AGI - Il mercato degli auricolari sta diventando uno dei terreni più vivaci dell'elettronica di consumo. Alle tradizionali cuffie Bluetooth si affiancano modelli open-ear, sistemi sempre più evoluti di cancellazione del rumore e funzioni basate sull'intelligenza artificiale.
Anker e Huawei sono tra i marchi che nelle ultime settimane hanno concentrato maggiormente le novità su questi fronti: la prima portando l'AI direttamente all'interno di diverse tipologie di cuffie e auricolari, la seconda puntando sui nuovi FreeBuds Neo e sull'integrazione fra cancellazione adattiva, audio ad alta risoluzione e compatibilità tra ecosistemi.
Intanto Apple, Honor e Shokz aggiornano le rispettive gamme e, quasi in controtendenza, torna a guadagnare spazio anche il vecchio cavo, ora soprattutto in versione USB-C.
Anker punta sull'AI, dalle clip alle cuffie over-ear
Tra le gamme più articolate c'è quella di Anker, che proprio a Ifa Berlino ha annunciato la progressiva riunificazione sotto un unico marchio dei brand Anker, soundcore, eufy, Solix ed eufyMake. Nell'audio rimane riconoscibile il nome soundcore, ma il filo conduttore delle nuove proposte è il chip THUS AI, sviluppato dall'azienda per eseguire direttamente sul dispositivo alcune elaborazioni basate sull'intelligenza artificiale. La tecnologia era stata introdotta sulla serie Liberty 5 Pro e viene ora estesa a diversi formati di cuffie e auricolari.
Gli AeroClip 2 e AeroClip 2 Pro adottano il formato a clip open-ear: non chiudono quindi il canale uditivo e permettono di ascoltare musica o podcast continuando a percepire i rumori esterni. Utilizzano driver da 12 millimetri, supportano il codec LDAC e integrano funzioni di traduzione tramite AI. L'autonomia dichiarata è di otto ore, che salgono a 33 utilizzando la custodia; dieci minuti di ricarica consentono, secondo Anker, fino a quattro ore di ascolto. Sono previsti anche Bluetooth 6.0 e ricarica wireless.
Chi preferisce invece una cuffia tradizionale trova le Space 2 Pro, modello over-ear con cancellazione attiva del rumore. Anche in questo caso il chip THUS viene impiegato insieme a microfoni e sensori per gestire la voce durante le telefonate. L'autonomia indicata è di 30 ore con ANC attivo e 60 ore disattivandolo. Al formato classico si affiancano poi i Liberty Buds 2, auricolari in-ear che utilizzano otto sensori dedicati alla gestione delle chiamate e driver da 9,2 millimetri.
Un segmento ancora diverso è quello degli auricolari per il riposo. Gli Sleep 4 e Sleep 4 Pro sono progettati per ridurre i rumori durante la notte; la versione Pro raccoglie inoltre dati come frequenza cardiaca e variabilità del battito e utilizza il sistema BioSync per adattare i contenuti sonori. La custodia dispone di touchscreen e può essere utilizzata per impostare la sveglia o consultare le informazioni raccolte senza aprire lo smartphone.
Huawei FreeBuds Neo, cancellazione adattiva e audio ad alta definizione
Tra le novità più recenti ci sono gli Huawei FreeBuds Neo, arrivati sul mercato italiano a settembre. Huawei concentra il nuovo modello su tre elementi: cancellazione adattiva del rumore, qualità della trasmissione audio e compatibilità con dispositivi appartenenti a ecosistemi differenti.
Per limitare i rumori esterni, i FreeBuds Neo utilizzano un'architettura di cancellazione a doppio canale, affiancata dal chip audio di terza generazione e da algoritmi che analizzano l'ambiente circostante e modificano automaticamente l'intensità dell'intervento. Secondo i test di laboratorio dell'azienda, la profondità media della cancellazione può raggiungere i 30 dB sulle frequenze comprese fra 50 Hz e 20 kHz. Il sistema è stato progettato anche per rendere più graduali i cambiamenti della pressione percepita nell'orecchio quando varia il livello di cancellazione.
Sul fronte del suono, Huawei introduce una nuova unità driver Turbo, con una gamma di frequenze dichiarata compresa fra 10 Hz e 48 kHz. Collegati a dispositivi Huawei compatibili, gli auricolari possono raggiungere una trasmissione lossless ad alta risoluzione fino a 2,3 Mbps; con altri smartphone compatibili con LDAC il bitrate può arrivare fino a 990 kbps. In termini semplici, una maggiore quantità di dati audio può essere trasferita agli auricolari, con l'obiettivo di conservare più informazioni presenti nella registrazione originale.
C'è poi l'audio spaziale a 360 gradi, elaborato direttamente dagli auricolari. Attraverso l'app Huawei Audio Connect sono disponibili sia una modalità spaziale fissa sia il tracciamento dinamico della testa, che modifica la provenienza apparente del suono seguendo i movimenti di chi indossa gli auricolari. La funzione può essere utilizzata anche su dispositivi Android e iOS compatibili e non richiede che il contenuto originale sia stato realizzato specificamente in audio spaziale.
Huawei insiste anche sull'utilizzo trasversale tra ecosistemi. I FreeBuds Neo supportano Android, iOS e Windows e possono rimanere collegati contemporaneamente a due dispositivi con sistemi operativi differenti, permettendo ad esempio di passare dal computer allo smartphone. Attraverso smartwatch Huawei compatibili sarà inoltre possibile, con successivi aggiornamenti software, connettere gli auricolari, modificare la cancellazione del rumore e gli effetti audio, controllare la batteria o localizzarli senza passare dal telefono.
