Come è nata la bufala sulla morte della Regina Elisabetta

di Luisa Berti

Ecco come nasce e si sviluppa una notizia falsa:

  • Ci deve essere uno spunto di cronaca o un fondo di verità: affinchè una voce o una notizia falsa si diffonda è necessario partire da alcuni elementi che la possano rendere credibile. In questo caso ce ne erano due: l'influenza della Regina Elisabetta, che le ha impedito di partecipare ad alcuni tradizionali appuntamenti di Natale tra cui la messa a Sandringham, dalla quale non manca da 28 anni, e i molti personaggi famosi morti nel 2016.

  • L'inizio della diffusione della 'fake news': il 29 dicembre alle ore 6:20

  • Mattina del 29 dicembre - A poco a poco la voce comincia a diffondersi, i tweet si moltiplicano e se ne parla anche fuori dalla rete.
  • 29 dicembre dopo mezzogiorno - Un falso account della Bbc pubblica il tweet sulla morte della Regina. Pur essendo un'imitazione grezza della versione ufficiale il post riesce ad ingannare alcune persone che lo ritwittano, prima che arrivi l'ondata di debunking.
  • Notte del 29 dicembre - Il falso account della Bbc viene sospeso e l'hashtag #MediaBlackOut inizia ad essere deriso dagli utenti.
  • 30 dicembre ore 6:35 di mattina - Una ragazza in un tweet scrive "La Bbc è meglio che trovi qualcosa da dire nell'edizione delle 8 o avremo bisogno di 12 giorni di lutto per recuperare il sonno perso per #mediablackout" .
  • Mattina del 30 dicembre - Questo è il momento in cui un hashtag senza un minimo di fondamento dovrebbe scomparire. E invece nel corso della mattinata del 30 dicembre i tweet si sono moltiplicati così tanto che l'hashtag #MediaBlackOut è diventato trend topic. Un account è stato particolarmente incisivo: "C'è sempre un #MediaBlackOut per i grandi crimini e le bugie dei governi degli Stati Uniti e del Regno Unito (ad esempio armare i terroristi jihadisti in Siria).

Le caratteristiche di un account falso

  • 30 dicembre fine giornata - Dopo essere diventato trend topic per quasi 2 giorni, l'hashtag #MediaBlackOut è 'morto'.
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