AGI - A Hurghada, iconica località turistica del Mar Rosso, l'Italia ha appena inaugurato un nuovo strumento di diplomazia economica e culturale: un campus di formazione professionale dedicato ai settori dell'ospitalità e del turismo, frutto di una partnership tra la Scuola Italiana di Ospitalità e la Federazione Confindustria Turismo Italiana. L'avvio operativo dei corsi segna un passo concreto nella cooperazione italo-egiziana, nel più ampio quadro del Piano Mattei, la strategia di partenariato dell'Italia con l'Africa. Il campus, inaugurato alla presenza del nuovo Ambasciatore d'Italia al Cairo, Agostino Palese, e del Console Onorario d'Italia a Hurghada, è il culmine di diversi mesi di progettazione e realizzazione tecnica. L'infrastruttura, in gran parte allestita da aziende italiane, comprende laboratori e strutture che soddisfano gli standard internazionali in termini di sicurezza, funzionalità e qualità didattica. Tutte le attrezzature sono state installate e testate in loco da formatori ed esperti italiani.
Inizialmente progettati per accogliere 96 studenti, i primi due programmi sono stati infine aperti a 130 giovani egiziani, selezionati in risposta a una domanda di gran lunga superiore alle aspettative. Questo primo successo conferma l'attrattiva del modello formativo italiano in un settore cruciale per l'economia egiziana, fortemente dipendente dal turismo internazionale. "La cooperazione tra Italia ed Egitto è particolarmente forte nel campo della formazione professionale e questo campus ne è un esempio concreto", ha sottolineato Agostino Palese. "L'obiettivo è offrire una formazione di alto livello nel settore alberghiero e, attraverso il coinvolgimento del settore privato, creare concrete opportunità professionali per i giovani egiziani", ha aggiunto.
Per Giulio Contini, direttore generale della Scuola Italiana di Ospitalità, il progetto va oltre la mera formazione. "Non stiamo semplicemente realizzando una scuola, ma un ponte verso il mercato del lavoro internazionale", ha dichiarato. Secondo lui, l'iniziativa ha ormai raggiunto "un livello di eccellenza", con numerose manifestazioni di interesse da parte di operatori turistici italiani ed egiziani per ospitare studenti per tirocini obbligatori, sia in Egitto che in Italia. Le prospettive di inserimento professionale al termine del percorso formativo sono considerate molto promettenti. Dal punto di vista imprenditoriale, Marina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria, vede il campus di Hurghada come "un esempio virtuoso di cooperazione tra istituzioni pubbliche e settore privato". "Il modello italiano di ospitalità, basato su qualità, competenze e innovazione, risponde efficacemente alle esigenze del mercato turistico internazionale", ha affermato.
Il progetto beneficia del sostegno del ministero del Turismo italiano e di un ingente investimento da parte del gruppo privato PickAlbatros, che ha messo a disposizione il terreno e l'edificio appositamente progettati per ospitare le attività formative. Ancor prima del completamento delle dodici settimane di formazione teorica, il campus funziona già come un vero e proprio hub binazionale per la formazione e l'occupazione. Oltre al turismo, l'iniziativa illustra un approccio pragmatico al Piano Mattei: trasformare la cooperazione euro-africana in meccanismi concreti in grado di generare competenze, posti di lavoro e mobilità professionale. A Hurghada, l'Italia sta quindi sperimentando una forma di soft power basata su competenze, formazione e integrazione economica, al servizio di un partenariato presentato come sostenibile ed equilibrato.