ESPERTA FAO, BUTTIAMO 100 KG DI CIBO ALL'ANNO A TESTA

(AGI) - Milano, 30 nov. - Nei paesi sviluppati finiscono nellaspazzatura 100 kg di cibo all'anno a testa. Il problema dellospreco, tuttavia, non riguarda solo alcuni paesi. E' mondiale.Ne ha parlato Caterina Batello, senior officer divisioneprotezione piante agricole e divisione produzione della Fao,nell'ambito del convegno 'Speculazione sul cibo e crisialimentari. Serve una nuova governance?', organizzato a PalazzoReale da Comitato Afro, in collaborazione con UniCreditFoundation e Agi. "Il problema dello spreco del cibo riguardatutto il mondo - ha osservato Batello - il 40% viene sprecatonei paesi in via di sviluppo dal

(AGI) - Milano, 30 nov. - Nei paesi sviluppati finiscono nellaspazzatura 100 kg di cibo all'anno a testa. Il problema dellospreco, tuttavia, non riguarda solo alcuni paesi. E' mondiale.Ne ha parlato Caterina Batello, senior officer divisioneprotezione piante agricole e divisione produzione della Fao,nell'ambito del convegno 'Speculazione sul cibo e crisialimentari. Serve una nuova governance?', organizzato a PalazzoReale da Comitato Afro, in collaborazione con UniCreditFoundation e Agi. "Il problema dello spreco del cibo riguardatutto il mondo - ha osservato Batello - il 40% viene sprecatonei paesi in via di sviluppo dal momento della produzione. Inquanto e' difficile conservarlo, spostarlo per difficolta'infrastrutturali. E un altro 40% di cibo viene sprecato neipaesi sviluppati" buttato via direttamente dal frigorifero,perche' lasciato scadere. Secondo l'esperta della Fao servonomaggiori investimenti nel settore agricolo, che tra l'altrooffre numerose opportunita' di lavoro per i giovani. Ed e'importante che la politica sostenga un settore cosi' ricco dipossibilita'. Molte cose cambieranno nei prossimi anni, quantoad abitudini alimentari. Adesso "sono solo tre - ha spiegatoBatello - le risorse alimentari che costituiscono il 50% delmercato agricolo. E sono: riso, grano e mais che coprono piu'di un terzo dell'alimentazione di tutto il mondo. Ma dobbiamorenderci conto che la domanda per il cibo cambiera' a secondadel livello economico delle persone". E un esempio concretoarriva dalla Cina e dall'India dove questo cambiamento e' gia'in atto. "In quei paesi stanno migliorando gli stipendi - hasottolineato Batello - e sta cambiando il consumo alimentare.Sta aumentando la richiesta di latte, carne, frutta e altrivegetali. Ma questo cambio di diete aggravera' la crisialimentare" in quanto, per esempio, per produrre piu' carne cisara' bisogno di una quantita' ancora maggiore di cereali.Secondo la Fao un ruolo determinante per un cambio di tendenzapotra' arrivare dai "piccoli agricoltori che rappresentanol'85%. I piccoli agricoltori sono un esercito di due miliardidi persone e da loro puo' iniziare il cambiamento". Certooccorrono dei progetti che li sostengano, per esempioattraverso il micro credito. Alla base di tutto questo si deve"rinforzare la convinzione - ha concluso l'esperta della Fao -che la stabilita' del cibo e la sicurezza alimentare e'qualcosa che lega tutti noi. Se non rinforziamo la possibilita'di aiutare chi e' piu' povero ci sara' uno squilibrio che ilmondo non si puo' permettere". (AGI).