AGI - In occasione della 47ma edizione del Meeting per l’Amicizia fra i Popoli di Rimini, tenuto dal 21 al 26 agosto, l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS) ha promosso, nell’ambito del Padiglione Internazionale C3 “Seminare il futuro” del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, un confronto tra istituzioni, organizzazioni internazionali, università, società civile e imprese sulle soluzioni per una gestione sostenibile delle risorse idriche in agricoltura.
Il 21 agosto, AICS ha tenuto il side-event “Agricoltura blu – Innovazione e sostenibilità verso l’efficienza idrica”, dedicato alle filiere agricole e all’uso efficiente delle risorse idriche. Ad aprire i lavori il direttore AICS Marco Riccardo Rusconi, che ha illustrato nel suo intervento le principali direttrici dell’azione della Cooperazione italiana nel settore idrico: scalabilità geografica degli interventi, approccio intersettoriale, apertura e inclusività, con particolare attenzione alla dimensione di genere.
Due progetti dell'Aics in Egitto e in Tunisia
Rusconi ha fatto riferimento all’elemento blu come a “sorella acqua”, richiamando la definizione di San Francesco per la presenza dell’acqua in tutte le dimensioni dello sviluppo umano. Il Direttore ha citato due significativi progetti della Cooperazione in questo ambito: “Water Knowledge” in Egitto, incentrato sul rafforzamento delle competenze di un istituto chiave egiziano, e “TANIT”, iniziativa in Tunisia sul recupero delle acque reflue e la rimessa a coltura di terreni abbandonati per la scarsità idrica.
"È necessario incoraggiare un dialogo collegiale sulla gestione dell’acqua come fattore di pace e prevenzione di conflitti", ha sottolineato Rusconi nel suo discorso di apertura.
Secondo quanto riferito da AICS, il confronto si è articolato in due sessioni tecniche dedicate alla gestione sostenibile delle risorse idriche e all’innovazione tecnologica applicata alle filiere agricole. Sono intervenuti rappresentanti di CIHEAMBari, Università degli Studi di Firenze, ICID, CISP, Alliance of Bioversity International and CIAT, UNIDO - United Nations Industrial Development Organization, Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO), Canale Emiliano Romagnolo, Sismoelettrica e Winet.
Focus sull'efficienza irrigua e sulla gestione della scarsità d'acqua
Al centro del dibattito ci sono stati i seguenti temi: l’efficienza irrigua; la gestione della scarsità idrica; il trasferimento di conoscenze e tecnologie; l’integrazione tra acqua, agricoltura, sicurezza alimentare, energia e tutela degli ecosistemi.
La gestione delle risorse idriche rappresenta una delle sfide centrali per il futuro dei sistemi alimentari.
L'agricoltura utilizza il 70% delle risorse mondiali di acqua dolce
Il settore agricolo utilizza circa il 70 per cento delle risorse mondiali di acqua dolce, mentre nei sistemi tradizionali di irrigazione le perdite possono raggiungere livelli particolarmente elevati. Allo stesso tempo, la crescita demografica, il degrado degli ecosistemi e l’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi climatici estremi rendono sempre più urgente adottare tecnologie e modelli di governance capaci di coniugare produttività, tutela ambientale ed equità nell’accesso alle risorse.
L’approccio della Cooperazione italiana è ispirato ai principi dell’Integrated Water Resources Management, promuovendo un uso dell’acqua che tenga insieme le esigenze dell’agricoltura, delle comunità, degli altri settori produttivi e degli ecosistemi.
Ridurre gli sprechi e valorizzare l'innovazione tecnologica
L’obiettivo è produrre meglio, riducendo gli sprechi e valorizzando innovazione tecnologica, ricerca, formazione e conoscenze locali.
Al dicembre 2025, la Cooperazione italiana sosteneva in Africa 58 iniziative con componenti connesse alla gestione delle risorse idriche, attuate da organizzazioni della società civile, enti territoriali e istituzioni accademiche, per un valore complessivo di circa 57 milioni di euro.
L’azione italiana nel settore si sviluppa lungo tre principali direttrici: la scalabilità geografica degli interventi, attraverso il raccordo tra iniziative nazionali, regionali e globali; l’approccio intersettoriale, che integra acqua, agricoltura, energia, industria e ambiente; l’apertura e l’inclusività dei processi decisionali.
Trasversale a queste linee d’azione è la dimensione di genere, essenziale per contrastare le disuguaglianze nell’accesso, nella gestione e nell’utilizzo delle risorse idriche.