La crisi costituzionale in Polonia si è intensificata e si è ormai estesa oltre il sistema giudiziario: lo scontro tra il presidente nazionalista di destra Karol Nawrocki e il premier europeista Donald Tusk sulla composizione della Corte Suprema ha portato, ieri sera, la polizia a circondare l'edificio che ospita i giudici e il capo dello Stato a far invertire la rotta dell'aereo che lo stava portando in Senegal.
Le origini della disputa
La disputa risale al 2015, quando il partito di estrema destra PiS - di cui fa parte Nawrocki - ha iniziato a rimodellare il Tribunale, innescando anni di controversie sulla sua indipendenza e legittimità. Il governo di Tusk sostiene che l'istituzione sia stata presa in ostaggio e debba essere rimessa in sesto, mentre il PiS insiste che è legittima e accusa il premier di cercare di prenderne il controllo politico.
Lo scontro sui giudici
La questione immediata riguarda i giudici eletti dal Parlamento attuale, la cui autorità la dirigenza del Tribunale e il presidente Nawrocki rifiutano di riconoscere. Ora una di quei giudici, Anna Korwin-Piotrowska, ha emesso un ordine di sospensione del presidente della Corte, Bogdan Swieczkowski, e del suo vice. Per il PiS è un colpo di Stato e sull'account X ufficiale della Corte costituzionale si è parlato di un "colpo di Stato"; alcuni manifestanti hanno gridato "Tusk traditore" e hanno tentato di forzare le barriere di sicurezza. La polizia ha riferito che tre persone sono state arrestate.
Le accuse del PiS
Anche il leader di PiS, Jaroslaw Kaczynski, è accorso in piazza ieri sera accusando il premier di aver orchestrato un “golpe contro il Tribunale costituzionale”, e ha denunciato che "la Polonia sta diventando uno stato di polizia" e avvertendo che "da lì la strada verso l'autoritarismo è dritta".
Le dimissioni degli ambasciatori
Due ambasciatori polacchi hanno annunciato le proprie dimissioni in seguito alla crisi.
I colloqui di crisi
Nel tentativo di calmare le acque, Nawrocki ha convocato colloqui di crisi urgenti con i rappresentanti dei partiti in Parlamento e ha chiesto il ritiro della polizia dalla sede della Corte. Per il presidente, la situazione rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale, mentre Tusk, dal canto suo, continua a respingere le accuse sottolineando che ripristinare lo stato di diritto è un dovere del suo governo.