Iran, Trump attacca l'Ue: "Non ci ha aiutato" e apre a un vertice con Khamenei. Il monito: "Se muore un solo soldato Usa è guerra"
AGI - Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è tornato ad attaccare gli alleati europei per non averlo aiutato nel conflitto con l'Iran. Rispondendo alle domande dei giornalisti nello Studio Ovale, il tycoon ha ricordato lo scarso sostegno ricevuto dai partner occidentali: "Siamo la forza militare più potente del mondo. Abbiamo dato loro la possibilità di aiutare, ma hanno scelto di non farlo. Siamo andati dai Paesi della Nato, e anche da altri. A dire il vero, non direi di aver insistito particolarmente. Ho detto: 'Ehi, se volete aiutare, sarebbe fantastico'. E tutti ci hanno rifiutato".
Un comportamento che, secondo il Presidente statunitense, non rimarrà senza conseguenze economiche per i partner strategici: "Per loro sarà una questione costosa, perché non avrebbero dovuto comportarsi così. Avrebbero dovuto aiutare, sapete. Noi non ne abbiamo bisogno. Abbiamo le nostre risorse. Abbiamo molto più di quanto ci serva in termini di petrolio ed energia in generale".
Il monito a Teheran: "Se uccidono soldati USA il conflitto riprende"
Nonostante l'isolamento diplomatico, Trump ha ribadito la totale superiorità di Washington nei confronti della Repubblica Islamica, dicendosi certo del successo finale: "Con l'Iran, militarmente o su carta, vinceremo noi", intendendo che anche firmando un accordo di pace, il tycoon si considererà vincitore.
I toni sono però tornati subito duri sul fronte della sicurezza delle truppe americane. Il Presidente degli Stati Uniti ha infatti confermato che se gli iraniani uccidessero soldati Usa "sarebbe una buona ragione per ricominciare il conflitto".
L'apertura diplomatica
Nonostante le minacce e la dimostrazione di forza, lo Studio Ovale non chiude del tutto la porta alla diplomazia. In un sorprendente cambio di scenario, infatti, il Presidente delle Stati Uniti, Donald Trump, ha detto di essere disposto a incontrare la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei per ridiscutere i termini della crisi.
Il collasso dei siti nucleari e il recupero dell'uranio con la Cina
Sul piano militare, Trump ha rivendicato con forza il successo dei raid aerei condotti lo scorso anno contro il programma atomico di Teheran: "Abbiamo colpito i loro siti nucleari dieci mesi fa e sono stati annientati. Si è scoperto che la Cnn si sbagliava. Dicevano: 'Beh, forse non sono stati colpiti così duramente'. Invece sono stati colpiti talmente duramente che nessuno sa nemmeno se sia possibile recuperare ciò che c'è lì sotto. Quei piloti hanno fatto un lavoro straordinario".
Secondo il leader americano, l'impatto dei bombardamenti ha causato danni strutturali irreversibili: "Quella montagna l'ha schiacciato. Quella montagna è letteralmente crollata sopra di esso". Una linea confermata anche dai tecnici internazionali: "E ora, come sapete, l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica ha sostanzialmente confermato la nostra valutazione: ritengono che sia estremamente difficile recuperare quel materiale. Ma ci riusciremo comunque. Siamo gli unici".
Proprio su questo punto strategico, il Presidente ha svelato uno scenario che vede coinvolto l'altro gigante globale, spiegando che solo Usa e Cina "sono in grado di tirare fuori l'uranio" sepolto nei siti iraniani, in quanto uniche potenze a possedere "attrezzature abbastanza potenti da scendere così in profondità dentro una montagna".