AGI - Un mercoledì mattina di sangue e devastazione lungo l'arteria ferroviaria che collega la capitale spagnola al sud del Paese. Un violento tamponamento tra due convogli ad alta velocità ha provocato una tragedia di proporzioni enormi nei pressi del comune di Urda, nella provincia di Toledo (Castilla-La Mancha). Il bilancio provvisorio è drammatico: almeno 68 morti, decine di feriti e un lungo elenco di persone che mancano ancora all'appello.
La dinamica dell'impatto
L'incidente si è consumato esattamente alle 08:53 (07:53 GMT) lungo il tratto compreso tra Mora e Orgaz, a circa 140 chilometri a sud di Madrid. Un convoglio della compagnia pubblica Renfe ha travolto a gran velocità un treno dell'operatore privato Iryo che si trovava fermo sulla stessa linea.
Dalla società Iryo hanno confermato che il proprio mezzo è stato "colpito da dietro" da un treno Renfe "per cause ancora sconosciute". La violenza dello scontro è stata tale da far precipitare alcuni vagoni lungo un terrapieno adiacente ai binari, trasformando il viaggio di oltre 500 persone in un incubo di lamiere e soccorsi disperati. Un passeggero sopravvissuto ha raccontato alla stampa locale di aver avvertito una scossa terribile circa 40 minuti dopo essere partito dalla stazione.
Le vittime, i feriti e i dispersi
I dati ufficiali forniti da Esther Padilla, portavoce del governo regionale di Castilla-La Mancha, confermano che a bordo dei due convogli viaggiavano più di 540 persone:
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Treno Iryo: 146 passeggeri più un neonato.
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Treno Renfe: 397 passeggeri.
I soccorritori giunti sul posto e le riprese aeree hanno mostrato uno scenario devastante. Il bilancio sanitario conta almeno 80 feriti trattati d'urgenza, di cui 50 in condizioni gravi e 15 in stato critico.
C'è poi la drammatica conta dei dispersi. Secondo quanto riferito dall'agenzia EFE, le forze della Guardia Civil hanno già registrato 64 denunce formalizzate da cittadini che non riescono più a mettersi in contatto con i propri familiari. Gli uffici di assistenza allestiti per le famiglie lavorano senza sosta per incrociare i dati. Tra le persone di cui si sono perse le tracce figura anche un'ex ministra del governo spagnolo: la Confederazione spagnola delle organizzazioni imprenditoriali (CEOE) ha reso noto su X che a bordo si trovava Fátima Báñez, attuale presidente della fondazione dell'organizzazione.
I connazionali coinvolti
L'attenzione è alta anche in Italia. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che ci sono due cittadine italiane risultate disperse a seguito dell'impatto. La Farnesina e la rete consolare in Spagna sono in costante contatto con le autorità locali e la Guardia Civil per seguire le operazioni di identificazione e prestare assistenza alle famiglie.
Gli audio shock
Le indagini sulle cause della strage si stanno concentrando su quanto accaduto nella centrale di controllo di Madrid nelle fasi immediatamente precedenti all'impatto. Come riportato dalla BBC, la ricostruzione dei fatti parte da un'anomalia informatica verificatasi attorno alle 08:30, che ha provocato il blocco automatico di sei convogli lungo la linea.
Il ministro dei Trasporti spagnolo, Óscar Puente, ha chiarito la catena degli eventi: "In caso di guasto del sistema, il centro di controllo subentra". Il ministro ha sottolineato che la decisione di autorizzare la ripartenza dei treni senza applicare alcuna restrizione di velocità è stata presa dal centro di gestione "in circostanze inspiegabili", spianando la strada al tamponamento del treno Renfe contro il mezzo Iryo fermo pochi metri più avanti.
Le intercettazioni dei controllori
A confermare questa ricostruzione sono alcune registrazioni audio tra i tecnici della società di gestione delle infrastrutture (Adif) e i macchinisti, diffuse dai media spagnoli.
In un primo audio, il controllore della centrale ordina espressamente al macchinista del treno Renfe di disattivare il sistema automatico LZB (il meccanismo di sicurezza che monitora e limita la velocità del convoglio):
"Scollega e ricollega LZB. Continua il tuo viaggio e poi procedi sotto [Blocco di segnalazione laterale], a velocità normale e con funzionamento normale".
Incredulo, il macchinista chiede conferma:
"A velocità normale?" Il controllore risponde secco: "Sì".
Secondo le procedure standard di sicurezza ferroviaria, in caso di utilizzo del sistema di riserva (il blocco di segnalamento laterale), il macchinista avrebbe dovuto procedere a vista e a una velocità massima di 40 km/h, e non spingere il convoglio alla velocità di crociera ordinaria su una tratta progettata per toccare i 200 km/h.
L'allarme inascoltato del treno fermo
Un secondo passaggio audio rende il quadro ancora più drammatico. Il macchinista del treno Iryo (quello che precedeva) aveva avvisato la sala operativa di essere "fermo davanti al segnale di ingresso a Urda". Dopo un primo invito a ripartire, il macchinista del treno Iryo ricontatta la centrale spiegando di non riuscire a sbloccare il mezzo:
"Il treno non mi permette di controllare il sistema [di sicurezza]. Per questo sono ancora fermo davanti al segnale di ingresso".
Questa comunicazione dimostra che la centrale di controllo era perfettamente al corrente del fatto che il treno Iryo fosse immobile sui binari nello stesso identico momento in cui dava il via libera al treno Renfe di procedere a velocità normale.
Circolazione bloccata
A seguito della tragedia, la società Adif e l'operatore Renfe hanno disposto la totale sospensione del traffico ferroviario sull'intera dorsale ad alta velocità che collega Madrid con Ciudad Real e le principali città dell'Andalusia (Siviglia, Malaga, Cordova), lasciando centinaia di viaggiatori bloccati nelle stazioni in attesa di mezzi sostitutivi.