Anche il formato punta sulla leggerezza. Ogni auricolare pesa circa 4,8 grammi e Huawei dichiara di averne studiato la forma sulla base di dati relativi alle diverse conformazioni dell'orecchio, con l'obiettivo di distribuire la pressione e mantenere stabile l'auricolare anche durante il movimento. La custodia, denominata Mini Shuttle, ha una forma arrotondata; le colorazioni previste sono argento, rosa, bianco e nero.
I Huawei FreeBuds Neo costano 129 euro e sono disponibili sullo Huawei Store e nei principali negozi di elettronica. Al momento del lancio Huawei prevede inoltre 12 mesi di Loss Care, il servizio che consente, in caso di perdita o danneggiamento, di sostituire un singolo auricolare pagando metà del suo prezzo ufficiale.
Apple aggiorna gli AirPods
Apple porta invece sul mercato gli AirPods 5, che mantengono la struttura open-ear ma introducono una nuova architettura acustica e una versione aggiornata dell'Adaptive EQ. L'azienda dichiara una riduzione del rumore fino al 50% superiore rispetto agli AirPods 4 con ANC e affianca alla cancellazione una modalità Trasparenza pensata per lasciare percepire voci e suoni circostanti. È presente anche il rilevamento della conversazione, che abbassa automaticamente il volume quando chi indossa gli auricolari inizia a parlare.
Fra le funzioni software trova spazio la Traduzione in tempo reale, basata su Apple Intelligence. La versione con custodia wireless aggiunge il controllo del volume tramite scorrimento sullo stelo e offre fino a cinque ore di ascolto con ANC attivo, per un totale massimo di 22 ore utilizzando la custodia. I prezzi indicati sono 149 euro per il modello base e 169 euro per quello con custodia di ricarica wireless, con disponibilità nei negozi dal 18 settembre.
Shokz porta l'open-ear fuori dallo sport
L'open-ear è anche al centro degli Shokz OpenDots 2 e OpenDots Air, arrivati in Italia a luglio. Sono auricolari a clip: invece di essere inseriti nel condotto uditivo si appoggiano all'orecchio, lasciandolo aperto.
Gli OpenDots 2 utilizzano due driver da 11,8 millimetri, tecnologia direzionale per limitare la dispersione del suono e Dolby Audio. Per le telefonate combinano un microfono a conduzione ossea con sensori tradizionali e sistemi di elaborazione basati sull'AI. L'autonomia indicata arriva a 10 ore e a 40 con la custodia, con ricarica anche wireless e certificazione IP57. Gli OpenDots Air riducono il peso a 6,3 grammi per auricolare, offrono nove ore di ascolto e 36 complessive con la custodia e supportano la connessione multipoint. I prezzi indicati sono rispettivamente 199 e 139 euro.
Honor Earbuds 4, due driver e ANC fino a 50 dB
Gli Honor Earbuds 4, lanciati a giugno, utilizzano invece una configurazione a doppio driver: uno da 11 millimetri dedicato soprattutto alle basse frequenze e uno da 6 millimetri destinato agli alti. Una funzione denominata Enhanced Surrounding Sound elabora il segnale per ricreare una scena sonora tridimensionale.
La cancellazione attiva del rumore impiega tre microfoni e, secondo i dati di laboratorio dell'azienda, può raggiungere i 50 dB. Sono disponibili tre livelli di intervento e una modalità trasparenza. Honor utilizza inoltre algoritmi AI per isolare la voce durante le telefonate. L'autonomia dichiarata è di nove ore per singola carica e fino a 46 con la custodia; dieci minuti collegati alla corrente consentono fino a tre ore di ascolto. Il prezzo di lancio indicato è di 69,90 euro.
Il filo torna, ma adesso passa dalla USB-C
La parte forse meno prevedibile delle novità 2026 riguarda il ritorno delle cuffie cablate. Secondo il materiale fornito dai produttori, dopo cinque anni di contrazione i ricavi delle cuffie wired sono tornati a crescere all'inizio del 2026. A favorirle sono soprattutto la semplicità: non hanno una batteria da ricaricare, non richiedono associazione Bluetooth e possono essere collegate direttamente a molti degli smartphone, tablet e computer più recenti attraverso USB-C.
Teufel MOVE 2 segue precisamente questa impostazione. Sono auricolari in-ear USB-C con driver da 9,1 millimetri e scheda audio digitale integrata, compatibili in modalità plug-and-play con smartphone, computer, tablet e console portatili. Microfono e telecomando sono inseriti nel cavo, lungo 1,30 metri. Il prezzo indicato è 29,99 euro.
JBL propone una piccola gamma cablata che comprende le Tune 520C, cuffie on-ear USB-C pieghevoli con driver da 32 millimetri, le Tune 305C, auricolari con driver da 12,5 millimetri, e le sportive Endurance Run 3C, certificate IP65 e utilizzabili anche facendo passare il cavo dietro l'orecchio. I prezzi indicati vanno dai 17,99 euro delle Tune 305C ai 59,99 delle Tune 520C.
Anche JVC mantiene entrambe le strade: le HA-FR17UC utilizzano USB-C e integrano un convertitore digitale-analogico, mentre le più tradizionali HA-F17M conservano il jack da 3,5 millimetri. Le HA-S33UC portano invece USB-C in un formato on-ear pieghevole destinato soprattutto a lavoro, studio, video e chiamate.