AGI - Tutto esaurito al cinema "Scala" di Maputo per la seconda edizione del Concerto per la pace, iniziativa promossa dall'Italia in Mozambico per celebrare il 34mo anniversario della firma dell'Accordo generale di pace, siglato il 4 ottobre 1992.
L'evento ha riunito musicisti e cantanti italiani e mozambicani, insieme ai giovani membri dell'orchestra e del coro Xiquitsi, in una serata dedicata alla musica, alla memoria della pace e alla celebrazione dei legami storici tra Mozambico e Italia.
L'ambasciatore Annis ricorda il sostegno dell'Italia e della Comunità di Sant'Egidio
Tra i momenti centrali della serata, l'intervento dell'ambasciatore d'Italia in Mozambico, Gabriele Annis, che ha sottolineato il ruolo del dialogo nella costruzione della pace e ripercorso il processo che portò alla firma dell'Accordo generale di pace. Nel suo discorso, Annis ha ricordato il sostegno offerto dal governo italiano, insieme alla Comunità di Sant'Egidio, al difficile percorso che condusse alla fine della guerra civile mozambicana.
La Comunità di Sant'Egidio ha svolto un ruolo fondamentale nei negoziati per l'Accordo di pace, contribuendo a mettere in contatto le parti in conflitto e a creare le condizioni per il dialogo. "Persone che si erano combattute per anni hanno scelto di sedersi allo stesso tavolo e di riconoscersi come parte della stessa umanità e dello stesso popolo", ha affermato il diplomatico.
La pace dalla comprensione reciproca
Secondo l'ambasciatore italiano, l'esperienza mozambicana dimostra che la pace nasce dalla comprensione reciproca, dalla conoscenza dell'altro e dalla capacità di accettare le differenze attraverso il dialogo. Annis ha inoltre evidenziato il particolare ruolo della musica nel favorire l'incontro tra i popoli.
La musica, ha osservato, è uno dei linguaggi più antichi e universali e, in Mozambico, rappresenta una componente fondamentale della storia e dell'identità culturale del Paese. Dalla timbila alla marrabenta, passando per i cori e altre espressioni musicali, Annis ha sottolineato la capacità della musica di costruire ponti anche nei periodi segnati da profonde divisioni.
L'ambasciatore ha infine osservato che la musica non è scomparsa durante gli anni della guerra, ma ha continuato ad accompagnare la vita delle comunità, offrendo una forma di espressione, conforto e speranza di fronte alla violenza. "Questo linguaggio universale ha rappresentato un terreno comune in cui trovare rifugio", ha affermato Annis, sottolineando l'importanza di preservare la memoria della pace, non solo per celebrare i traguardi raggiunti, ma anche per ricordare le lezioni apprese durante il processo di riconciliazione.
"È anche per questo che ricordare è importante: per tenere a mente il risultato ottenuto e tutto ciò che si è imparato per arrivarci. Affinché non si debba ricominciare da capo", ha sottolineato.
Prima esecuzione assoluta di quattro opere
Sotto la direzione artistica dei maestri Girolamo Deraco e Kika Materula, il concerto ha riunito artisti dei due Paesi insieme ai giovani musicisti dell'Orchestra e del coro Xiquitsi. La seconda edizione del Concerto per la pace ha ospitato anche la prima esecuzione assoluta di quattro opere, tra cui "United We Sing", composizione di Girolamo Deraco su testo di Eyal Lerner, dedicata al Mozambico e alla pace.
Sono state inoltre eseguite la "Fantasia per Orchestra d'Archi" di Gabriele Marchetti, dedicata all'Orchestra Xiquitsi; "Xa Lisima" del compositore mozambicano Estevao Chissano; e "Tres Melodias Moçambicanas" di Humberto Tandane, in un arrangiamento per pianoforte a quattro mani. Tra gli interpreti sul palco figuravano Chiara Ramello, Lourena Uamusse, Celso Manso, Andreas Garivalis e Petr Yanchuk, oltre a Kika Materula, che ha suonato l'oboe e diretto l'orchestra.
Per Gabriele Annis, le quattro opere rappresentano, attraverso la musica, la vicinanza tra Italia e Mozambico e l'importanza dei legami umani nella costruzione di un'amicizia tra i due popoli. Il concerto rientra nel programma Mozita 2026 che, giunto alla seconda edizione, mira a promuovere gli scambi tra Italia e Mozambico attraverso il cinema, l'arte contemporanea e altre espressioni culturali.
La commemorazione della fine del conflitto amato
Il concerto si è svolto alla vigilia dell'anniversario della firma dell'Accordo generale di pace, siglato a Roma il 4 ottobre 1992 al termine di anni di conflitto armato in Mozambico.
L'iniziativa ha rappresentato quindi non solo un momento per commemorare una data storica, ma anche un'occasione per riaffermare l'importanza del dialogo e della riconciliazione.