AGI - La carenza di insegnanti nei Paesi africani e il finanziamento dei sistemi scolastici sono stati al centro dell’intervento del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara a New York, dove Italia e Nigeria hanno promosso alle Nazioni Unite un evento di alto livello nell’ambito della campagna “Multiply Possibility” della Global Partnership for Education (GPE).
“L’Italia è sempre stata in prima linea nel dibattito sul finanziamento dell’istruzione”, ha dichiarato Valditara, ricordando che nel 2024 l’Italia è stato il primo Paese del G7 a dedicare una riunione ministeriale all’istruzione come fattore abilitante dello sviluppo sociale ed economico. In quell’occasione, ha ricordato il ministro, anche l’Unione africana ha partecipato al confronto e la Dichiarazione di Trieste ha indicato la necessità di mobilitare risorse a sostegno dell’istruzione e dei giovani talenti, definiti “il bene più prezioso di ogni nazione”.
"Coinvolgere i giovani nel dibattito sull'istruzione"
Nel suo intervento alle Nazioni Unite, Valditara ha posto l’accento anche sul coinvolgimento delle nuove generazioni. “Dobbiamo coinvolgere i nostri giovani nel dibattito sull’istruzione. Per questo ho invitato qui oggi rappresentanti degli studenti. Dobbiamo ascoltare i nostri giovani: sono il nostro presente e il nostro futuro. È per loro che vogliamo moltiplicare le opportunità”, ha affermato.
“Entro il 2030 il mondo avrà bisogno di 44 milioni di insegnanti"
Uno dei principali temi affrontati è stato il fabbisogno globale di docenti. “Entro il 2030 il mondo avrà bisogno di 44 milioni di insegnanti in più, di cui 15 milioni soltanto nell’Africa subsahariana”, ha sottolineato Valditara, proponendo un’iniziativa per sostenere i Paesi africani nella formazione e nella disponibilità del personale docente necessario ai loro sistemi scolastici.
“Questa è la priorità da affrontare”, ha aggiunto. Il dato indicato dal ministro trova riscontro nelle più recenti stime dell’UNESCO, che quantificano in poco più di 15 milioni gli insegnanti aggiuntivi necessari nell’Africa subsahariana entro il 2030, considerando sia la creazione di nuovi posti sia la sostituzione del personale destinato a lasciare la professione.
A livello mondiale, il fabbisogno è stimato in circa 44 milioni di docenti. Precedenti valutazioni dell’UNESCO avevano collocato il fabbisogno africano in una fascia compresa tra 15 e 17 milioni.
"Rafforzare gli investimenti nei sistemi educativi dei Paesi a reddito basso e medio-basso"
Valditara ha collegato la questione della carenza di insegnanti alla necessità di rafforzare gli investimenti nei sistemi educativi dei Paesi a reddito basso e medio-basso. L’Italia, ha ricordato il ministro, sta già intervenendo attraverso il Piano Mattei e intende proseguire lungo questa direttrice. “La nostra stella polare è una sola: nessun Paese e nessun bambino devono essere lasciati indietro. L’Italia è pronta a continuare a lavorare insieme. Insieme possiamo fare di più”, ha concluso.
La conferenza di New York si è inserita nella campagna internazionale “Multiply Possibility”, attraverso la quale la Global Partnership for Education punta a raccogliere 5 miliardi di dollari per il ciclo 2026-2030 e a mobilitare ulteriori risorse a favore dei sistemi educativi dei Paesi partner.
Italia e Nigeria sono tra i promotori dell’iniziativa. Nel corso dell’evento il governo italiano ha annunciato il raddoppio del proprio contributo al GPE, portandolo a 50 milioni di euro. Complessivamente, la campagna ha raccolto finora 2,1 miliardi di dollari tra impegni confermati e attesi da parte dei donatori sovrani e altri 1,4 miliardi attraverso cofinanziamenti, fondazioni e soggetti privati.
Combinare risorse pubbliche, capitali privati e contributi filantropici
I Paesi partner hanno inoltre indicato impegni nazionali per 471 miliardi di dollari destinati all’istruzione entro il 2030. Il nuovo modello di finanziamento punta quindi a combinare risorse pubbliche, capitali privati e contributi filantropici. Tra i soggetti che hanno annunciato il proprio sostegno figura anche la Jannik Sinner Foundation.
Valditara ha richiamato inoltre un impegno da 800 milioni di dollari attribuito all’OPEC. I dati diffusi dall’OPEC Fund for International Development distinguono tuttavia le diverse componenti dell’operazione: il fondo ha annunciato un proprio impegno di 400 milioni di dollari per la seconda fase dell’iniziativa SmartEd, mentre gli 800 milioni complessivi fanno capo all’Arab Coordination Group, di cui l’OPEC Fund è parte. A questi si aggiungono 200 milioni di dollari messi a disposizione dal GPE, per un volume complessivo di un miliardo destinato all’iniziativa.
La missione di Valditara a New York è iniziata nella mattinata del 23 settembre con la visita alla Scuola d’Italia “Guglielmo Marconi”, alla presenza del console generale d’Italia a New York Giuseppe Pastorelli, del preside Anthony Martire, del dirigente scolastico Daniele Castellani e dei membri del Consiglio di amministrazione Francesca Verga, Anthony Martire e Alfonso Cerullo, oltre ai coordinatori Andrea Minardi e Cristiana Grassi. Durante la visita, il ministro è stato intervistato nel podcast realizzato dagli studenti della classe quinta elementare, curato dalla docente Francesca Vicchio. I docenti Beatrice Innocenti e Francesco D’Anna hanno organizzato e seguito il programma della visita.