AGI - Il rapporto tra Italia e Libia può ormai allargarsi ben oltre il tradizionale asse energetico, includendo sanità, infrastrutture, formazione e innovazione. È il messaggio portato a Bengasi da Kamel Ghribi, presidente di Gksd e vicepresidente del Gruppo San Donato, in occasione dell’inaugurazione dell’Università di Bengasi, alla quale ha partecipato su invito di Belgassem Haftar, alla guida del Fondo per la ricostruzione e lo sviluppo della Libia.
Ghribi ha incontrato nell’occasione anche il generale Khalifa Haftar, comandante in capo dell’ENL. Secondo un comunicato della parte italiana, il presidente di Gksd ha sottolineato come la prossimità storica e geografica tra i due Paesi possa essere trasformata in una “opportunità di sviluppo condiviso”, valorizzando maggiormente le competenze delle imprese italiane.
Sanità, infrastrutture, energia, formazione e innovazione i principali settori
Sanità, infrastrutture, energia, formazione e innovazione sono i principali settori indicati. L’impostazione si inserisce nella logica del Piano Mattei, richiamato esplicitamente dallo stesso Ghribi: costruire partnership di lungo periodo fondate su investimenti, competenze, formazione e sviluppo locale, superando una relazione limitata ai soli scambi commerciali.
In questa prospettiva, la Libia occupa una posizione particolare sia per la vicinanza all’Italia sia per la dimensione delle esigenze legate alla ricostruzione. Il gruppo guidato da Ghribi dispone già di un importante punto di ancoraggio in Cirenaica.
A gennaio, Gruppo San Donato e Gksd hanno firmato a Bengasi con il Fondo per la ricostruzione contratti per un valore complessivo superiore ai due miliardi di dollari.
Rilancio del Benghazi Medical Center
Il pacchetto comprende la gestione e il rilancio del Benghazi Medical Center, l’operatività del centro oncologico della città e la realizzazione di un impianto per la valorizzazione energetica dei rifiuti con una capacità di 675 mila tonnellate l’anno.
Gli accordi conferiscono una dimensione industriale alle dichiarazioni di Ghribi. Nel settore sanitario non si tratta soltanto di fornire tecnologie, ma di trasferire modelli gestionali, competenze cliniche e programmi di formazione, anche attraverso l’esperienza dell’Ospedale San Raffaele.
Sul fronte energetico e ambientale, Gksd opera invece come partner per ingegneria, costruzione e avviamento degli impianti. L’iniziativa si inserisce inoltre nel rafforzamento dei rapporti tra Roma e le autorità della Libia orientale. L’Italia mantiene parallelamente il dialogo con le istituzioni di Tripoli e punta a preservare una presenza equilibrata tra i due principali poli del Paese.
Il Fondo guidato da Belgassem Haftar
Nell’Est, il Fondo guidato da Belgassem Haftar è diventato uno degli interlocutori centrali dei grandi programmi di ricostruzione. Il potenziale economico resta ampio. Nei primi nove mesi del 2025, l’interscambio tra Italia e Libia ha raggiunto 6,08 miliardi di euro. Gli idrocarburi continuano a dominare, ma le esportazioni italiane — 1,44 miliardi nel periodo — mostrano una maggiore articolazione, comprendendo navi, macchinari industriali, prodotti della raffinazione e alimentari trasformati.
Per Ghribi, la sfida è trasformare questa complementarità in progetti e investimenti duraturi. L’inaugurazione dell’Università di Bengasi ha offerto anche l’occasione per sottolineare il ruolo del capitale umano, indicato come un altro pilastro della ricostruzione. Una linea che avvicina la presenza industriale italiana in Libia alle ambizioni più ampie del Piano Mattei: investire nelle infrastrutture, ma anche nelle competenze necessarie a sostenerle nel lungo periodo.