AGI - L'Università dell'Insubria, situata in un'area geografica dalle radici celtiche tra l'Italia settentrionale (Lombardia, Piemonte) e la Svizzera meridionale (Ticino), sta rafforzando la sua vocazione internazionale volgendo lo sguardo verso l'Africa. Nei giorni scorsi, il Rettorato di Varese ha ospitato un summit con i rappresentanti dell'associazione Itafrica e dell'Università di Ebolowa in Camerun, per gettare le basi di una collaborazione che unirà istruzione superiore, ricerca e sviluppo economico sostenibile. La delegazione camerunense è stata accolta dalla dirigenza dell'ateneo, guidata dal Prorettore Umberto Piarulli, e dai delegati Barbara Pozzo (Relazioni Internazionali), Loredano Pollegioni (Ricerca), Mauro Fasano (Trasferimento della Conoscenza) e Daniela Dalla Gasperina (Didattica).
L'idea è quella di rafforzare i rapporti tra Varese, Legnano e il Camerun: la città di Ebolowa è gemellata con Legnano dal 1964 e la sua università, sebbene di recente costituzione (2022), mira a posizionarsi, attraverso i suoi campus specializzati, come leader nella formazione di esperti in discipline umanistiche, sanitarie, agrarie e tecnologiche. In totale, oltre 16mila studenti sono iscritti ai corsi dell'università camerunense. È in questo contesto che l'accordo quadro in fase di discussione con l'università italiana mira a promuovere gli scambi di docenti e studenti, favorendo così la contaminazione di competenze in settori strategici.
Oltre all'istruzione, le discussioni si sono concentrate anche su una potenziale partnership con Itafrica, un'associazione di professionisti e imprenditori impegnati nella promozione di pratiche commerciali etiche. L'idea è quella di sviluppare relazioni economiche e professionali rispettose dei contesti locali, allontanandosi dalle pratiche predatorie del passato. "Il dialogo con le università africane è un elemento centrale della nostra strategia", spiega Barbara Pozzo. "Vogliamo costruire solide collaborazioni basate su una ricerca attenta alle esigenze locali." L'iniziativa di Insubria si inserisce in un più ampio sforzo che vede l'Università degli Studi di Varese-Como al centro del Piano Mattei, un programma del governo italiano volto a rafforzare la cooperazione scientifica e istituzionale con l'Africa, confermandone così il ruolo di primo piano nella diplomazia culturale nella regione.