AGI - Papa Leone ha tolto le limitazioni salariali ai dipendenti del Vaticano. Con la Lettera Apostolica in forma di 'Motu Proprio', pubblicata oggi, ha revocato il 'Motu Proprio' del 2021 di Papa Francesco "Un futuro sostenibile" che, a causa dell'emergenza dettata allora dalla pandemia di Covid-19, decurtava gli stipendi di porporati, capi e segretari dei Dicasteri, chierici o religiosi.
A chi è rivolto
L'abrogazione è a decorrere dal primo settembre, si legge nel 'Motu Proprio' di Leone, "facendo tuttavia salvi, in via definitiva, gli effetti prodotti nel periodo della sua vigenza, ivi compresi gli effetti prodotti dalla sospensione della maturazione degli scatti biennali di anzianità di cui all'art. 5, che rimane definitivamente acquisita". In altre parole, tutto cio' che è successo o che è stato applicato mentre quella legge era in vigore rimane invariato, incluso il congelamento della maturazione degli scatti di anzianita'.
Anche i cardinali ovviamente beneficeranno delle nuove norme sugli stipendi in Vaticano. Per loro quindi, dai prossimi giorni, gli scatti di anzianita' tornano a essere conteggiati e con l'abrogazione del "contenimento salariale" lo stipendio tornera' come era prima del blocco deciso da Francesco. Resta pero' congelato il pregresso.