardegnae veicolano sostanze ad azione benefica dovute proprio alpascolamento di essenze erbacee naturali. Sostanze cheritroviamo anche nella carne di agnello".(AGI)