Disoccupazione: troppe chiacchiere e pochi investimenti

IL RECORD STORICO DELLA DISOCCUPAZIONE TESTIMONIA IL FALLIMENTO DELLE POLITICHE DI PRESUNTO RILANCIO. ORA E' URGENTE AGIRE CONCRETAMENTE.

I dati sul record storico della disoccupazione diffusi oggi dall'Istat testimoniano il fallimento completo delle politiche economiche di questi anni e del presunto rilancio.

Il tasso di disoccupazione si attesta ad ottobre al 13,2%. Mai si sera raggiunto un livello cosi' elevato dal 1977, dall'inizio delle serie storiche.

La disoccupazione giovanile ha raggiunto addirittura il 43,3%.

Uno scenario devastante, che rappresenta un vero e proprio grido di allarme sulla situazione economica del nostro Paese.

L'aumento della disoccupazione, infatti, non fara' altro che accrescere la gia' profonda contrazione del potere di acquisto delle famiglie, che dal 2008 ad oggi ha raggiunto quota

-13,4%, con una previsione di ulteriore aggravamento nel 2015, quando rischia di raggiungere il -15%. Diminuiranno sempre piu', di conseguenza, i consumi: nell'ultimo triennio il crollo e' gia' stato del -10,7%, pari a oltre 78 miliardi di Euro. Anche le spese per i regali di Natale non si sottrarranno a questa logica: l'O.N.F. - Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha stimato una contrazione del -6,2%.

Tutti dati che continueranno ad incidere in maniera determinante sull'intero andamento economico, alimentando la caduta della produzione industriale e la stessa disoccupazione.

"E' ora che il Governo prenda atto che le parole e gli annunci non sono piu' sufficienti.

Non basta infondere ottimismo. Servono fatti e sforzi concreti. Servono investimenti per la ripresa, ma soprattutto serve un piano straordinario per il lavoro." - dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

Tutto le risorse che saranno reperite attraverso la lotta a sprechi, privilegi, il contrasto all'evasione fiscale, nonche' la vendita di parte delle riserve auree (almeno il 20%) e l'utilizzo dei fondi europei andranno impiegate in opere di rilancio, a partire da:

- investimenti per la ricerca e lo sviluppo tecnologico (in primo luogo per quanto riguarda le rete a banda larga, che vede il nostro Paese a livelli ancora arretratissimi, per non dire "primitivi");

- un serio programma per l'incentivazione e lo sviluppo del turismo, che sappia valorizzare l'inestimabile patrimonio di cui il nostro Paese dispone;

- un avvio di opere di modernizzazione delle infrastrutture e messa in sicurezza degli edifici pubblici, a partire da scuole e ospedali.

Tutto il resto e' chiacchiera.

28 novembre 2014