AGI - Il summit mondiale dell’Heritage International Institute (HII), dal titolo “Intangible Heritage Horizons and Echoes: Safeguarding the Invisible”, co-organizzato con l’Università di Parma e Sciences Po Paris, ha registrato un'affluenza straordinaria. Una fitta rete diplomatica e accademica transcontinentale, insieme al mondo della società civile e quello privato, si sono riuniti a Parma con un unico storico obiettivo: blindare per sempre la memoria delle civiltà. Ci sono luoghi dove la geopolitica smette di essere una mappa di confini armati e diventa una trama di suoni, canti, memorie invisibili. È l'universo fragile del patrimonio immateriale: un tesoro immenso che la guerra, le crisi e la globalizzazione rischiano di cancellare per sempre, ma che ora, grazie all’Heritage International Institute, trova proprio in Italia una nuova, potentissima centrale operativa globale.
Alla presenza dell'Ambasciatore Vincenzo Grassi e del Rapporteur Speciale ONU Alexandra Xanthaki, il Presidente dell’HII Sergio Iovino e il Direttore delle Antichità libanese Sarkis El Khoury hanno siglato un protocollo strategico quinquennale. Non si tratta di una semplice dichiarazione d'intenti accademica, ma di un patto d'azione operativo focalizzato, tra le altre cose, sulla digitalizzazione avanzata e sull’accessibilità universale.
Algoritmo della memoria e accessibilità
La strategia poggia su due pilastri d'avanguardia:
L’algoritmo della memoria: l'HII applicherà soluzioni avanzate di intelligenza artificiale e archivi digitali di ultima generazione per mappare, catalogare e blindare per sempre l’identità del Libano. La digitalizzazione dei sei siti UNESCO creerà una vera e propria cassaforte informatica per preservare un patrimonio culturale che rischia di scomparire per sempre.
L’accessibilità universale: grazie al Protocollo si svilupperà un cambio di paradigma radicale sulla disabilità in Libano. I mutilati di guerra e tutte le persone con disabilità, incluso quelle sensoriali, intellettive e psicosociali, potranno fruire del patrimonio culturale, grazie alla creazione di percorsi appositi.
Visione e dichiarazioni
“Il patrimonio del Libano è un tesoro immenso che appartiene alla coscienza profonda dell'umanità intera”, ha scandito il Presidente dell’HII Sergio Iovino al momento della firma. “Proteggere questa eredità intangibile attraverso la tecnologia e l'inclusione significa risvegliare la nostra stessa coscienza umana, garantendo che una meravigliosa identità continui a vivere nel domani come valore universale e risorsa per il futuro di tutti”.
“Sono molto onorato di essere qui a Parma, una città bellissima e ricca di cultura, per firmare un protocollo d'intesa con l'Heritage International Institute per la tutela del patrimonio culturale. Non è la prima volta che collaboriamo con il team italiano a beneficio del nostro patrimonio culturale, soprattutto perché abbiamo molto in comune tra Italia e Libano. Questo accordo con l'HII è davvero importante e aiuterà le autorità libanesi a proteggere il patrimonio materiale e immateriale attraverso diversi strumenti come la digitalizzazione, progetti comuni sul patrimonio culturale, comprese molte idee riguardanti i siti archeologici e conferenze sull'architettura storica in Libano. Siamo davvero entusiasti di questa collaborazione”, ha dichiarato Sarkis El Khoury
Progetti e valorizzazione UNESCO
Si prevede anche l’organizzazione di un vertice mondiale sull’architettura libanese e la promozione di pratiche del sud del Paese, tra cui la produzione delle olive e del vetro,inserita nelle liste UNESCO.
Diplomazia culturale e Medio Oriente
Con questo scudo, l'HII non solo accende il futuro della resilienza culturale libanese, ma traccia la nuova rotta della diplomazia culturale globale, dimostrando che l’identità di un popolo si difende salvando ciò che è invisibile agli occhi, ma fondamentale per la sua anima. Geopolitica della musica e alleanze sul campo: dalla Siria alla Libia.
L'intesa con Beirut si inserisce in una più ampio e profondo impegno di Heritage International Institute nei quadranti più complessi della crisi mediorientale e nordafricana. Il vertice ha vissuto il suo momento di massima densità geopolitica durante il tavolo ad alto livello sul Medio Oriente, con la partecipazione degli Ambasciatori d’Italia in Siria e in Libia.
