AGI - Un appello e un monito: gli Stati nazionali e gli organismi sovranazionali recuperino l'autorità smarrita rispetto a quei soggetti privati detentori di una smisurata potenza finanziaria e tecnologica. Davanti a una delegazione della World Jurist Association e della World Law Foundation, organizzazioni impegnate a livello globale per la promozione e la difesa dello Stato di diritto, il presidente della Repubblica torna a lanciare il suo monito nei confronti dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Lo fa a pochi giorni dall'allarme del ricercatore di Anthropic Jacob Coxon, che si è dimesso denunciando sui social che i sistemi di intelligenza artificiale potrebbero "ucciderci tutti entro la fine del decennio", un allarme che ha portato i vertici di Anthropic, OpenAI e SpaceX a chiedere di rallentare nello sviluppo di questi sistemi.
Il capo dello Stato è da sempre attento, e preoccupato, osservatore dei modelli di intelligenza artificiale e non ha mai mancato di sottolinearne i rischi, assieme alle opportunità. Rischi soprattutto inerenti ai diritti e alle libertà individuali, che si intrecciano a quelli derivanti dai sanguinosi conflitti e dalla progressiva delegittimazione delle corti internazionali: il campo in cui sono impegnate la World Jurist Association e la World Law Foundation, ricevute oggi al Quirinale. "Va ricordato come lo sviluppo delle tecnologie digitali e dell'intelligenza artificiale da un lato apra opportunità straordinarie e, allo stesso tempo, imponga che l'innovazione rimanga sempre ancorata al rispetto della dignità della persona, della libertà, dei diritti fondamentali", sono state le parole di Mattarella.
Il diritto come limite al potere
Ma questo, aggiunge il presidente, "interpella la responsabilità degli Stati e degli organismi sovranazionali, con l'esigenza di ripristinare la loro smarrita autorità rispetto a soggetti privati di smisurata potenza finanziaria e tecnologica al di fuori di ogni regola e di finalità di interesse generale". È agli Stati che spetta "la responsabilita' e il dovere di consegnare il futuro nelle mani delle giovani generazioni. Delle nuove generazioni e non a macchinari che possano sottrarglielo". Una responsabilità che deriva dal diritto, aggiunge Mattarella. È infatti il diritto, non il potere tecnologico ed economico, a dover "rappresentare il fondamento dell'esercizio del potere e, al tempo stesso, disegnare il limite e la misura".
La lezione dei totalitarismi
Confini tracciati sulle carte costituzionali democratiche nate dalle ceneri dei grandi conflitti del Novecento: "L'esperienza dei totalitarismi del Novecento ha mostrato, con drammatica evidenza, che la sola legalità formale non è sufficiente a garantire lo Stato di diritto. Da quella tragica lezione storica è maturata la consapevolezza che i diritti inviolabili della persona e i principi fondamentali dell'ordinamento non possono essere subordinati alle contingenze della decisione politica, poiché costituiscono espressione della dignità umana".
Dunque, è la Costituzione che si eleva sulla politica e sulle sue dinamiche quotidiane. Un esempio di questo è la Costituzione italiana che "nata dal comune lavoro di portatori di culture politiche diverse, ha attraversato decenni di trasformazioni profonde nella società e nel contesto della vita, confermando ancora oggi la propria forza e attualità".
Corti internazionali sotto attacco
Il ruolo delle costituzioni democratiche e delle corti che ne difendono i principi, però, è messo in discussione dai "conflitti armati che minano il futuro dell'umanità, violando il rispetto delle istituzioni poste a presidio della pace e del diritto internazionale", sottolinea ancora Mattarella: "Quest'ultimo, a sua volta, posto di fronte a inauditi tentativi di delegittimazione delle Corti Internazionali e dei loro Giudici. La stessa fiducia dei cittadini nelle istituzioni viene, talvolta, messa a prova dalla corruzione, dai traffici illeciti, dalla criminalità organizzata. Nemici che, assumendo sempre più una dimensione transnazionale, richiedono una risposta collettiva capace di ristabilire l'imprescindibile rispetto della legge".