AGI - Nuovi addii nella Lega. L'anno era iniziato con l'uscita di Attilio Pierro e Davide Bergamini, che, il 5 gennaio, erano entrati in Forza Italia. Poi è arrivata l'addio choc di Roberto Vannacci, il 3 febbraio, e, parallelamente dei due primi 'vannacciani', gli ormai ex leghisti Edoardo Ziello e Rossano Sasso. Il 19 maggio, è stato il turno di Laura Ravetto, ex responsabile Pari opportunità, a cercare un 'paracadute' con il generale. Ora tocca al vicentino Erik Pretto, per cui il partito aveva avviato l'iter disciplinare previsto per chi non è in regola con i versamenti dei contributi. Fallita la trattativa con Futuro nazionale di Vannacci, Pretto dovrebbe confluire a breve nelle fila di Forza Italia.
Mentre è cerchiata di rosso la data di sabato 6, quando - alle 11.30, a Viareggio - dovrebbe essere annunciata l'adesione a Fnv di altri due leghisti. Si tratta del calabrese Domenico Furgiuele, che con i vannacciani era stato il promotore della conferenza stampa sulla remigrazione che avrebbe dovuto tenersi alla Camera, ma che è stata annullata dopo l'occupazione della sala da parte delle opposizioni.
L'altro ex lumbard in uscita sarebbe Gianangelo Bof, sindaco di Tarzo, poco più di 4mila abitanti in provincia di Treviso, al suo primo mandato come parlamentare, e attivo nella Lega già dal 2004. Ma il generale non si ferma qui. L'amore degli ex leghisti per FI sembra essere durato giusto sei mesi, perchè gli altri due deputati che faranno ingresso sabato mattina in Fnv sono proprio Pierro e Bergamini. Al netto dei movimenti, considerati fisiologici nell'anno prima delle elezioni, le nuove uscite sono vissute con un po' di amarezza nella Lega.
L'incontro con Salvini
A quanto apprende l'AGI, Salvini avrebbe incontrato al ministero i due leghisti in uscita, Furgiuele e Bof. Ma la trattativa non sarebbe andata a buon fine (a Furgiuele avrebbe proposto di assumere l'incarico di coordinatore in Calabria, rivelano i 'rivali' di Fnv). "Buon lavoro, buon lavoro", si limita a rispondere il ministro, respingendo i cronisti che gli chiedono degli addii. In realtà, il segretario leghista sarebbe al lavoro per accelerare l'avvio una nuova fase. Parole d'ordine: rafforzare la squadra e definire tre obiettivi di programma da realizzare entro la fine della legislatura.
Il coinvolgimento (maggiore) di Zaia
Per quanto riguarda la squadra, l'obiettivo sarebbe - rivelano all'AGI fonti qualificate - la chiusura di un accordo per un maggior coinvolgimento di Luca Zaia; intesa da chiudere entro il primo weekend di luglio, in modo da lanciare i cambiamenti in occasione del ritiro che intende organizzare in provincia di Treviso il 4 e il 5. Il pressing sull'ex governatore si starebbe intensificando e tra le ipotesi che avrebbe avanzato Salvini a Zaia vi sarebbe quella di nominarlo suo vice unico, azzerando le altre nomine (Claudio Durigon, Alberto Stefani e Silvia Sardone).
Sull'altro fronte, chi ha avuto modo di parlare con Zaia nelle settimane scorse si è sentito spesso rispondere che a lui "non interessa correre dietro le cariche". D'altronde, l'ex 'Doge' avrebbe già declinato ad aprile la proposta di fare il vicesegretario al posto di Stefani. Zaia, viene riferito da fonti qualificate, chiede un "progetto". Non crede che sia giusto che il percorso del partito "sia appaltato a una persona" e "non accetterà mai di fare il vice senza contenuti", si insiste.
Il progetto di Zaia
E' noto che il progetto cui pensa l'ex governatore prevede che il "territorio" e le "identità" siano rimesse al centro della proposta politica del partito: da mesi parla della creazione di una formazione politica dentro la Lega che si occupi dei temi 'nordisti', collegata alla Lega nazionale, come la Csu bavarese è legata alla Cdu in Germania.
Ma anche da parte di Zaia non si esclude che si possa trovare la quadra, per usare un termine caro a Umberto Bossi. Intanto è stato convocato per mercoledi' un Consiglio federale del partito: appuntamento alle 11 nella sala Salvadori di Montecitorio per l'approvazione del rendiconto 2025 e "comunicazioni del segretario federale".
Salvini lavora al nuovo corso
Dalle parti del segretario, si conferma che Salvini sta lavorando alla nuova fase. Si stanno svolgendo, viene evidenziato, "incontri" preparatori al nuovo corso, che prevedono una fase di "ascolto di ministri, governatori e sindaci". La finalità è arrivare a una "proposta di squadra rafforzata, con tre obiettivi di programma concreti da portare a casa entro fine legislatura". "Nessuna preoccupazione" vi è infine "per chi sceglie di uscire" dalla Lega, viene sostenuto. "Anzi ci lascia mani più libere per le liste del prossimo anno", si commenta.
"Siamo tutti convinti di poter arrivare al 15%", si assicura. L'atmosfera in Transatlantico non è, pero', delle migliori. Certamente, non è gradita la 'Primà al question time dei vannacciani che, divenuti componente del gruppo Misto, decidono di esordire interrogando proprio Salvini. L'interrogazione viene illustrata da Ravetto, la replica, dura, spetta a Ziello. "Pensavamo che in questi quattro anni lei avesse fatto un lavoro certosino al ministero, funzionale a premiare i cittadini italiani che aspettano da anni l'assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica", attacca il deputato pisano. "Eppure, non ha fatto niente. Io mi ricordavo un Salvini che riempiva le piazze, un tempo, ovviamente, con lo slogan 'prima gli italiani', portando il partito che lei guida a oltre il 30 per cento dei consensi". Siparietto finale alla Camera: nel caos del Transatlantico, un deputato importante si avvicina ai cronisti, "perchè non interrogano Pozzolo per le sue abitudini alla guida?" è la battuta al vetriolo che fa riferimento all'incidente in cui è rimasto coinvolto il deputato Fnv con tasso alcolemico superiore al consentito.