Musica e rinascita culturale
È emerso lo straordinario contributo dell'esperta siriana Salma Kasab Hasan: le partiture, i canti ancestrali e le sonorità minacciate dalla guerra diventano uno strumento di diplomazia culturale attiva. Un'operazione di salvaguardia che si tradurrà presto in un evento storico sul campo: l'HII ha infatti annunciato la programmazione di un grande concerto ufficiale a Damasco per il prossimo settembre 2026, volto a celebrare la rinascita.
A seguito della firma di un MoU con il Dipartimento delle Antichità della Libia, l'HII ha inoltre avviato la digitalizzazione dei 5 siti UNESCO libici.
Dal Nepal al metaverso
Il raggio d'azione emerso al vertice supera i confini del Mediterraneo: è stata presentata in anteprima la prima documentazione visiva dell'identità indigena Tharu nel Bardia National Park, in Nepal, sviluppata sul campo insieme all'UNESCO e alla Tribhuvan University.
Ma la vera svolta del modello promosso risiede nella capacità di legare la geopolitica culturale alle buone pratiche del welfare aziendale e sociale. A Parma è stato infatti ratificato un protocollo d'intesa speciale tra l'HII e il colosso agroalimentare Barilla. L'accordo segna un passo avanti cruciale nell'accessibilità aziendale, definendo standard innovativi per l'integrazione lavorativa e la tutela dei diritti delle persone con disabilità intellettive e psicosociali, trasformando l'inclusione da concetto teorico a pilastro industriale.
Inclusione e arte
La rivoluzione inclusiva del summit ha abbattuto ogni filtro accademico fin dal primo giorno di lavori, trasformando l’integrazione delle persone con disabilità intellettive e psicosociali in un'esperienza reale, vissuta e co-progettata sul campo. Nella sessione d'apertura, davanti a una platea internazionale di altissimo livello che vedeva schierati in prima linea gli Ambasciatori del Messico, del Montenegro e dell’Iraq - in collegamento le autorità di Cipro - la diplomazia culturale ha ceduto il passo alla forza pura del riscatto sociale. A dare un corpo e un'anima a questa svolta epocale è stato lo straordinario momento in cui Zaccheo, un artista affetto da schizofrenia coinvolto grazie alla sinergia strategica di Area Vasta Smart, ha realizzato in tempo reale e presentato davanti alle delegazioni mondiali un quadro di travolgente potenza visiva.
L'opera, accolta dal profondo impatto emotivo dei diplomatici presenti, ha dimostrato visivamente come l'espressione artistica e la cultura immateriale non conoscano barriere cliniche o geografiche. Un manifesto politico e umano che ha ridefinito l'agenda stessa del vertice, confermando che l'arte è il più potente vettore di dignità, comunicazione e inclusione universale del nostro tempo.
Museo virtuale e tecnologia
A coronare questa visione futuristica è l'evoluzione del Virtual Museum on Cultural Heritage, l'avveniristica piattaforma digitale d'avanguardia di HII promossa dal Ministero degli Affari Esteri e formalmente riconosciuta dalle Nazioni Unite come benchmark di eccellenza mondiale. È stata annunciata l'estensione del museo al patrimonio immateriale: un'infrastruttura tecnologica rivoluzionaria in grado di trasformare tradizioni, musiche e rituali in un'esperienza digitale interattiva globale, accessibile a chiunque e protetta per sempre da guerre e catastrofi fisiche.
Accordi globali e prospettive future
A dimostrazione della portata planetaria del summit, l’efficacia dell'azione dell'HII è stata sancita dalla firma contemporanea di un numero record di accordi con partner strategici mondiali, dove il Terzo Settore ha giocato un ruolo di primo piano. Sul fronte dei diritti umani e della cooperazione, sono state siglate intese cruciali con l'Inter-American Institute of Human Rights basato in Brasile, la Peace Building Agency, e colossi dell'aiuto umanitario e dell'inclusione come WeWorld, l'AIFO e il Teatro Patologico. La rete accademica ha visto la ratifica di protocolli internazionali con la National Law University Delhi in India, la Bosque University in Colombia e l'Università Mediterranea di Reggio Calabria.
I lavori si sono proiettati con forza verso gli scenari futuri della tutela globale grazie agli importanti annunci finali delle delegazioni estere. Gli esperti egiziani, guidati dai rappresentanti dell'Università di Helwan, hanno formalizzato lo stanziamento di nuovi programmi congiunti per la tutela del patrimonio immateriale lungo il Nilo.
Il vertice di Parma si è chiuso con una certezza: la salvaguardia della memoria delle civiltà non è più solo una questione per accademici, ma il nuovo cuore pulsante della diplomazia globale.