AGI - "Le relazioni bilaterali tra Ruanda e Italia sono eccellenti, sia dal punto di vista economico che politico. Alcuni investitori italiani sono già presenti in Ruanda, ma c'è la volontà di rafforzare questa presenza". È proprio per questo motivo che l'ambasciatore François Nkulikiyimfura, intervistato da Africa e Affari, ha partecipato all'evento promozionale "Visit Rwanda, a Paradise of Opportunities", organizzato a Roma venerdì 6 febbraio dal Consolato Onorario del Ruanda nella capitale.
"Eventi come questo sono necessari non solo per attrarre investitori italiani ed europei, ma anche per rassicurarli e dimostrare la stabilità del nostro Paese, il suo ruolo politico di primo piano nella regione e a livello internazionale, e la sua posizione di leadership nel continente in termini di facilità di fare affari", ha sottolineato il diplomatico ruandese di più alto rango in Italia. Diverse informazioni utili rimangono sconosciute agli investitori italiani, come il fatto che "oggi in Ruanda è possibile costituire un'azienda in meno di sei ore" o che esiste uno sportello unico che comprende ben 400 servizi: il Rwanda Development Board (RDB), un'agenzia governativa dedicata agli investimenti.
L'ambasciatore ha espresso la sua piacevole sorpresa e soddisfazione per la presenza di un pubblico così numeroso e prestigioso, composto da aziende, organizzazioni professionali, agenti di viaggio, giornalisti e rappresentanti della diaspora ruandese in Italia. "Dopo aver ascoltato le varie presentazioni durante la sessione B2B, abbiamo riscontrato un vivo interesse e una forte richiesta di informazioni, in particolare per quanto riguarda i settori dell'industria conciaria, dell'ICT, delle biotecnologie e del turismo", ha dichiarato.
"Non ci limitiamo a invitare gli investitori a venire in Ruanda, ma li supportiamo anche una volta arrivati", ha aggiunto Divine Nakanyange, responsabile del dipartimento marketing degli investimenti della RDB. "Presso i nostri uffici, è possibile ottenere tutti i permessi, le licenze e le informazioni relative all'insediamento fisico della propria azienda: tutto ciò di cui si ha bisogno per fare affari in Ruanda. Le formalità amministrative sono praticamente inesistenti; il nostro ufficio è direttamente collegato alla presidenza e godiamo anche di un certo grado di autonomia decisionale", ha spiegato.
Il Ruanda, ha sottolineato il console onorario Enrico Lalia Morra, è "un mercato in rapida crescita, collegato alla Comunità dell'Africa Orientale, una rete commerciale molto più ampia che include paesi rinomati come Kenya, Tanzania e Uganda. Avviare un'attività in Ruanda significa aprirsi a un mercato molto più ampio, beneficiando al contempo di un ambiente sicuro in cui le pratiche commerciali sono molto più in linea con gli standard nordici". Inoltre, il Ruanda è membro del COMESA, il Mercato Comune per l'Africa Orientale e Meridionale, e, più in generale, dell'Area Continentale di Libero Scambio Africana (AfCFTA).
Valeria Tenghi, in rappresentanza di RwandAir, ha annunciato la firma di un accordo di cooperazione con la compagnia aerea ITA, che stabilirà collegamenti tra Roma e Kigali via Parigi. Questo accordo rappresenta un importante passo avanti per facilitare i viaggi d'affari e di piacere.
I dati dimostrano un interesse crescente: sono già stati registrati 250 milioni di euro di investimenti italiani e oltre 11.000 turisti italiani hanno visitato il Ruanda negli ultimi tre anni, di cui 4.027 nel 2025. Il turismo ruandese continua a crescere: nel 2024, il settore ha contribuito con 1,9 trilioni di franchi ruandesi (il 9,8% del PIL), con un aumento del 17,7% rispetto ai livelli pre-pandemia. Il fatturato del turismo ha raggiunto i 647 milioni di dollari, con il segmento dei gorilla di montagna in crescita del 27%, confermando così la sua posizione di prodotto di punta del Paese. Il settore genera 386mila posti di lavoro in Ruanda. Nel 2023, il Paese ha accolto 1,4 milioni di visitatori internazionali e, secondo la RDB (Rwanda Development Bank), il potenziale dell'Italia rimane significativo: "Puntiamo a un fatturato turistico totale superiore a 700 milioni di dollari, concentrandoci su un'offerta diversificata che spazia dalla fauna selvatica agli eventi internazionali".
Italia e Ruanda hanno già concluso diversi accordi bilaterali relativi al capacity building, alla cooperazione, agli accordi con l'Arma dei Carabinieri e ai partenariati universitari, attraverso i quali circa un centinaio di studenti ruandesi stanno attualmente proseguendo i loro studi a Roma.