AGI - Dalla diffusione mondiale dei programmi di Alberto Angela a un tour europeo dei finalisti del Festival di Sanremo, fino a un vademecum sulla cucina italiana da distribuire attraverso la rete degli Istituti italiani di cultura. Alla Conferenza delle direttrici e dei direttori degli Istituti italiani di cultura, in corso a Verona, il governo ha delineato una strategia che amplia il ruolo di queste strutture: non più soltanto strumenti di diplomazia culturale, ma leve per sostenere turismo, internazionalizzazione delle imprese e promozione del Made in Italy.
A sintetizzare questa impostazione è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, secondo cui gli Istituti italiani di cultura rappresentano "una tessera del grande mosaico dell'Italia nel mondo". La cultura, ha affermato, non può essere considerata un settore separato, perché "se cresce la cultura cresce anche l'economia, cresce anche il turismo". Per questo la Farnesina intende coinvolgere stabilmente la rete degli Istituti anche nelle politiche per l'export, a partire dalla Conferenza nazionale dell'export prevista a Milano entro la fine dell'anno.
I numeri dell'industria culturale
Tajani ha ricordato che l'industria culturale italiana vale circa 310 miliardi di euro, genera oltre 116 miliardi di valore aggiunto e occupa circa 1,5 milioni di persone. Un patrimonio che, secondo il ministro, deve essere sostenuto non soltanto attraverso la promozione culturale tradizionale, ma anche favorendo l'internazionalizzazione delle imprese creative, dell'editoria, della musica, del teatro e dell'audiovisivo.
In questo quadro si inserisce il progetto "L'Italia nel mondo", presentato dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. Dal prossimo 27 settembre, in occasione della Giornata mondiale del turismo, il programma televisivo di Alberto Angela dedicato a Giulio Cesare e alla Roma antica sarà tradotto in numerose lingue e distribuito gratuitamente alle emittenti straniere attraverso una convenzione con la Rai. Il ministero del Turismo sosterrà i costi delle versioni internazionali, che saranno adattate ai diversi mercati con il supporto degli Istituti italiani di cultura.
La cultura muove i viaggiatori
L'iniziativa nasce dalla convinzione che il turismo culturale sia diventato il principale motore dell'attrattività italiana. Citando dati Isnart, Mazzi ha ricordato che nel 2026 la cultura è diventata, per la prima volta, la principale motivazione di viaggio sia per i turisti italiani sia per quelli internazionali, dopo essere stata soltanto dieci anni fa al settimo posto.
La stessa logica ispira anche il progetto dedicato alla musica. I finalisti del Festival di Sanremo 2027 saranno protagonisti di un tour europeo con tappe a Parigi, Madrid, Monaco di Baviera e Londra, accompagnati dal direttore artistico Stefano De Martino. Anche in questo caso gli Istituti italiani di cultura saranno coinvolti nell'organizzazione e nella promozione degli eventi, in collaborazione con Farnesina, ministeri del Turismo e della Cultura, Rai, Siae, Fimi e Assoconcerti.
Tajani contro gli "attacchi" alla dieta mediterranea
Tra le iniziative annunciate figura inoltre un vademecum sulla cucina italiana destinato alla rete diplomatica e culturale, da utilizzare durante la Settimana della cucina italiana nel mondo e la Giornata mondiale della pasta.
Tajani ha collegato il progetto alla tutela dell'identità culturale italiana, criticando quelli che ha definito gli "attacchi" alla dieta mediterranea e sostenendo che gastronomia, vino e tradizioni popolari rappresentano componenti essenziali della proiezione internazionale del Paese.
Più che una semplice conferenza dedicata alla cultura, l'appuntamento di Verona ha così delineato un'evoluzione della diplomazia culturale italiana: utilizzare la rete degli 88 Istituti italiani di cultura come piattaforma di promozione integrata della cultura, del turismo, dell'industria creativa e dell'export, facendo della cultura uno degli strumenti della politica economica estera italiana.