Mutui ed immobili: inventati di sana pianta i dati ABI per compiacere il Governo?

Ecco i veri dati su prestiti e mutui (fonte Bankitalia) che dimostrano una realta' lontana dalla propaganda.
 
Il 17 giugno scorso, l'ABI informava che nel primo quadrimestre del 2015, per le nuove erogazioni di mutui per l'acquisto di immobili e' stato registrato un incremento annuo del +55,2% rispetto al medesimo quadrimestre dello scorso anno.

Il 28 agosto 2015 l'Abi ha comunicato i dati relativi ai prestiti erogati nel primo semestre dell'anno: "R03;I finanziamenti alle imprese hanno segnato nei primi sette mesi del 2015 un incremento del +16% sul corrispondente periodo dell'anno precedente (gennaio-luglio 2014). Per le nuove erogazioni di mutui per l'acquisto di immobili, sempre nello stesso periodo, si e' registrato un incremento annuo del +82,2% rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno. Nell'analogo periodo, le nuove operazioni di credito al consumo hanno segnato un incremento del +24,3%."

Il dato sarebbe altamente consolante se non contrastasse con le rilevazioni effettuate ogni mese  dalla Banca d'Italia che ricava i dati di prestiti e raccolta indagando i bilanci delle banche italiane.

Nel giugno 2015, per Bankitalia i prestiti alle famiglie sono  cresciuti dello 0,1 % rispetto ad un anno prima e dobbiamo chiederci come possa trovare spazio - nello stesso periodo -  l'aumento dell'82,2 % dei mutui fornito dall'ABI per il primo semestre 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014. Forse considera la surroga un nuovo mutuo? Sarebbe opportuno che disaggregasse piu' incisivamente meglio il dato fornito.

Stesse considerazioni per i prestiti alle imprese non finanziarie. A giugno 2015, rispetto ad un anno prima  le erogazioni sono scese dell' 1,6 % per Bankitalia, mentre il comunicato ABI parla di un incremento del  16 % nel primo semestre dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2014.
Quanto ai dati del primo semestre 2015, da gennaio a giugno 2015 c’è stata una crescita dello 0,04 % (da 358,749 a 358,883 miliardi di euro). I corifei del Governo, da ABI ai banchieri a Confindustria, dovrebbero separare i dati e le notizie vere dalla propaganda, per rappresentare i consumatori ed utenti di un paese reale che sarebbero ben lieti di essere usciti dalla grande depressione iniziata nel 2008, la cui strada per tornare alla normalità è purtroppo ancora lunga e tortuosa.

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31/08/2015