AGI - In attesa di conoscere la decisione dell'Iran sull'accordo quadro con gli Stati Uniti, le trattative in essere si complicano non poco dopo l'annuncio delle forze armate israeliane che hanno reso noto di aver "colpito in maniera precisa" un sito di Hezbollah a Dahiyeh, nella zona sud di Beirut, storica roccaforte del gruppo sciita filo-iraniano. L'attacco ha causato tre morti. E in una dichiarazione congiunta, il premier Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno rivendicato il raid "in risposta agli attacchi di Hezbollah sul territorio israeliano". Una settimana fa, l'Iran aveva lanciato un'ondata di missili contro Israele come ritorsione per l'attacco dell'Idf contro Dahiyeh, scatenando la controffensiva dello Stato ebraico.
Reazione iraniana
"I crimini israeliani a Beirut non resteranno impuniti", ha avvertito Sardar Asadi, funzionario del quartier generale centrale dell'esercito iraniano Khatam al-Anbiya, secondo quanto riporta Al Jazeera. Il funzionario ha aggiunto che Teheran è pronta a ritorsioni per rispondere agli attacchi aerei israeliani contro i sobborghi meridionali di Beirut "Senza dubbio, questi crimini non resteranno impuniti", ha dichiarato Asadi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Mizan. Khatam al-Anbiya è il quartier generale del comando congiunto centrale che sovrintende alle forze armate iraniane, tra cui le Guardie Rivoluzionarie e l'esercito regolare.
"L'attacco israeliano ai sobborghi meridionali di Beirut dimostra che gli Stati Uniti non hanno la volontà o la capacità di rispettare gli impegni presi". Lo ha affermato il capo della delegazione negoziale iraniana, Mohammad Baqer Ghalibaf in un post su X. Secondo Ghalibaf continuare sulla strada attuale sarebbe impossibile se gli impegni non saranno rispettati.
Su Telegram, invece, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi ha spiegato come il suo Paese sia uscito dalla guerra più potente di prima, dimostrando la sua capacità di influenzare l'economia globale attraverso il controllo dello strategico stretto di Hormuz e di attaccare i Paesi del Golfo alleati degli Stati Uniti. "Questo cambiamento di prospettiva non è dovuto semplicemente alle capacità di difesa del Paese; piuttosto, affonda le sue radici nella fermezza, nella solidarietà e nella resistenza della nazione iraniana, che sono state il principale sostegno del Paese nei giorni difficili", ha scritto Araghchi.
Sicurezza regionale e cooperazione
Il ministro degli Esteri iraniano ha inoltre parlato dell'importanza dell'Iran per la sicurezza regionale in futuro: "L'esperienza della recente guerra ha dimostrato che la sicurezza regionale non può basarsi sull'eliminazione o sull'ignorare l'Iran". "I paesi della regione sono giunti gradualmente alla consapevolezza che la sicurezza sostenibile, lo sviluppo economico e la stabilità regionale sono possibili solo attraverso la cooperazione, la comprensione e la considerazione degli interessi comuni di tutti i paesi della regione, compresa la Repubblica islamica dell'Iran".