AGI - Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran ha “mantenuto la sua parola” sul cessate il fuoco con gli Stati Uniti, dopo che il presidente Donald Trump ha sostenuto che la tregua fosse terminata pur aprendo a nuovi negoziati.
“L'Iran ha mantenuto la sua parola, a differenza del cosiddetto Segretario del Tesoro degli Stati Uniti che sta violando il paragrafo 9 del MoU”, ha scritto Araghchi su X, riferendosi alla clausola che vieta il dispiegamento di ulteriori forze statunitensi nella regione. Araghchi, nel frattempo, è arrivato a Muscat, capitale dell'Oman, alla guida di una delegazione diplomatica per discutere del futuro dello Stretto di Hormuz.
Secondo il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaiel Baghaei, la visita rappresenta "la prosecuzione delle consultazioni avviate con l'Oman negli ultimi due mesi sullo Stretto di Hormuz", uno dei "punti chiave del memorandum d'intesa per porre fine alla guerra". Baghaei ha affermato che l'Iran "si è assunto chiaramente la responsabilita' di definire accordi ordinari e di garantire i servizi marittimi connessi al traffico navale nello Stretto di Hormuz", assicurando che Teheran è "molto determinata" a rispettare gli impegni assunti.
In base al memorandum, l'Iran deve coordinarsi e cooperare con l'Oman sulla gestione dello Stretto. Finora, ha aggiunto il portavoce, si sono gia' svolti diversi round di colloqui tecnici sia a Teheran sia a Muscat.
La visita avviene dopo che il rappresentante permanente iraniano all'Onu, Amir Saeid Iravani, aveva chiesto alle Nazioni Unite di fermare gli attacchi degli Stati Uniti, minacciando il mancato rispetto dell'accordo di giugno qualora Washington non avesse interrotto le operazioni militari.
Iran e Oman stanno negoziando un protocollo di sicurezza per disciplinare la navigazione nello Stretto dopo le restrizioni imposte dai Guardiani della Rivoluzione iraniani. Tre settimane fa Muscat ha inoltre introdotto un corridoio marittimo temporaneo, esente da pedaggi, per agevolare il transito lungo la strategica via d'acqua, attraverso la quale prima dello scoppio della guerra transitava circa un quinto del petrolio mondiale.
Fonti Usa a Cbs, iraniani ammettono errore nel colpire navi
Intanto, l'Iran ha ammesso in privato con gli Stati Uniti di aver commesso un errore attaccando le navi commerciali nello Stretto di Hormuz e vuole proseguire i negoziati con l'amministrazione del presidente Donald Trump. Lo hanno riferito alti funzionari americani - riporta Cbs News - secondo i quali emissari di Teheran hanno spiegato che gli attacchi sarebbero stati opera di una fazione "deviata" di oltranzisti intenzionata a sabotare il dialogo con Washington.
La Casa Bianca considera tuttavia gli attacchi una violazione del cessate il fuoco e chiede che l'Iran riconosca pubblicamente le proprie responsabilità. Trump ha comunque dato mandato alla squadra negoziale, guidata dal vicepresidente JD Vance, dal genero Jared Kushner, dall'inviato speciale Steve Witkoff e dal segretario di Stato Marco Rubio, di proseguire i colloqui. Un nuovo incontro è previsto domani in Oman.
"Sono tornati al tavolo e hanno detto: 'Abbiamo sbagliato. Abbiamo commesso un errore. Continuiamo a parlare'", ha dichiarato uno dei funzionari.
Secondo l'amministrazione americana, dopo il vertice in Oman Teheran dovrà chiarire che intende mantenere aperto lo Stretto di Hormuz e gestirlo come prima dell'inizio del conflitto. In caso contrario, ha avvertito un alto funzionario, "non sarà una buona giornata per loro". Un altro esponente dell'amministrazione ha definito quella attuale "una fase di attesa per vedere cosa accadrà". I funzionari hanno spiegato che gli iraniani attribuiscono gli attacchi contro il traffico commerciale a un'entità "deviata" interna al sistema di potere iraniano. Washington, però, offre una lettura diversa. Secondo gli Stati Uniti, il memorandum prevedeva che la corsia meridionale dello Stretto, lungo la costa dell'Oman, restasse aperta alla navigazione. L'Iran sarebbe però rimasto sorpreso dalla rapidità con cui il traffico commerciale, in particolare quello di petrolio e gas, si è concentrato su quella rotta, decidendo quindi di fare marcia indietro sugli impegni assunti.
L'amministrazione Trump ribadisce che risponderà con strumenti militari ed economici se Teheran dovesse tornare ad assumere comportamenti ostili. Il presidente, hanno aggiunto i funzionari, è disposto a concedere ai negoziatori tempo per raggiungere un'intesa, "ma non molto".
Media, sentite esplosione nell'est del Paese
Sono state udite delle esplosioni nell'est dell'Iran. Lo riferiscono i media iraniani. Non è ancora chiara l'origine delle deflagrazioni avvertite. Le esplosioni udite a est di Teheran sono legale al brillamento di residui bellici.