AGI - Dai generi alimentari alla tecnologia, dalle automobili ai servizi di streaming, fino ai viaggi: migliaia di canadesi stanno boicottando prodotti e aziende statunitensi in risposta ai dazi e alle minacce del presidente Donald Trump contro il loro Paese.
Il fenomeno, partito all'inizio dello scorso anno, ha ripreso forza dopo l'imposizione questa settimana di dazi statunitensi del 50% su 20 miliardi di dollari di merci canadesi. Lo racconta il Guardian che ha raccolto le testimonianze di tanti che hanno modificato le proprie abitudini quotidiane. Molti acquistano soltanto prodotti alimentari canadesi, evitano di recarsi negli Stati Uniti e hanno rinunciato a Netflix, Amazon Prime, Apple Tv e Disney+, oltre che a Tesla, Jack Daniel's e ai social network statunitensi.
I dati del sondaggio
Secondo un sondaggio Angus Reid pubblicato a luglio, il 40% dei consumatori controlla attivamente la provenienza dei prodotti alimentari e la maggioranza cerca di evitare quelli statunitensi. "Se è prodotto negli Stati Uniti, non lo compro", ha raccontato Elizabeth Lorenz, un'insegnante in pensione di 68 anni che vive a Nanaimo, nella Columbia Britannica. La donna ha iniziato a coltivare patate dolci nel proprio orto perché nei negozi trovava soltanto quelle provenienti dagli Usa.
Gli slogan del boicottaggio
Il boicottaggio viene indicato con gli acronimi Abus, "Anything but US", qualsiasi cosa tranne gli Stati Uniti, e Abusa, "Anywhere but USA", ovunque tranne che negli Usa. Si è diffuso anche lo slogan "Elbows Up!", un'espressione dell'hockey che invita a opporre una difesa decisa.
Le testimonianze dei cittadini
"Bisogna trovarsi in Canada per capire quanto sia profonda l'animosità verso gli Stati Uniti, anche al di là delle appartenenze politiche", ha affermato Denise, residente a Winnipeg. "Non voliamo con compagnie statunitensi, non pernottiamo negli hotel americani, non facciamo nemmeno scalo negli aeroporti degli Usa e abbiamo trasferito i nostri investimenti verso società canadesi", ha spiegato.
I costi della scelta
Il boicottaggio comporta spesso costi maggiori. William McDonald, meccanico di 38 anni dell'Ontario, ha calcolato di spendere circa mille dollari canadesi in più all'anno per acquistare birra nazionale e una cinquantina di dollari in più alla settimana per la spesa. "E sono comunque felice di farlo", ha assicurato.
L'addio alla tecnologia americana
Altri hanno sostituito anche i dispositivi elettronici. James Buchan, informatico di 36 anni di Halifax, ha venduto MacBook, iPhone, AirTag e AirPods, abbandonando anche Facebook, Reddit, Instagram e WhatsApp. "La tecnologia è stata la cosa più facile: non mi mancano affatto né l'iPhone né il Mac", ha dichiarato.
Viaggi e cambiamenti permanenti
Numerosi canadesi hanno inoltre smesso di viaggiare negli Stati Uniti, scegliendo il Messico, i Caraibi o l'Europa. Jane, un'insegnante dell'Ontario, ha raccontato di guidare per quattro ore fino a Toronto per assistere a concerti ed eventi sportivi che prima seguiva a Detroit, distante appena un'ora. Per molti il cambiamento è destinato a diventare permanente.
Le prospettive future
"Non tornerò ad acquistare prodotti statunitensi neppure se cambierà il governo, perché gli Stati Uniti sono inaffidabili", ha affermato Sarika, docente universitaria di Vancouver. "È stato doloroso e scioccante vedere il nostro migliore amico rivoltarsi contro di noi, ma il Canada ne uscirà più forte e più sano", ha concluso Kurt, un ingegnere in pensione di Calgary.