AGI - L’Italia punta sul design, sull’architettura e sulla formazione per ampliare la cooperazione con la Libia oltre il tradizionale asse dell’energia. L’Italian Design Day 2026, svolto ieri a Tripoli nell’ambito dell’Urban Forum, ha mostrato una direttrice sempre più evidente della presenza italiana nel Paese: accompagnare i processi di ricostruzione urbana, sviluppo infrastrutturale e valorizzazione del patrimonio attraverso competenze tecniche, imprese e capitale umano.
Ampliare la diplomazia economica
L’iniziativa, organizzata dal Desk Ice-Agenzia di Tripoli con l’ambasciata d’Italia in Libia e il Libyan Board of Architecture, è stata dedicata al tema “Re-Design: Regenerating Spaces, Objects, Ideas and Relationships”. Il punto centrale non è stato soltanto la promozione del design italiano, ma il tentativo di inserirlo dentro una più ampia strategia di diplomazia economica, in una Libia dove la domanda di pianificazione urbana, materiali, restauro e tecnologie per l’edilizia è destinata a crescere.
L’ambasciatore Gianluca Alberini ha indicato costruzioni, arredo e design come settori che si stanno affermando “con crescente forza” nella cooperazione bilaterale, accanto a petrolio e gas. L’Italia resta il primo partner commerciale della Libia, con un interscambio superiore a 8 miliardi di euro, ma Roma guarda sempre più ai comparti capaci di intercettare la futura modernizzazione delle città libiche.
In questo quadro, architettura e design diventano strumenti concreti per migliorare la qualità della vita, rigenerare spazi pubblici e costruire nuove relazioni professionali.
Un concorso per 50 studenti
La giornata ha avuto anche una forte dimensione formativa. Circa 50 studenti dell’ultimo anno di architettura, ingegneria e design, provenienti da università della Tripolitania e della Cirenaica, hanno partecipato a un concorso di idee per la riqualificazione di un tratto del lungomare di Tripoli.
Sono stati presentati oltre una dozzina di progetti, orientati a soluzioni innovative, sostenibili e funzionali. Il vincitore accederà a un percorso di formazione in Italia, con uno stage presso Tacca Glass, uno study tour sulle eccellenze del Made in Italy e attività promosse dall’Ice con il supporto di Tacca Glass e Special Metal.
Verso la prima scuola di restauro libica
Il programma ha incluso masterclass del designer Leonardo Talarico, ambasciatore dell’Italian Design Day, e dei professori dell’Università di Brescia dedicate al design industriale, alla progettazione inclusiva e sostenibile e alla valorizzazione dell’architettura razionalista italiana in Libia.
Proprio il patrimonio costruito rappresenta un altro terreno di cooperazione: Alberini ha ricordato il progetto per la prima Scuola di restauro della Libia e il recupero dell’edificio storico italiano che la ospiterà a Leptis Magna. In questa cornice, l’accordo firmato nel 2025 tra l’Associazione degli architetti italiani e il Libyan Board of Architecture assume un valore operativo: formazione, scambio professionale e progetti congiunti di restauro e rigenerazione urbana.