AGI - L'Italia sostiene il documento per la costruzione dello Stato palestinese a New York, ma oggi non possiamo riconoscerlo perché è assolutamente inutile: da una parte c'è Hamas e dall'altra l'Autorità Nazionale Palestinese (ANP), ha affermato il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani durante un'interrogazione parlamentare. "Lo ha detto anche Giulio Caracciolo, direttore di Limes, stamattina: 'Riconoscere lo Stato palestinese oggi è un modo per ripulirsi la coscienza e non risolve il problema'. Oggi non c'è uno Stato palestinese: da una parte c'è Hamas, dall'altra l'ANP. È molto più utile creare corridoi umanitari e salvare la popolazione palestinese", ha sottolineato il Ministro.
"Intendiamo lavorare per risolvere i problemi palestinesi. Lunedì approveremo il documento; abbiamo già firmato i testi preparatori e abbiamo in programma diversi incontri con partner europei e arabi su questo tema. Ho anche ricordato al Ministro degli Esteri saudita che il governo è pronto a partecipare, anche con la presenza di truppe, a una missione internazionale sotto l'egida dell'ONU per ricostruire l'Autorità Nazionale Palestinese, ovvero in Cisgiordania e a Gaza", ha detto ancora il vicepremier, "non possiamo avere Hamas come interlocutore, perché è corresponsabile di quanto sta accadendo; usare il suo popolo come scudo è un crimine atroce, identico a quello che stanno commettendo i soldati israeliani. Vogliamo raggiungere un cessate il fuoco e sostenere le iniziative del Qatar per costruire due popoli, due Stati che si riconoscano a vicenda".
Il ministro ha inoltre sottolineato che l'Italia è in prima linea nell'azione umanitaria nella Striscia di Gaza ed è "impegnata senza sosta per raggiungere un cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi. La priorità del governo è rafforzare i corridoi di aiuti e supportare in Italia tutti coloro che hanno richiesto assistenza, organizzando l'arrivo di bambini bisognosi di cure, che saranno trasportati nel Paese nelle prossime settimane con il supporto dell'Aeronautica Militare. Allo stesso tempo, stiamo collaborando con studenti e ricercatori palestinesi già iscritti alle università italiane, offrendo loro borse di studio". Finora sono arrivate oltre 2.400 tonnellate di aiuti, tra cui oltre 100 tonnellate di forniture sanitarie e di emergenza acquistate dalla FAO con fondi italiani.
Il governo italiano continuerà a valutare possibili proposte di sanzioni commerciali, assicurandosi tuttavia che "non abbiano un impatto sui civili israeliani, in particolare in una società multireligiosa con componenti arabe e druse", ha ribadito Tajani. “L’Italia sostiene ogni misura contro Hamas e favorisce nuove sanzioni contro i coloni violenti e i ministri che hanno adottato posizioni inaccettabili su Gaza e la Cisgiordania, lavorando in coordinamento con i partner internazionali, a partire dalla Germania, per alleviare le sofferenze dei palestinesi e promuovere la pace, lontano da controversie che nulla hanno a che vedere con le sofferenze della popolazione”.
Il Ministro degli Esteri, tuttavia, ha lanciato un monito: "Le legittime critiche al governo israeliano non devono diventare un pretesto per alimentare l'antisemitismo in Italia e in Europa". L'Italia "ha rafforzato le misure di vigilanza e prevenzione a tutela delle comunità ebraiche, compresi i cittadini israeliani presenti nel Paese per turismo, assicurando che nessuno venga discriminato a causa delle proprie idee o della propria religione".
L'antisemitismo, ha affermato, "non può essere tollerato nella società contemporanea, né in Italia né in Europa, e le azioni del governo israeliano non possono essere imputate agli ebrei. In un mondo segnato da drammatici conflitti, le parole hanno un peso enorme: è fondamentale abbassare i toni e ricordare che tutti servono la Repubblica Italiana, non Israele". Il Ministro ha anche risposto a una domanda sulla spedizione di armi italiane in Israele, attaccando duramente il senatore, chiedendo: "L'Italia non ha inviato armi o munizioni a Israele".