AGI - Il vertice Nato di Ankara si apre all'insegna del rafforzamento dell'industria della difesa, con nuovi programmi multinazionali, investimenti per decine di miliardi di dollari e una fitta agenda di incontri tra i leader dell'Alleanza.
Il segretario generale Mark Rutte ha annunciato che nel corso della giornata alleati e aziende delle due sponde dell'Atlantico presenteranno nuovi progetti e firmeranno contratti "per miliardi, letteralmente miliardi di dollari", ha dichiarato al Forum dell'industria della difesa. "Si tratta di miliardi investiti nella nostra sicurezza, per dare impulso alle nostre economie e sostenere centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro: denaro ben speso"
Al vertice Nato attesa per l'agenda Trump
Ad Ankara è arrivato anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che oltre ai lavori del summit avrà una serie di incontri bilaterali, tra cui quelli con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e con il presidente siriano Ahmed al-Sharaa. Zelensky ha indicato come priorità per Kiev nuovi sistemi di difesa aerea, missili, licenze di produzione e nuovi accordi sui droni. L'Air Force One è atterrato in Turchia a fine mattinata.
Rutte annuncia nuovi investimenti nella difesa
Il segretario generale della Nato ha annunciato un'iniziativa di cooperazione industriale tra alleati europei e Stati Uniti dal valore di 2,81 miliardi di dollari, alla quale partecipano 17 Paesi dell'Alleanza, tra cui anche l'Italia.
Rutte ha inoltre presentato la Nato Drone Edge Initiative, un programma che prevede investimenti per oltre 40 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni per rafforzare le capacità anti-drone dell'Alleanza. Il piano comprende l'acquisizione di nuovi sistemi, la creazione di un mercato comune per gli equipaggiamenti anti-drone, nuovi contratti per droni di sorveglianza e un aumento di cinque volte del numero di operatori di droni addestrati entro la fine del 2027.
"Lo scorso anno" ricorda Rutte "37 miliardi di dollari sono stati investiti solo per potenziare la nostra base industriale della difesa. Pensate a questa cifra: 37 miliardi per potenziare la nostra base industriale della difesa. Quindi, fabbriche più grandi, nuove linee di produzione, maggiore capacità produttiva". Secondo le proiezioni della Nato, inoltre, "entro il prossimo anno l'alleanza avrà la capacità di produrre circa 4 milioni di proiettili di artiglieria all'anno, quasi il doppio rispetto all'anno scorso".
La metafora calcistica
Rutte ricorre poi ai Mondiali di calcio per trasmettere il messaggio di una necessaria unità per vincere. "Visto che siamo nel pieno dei Mondiali" ecco "una piccola analogia calcistica, e lo faccio con il cuore pesante, perché l'Olanda, il mio Paese, è stata eliminata, così come Curaçao, che fa parte del Regno dei Paesi Bassi, ma mantengo comunque l'analogia calcistica", ha evidenziato il segretario generale nel suo intervento al Forum della difesa del vertice della Nato.
"C'è una cosa che il calcio ci insegna: nessuna squadra vince grazie a un singolo giocatore eccezionale. Abbiamo bisogno di un portiere, di difensori, di centrocampisti, e sì, tutti notano il giocatore che segna il gol della vittoria, ma dietro ogni giocatore e squadra vincente in campo ci sono molti altri in panchina e dietro le quinte: gli allenatori, i preparatori atletici, gli analisti, le persone che si assicurano che tutto funzioni. Ognuno conta, nessuno vince da solo", ha spiegato.
Airbus e Triton
Tra gli annunci figura anche la prossima consegna del decimo Airbus A330 MRTT alla flotta multinazionale di aerocisterne della Nato, che salirà progressivamente a dodici velivoli. Parallelamente prende il via un nuovo progetto multinazionale dedicato all'Airbus A400M, destinato a rafforzare le capacità di trasporto strategico dell'Alleanza.
"Abbiamo bisogno di una rivoluzione industriale transatlantica nel settore della difesa: il ronzio dei macchinari deve trasformarsi in un ruggito"
Secondo Rutte, entrambe le iniziative rappresentano un esempio di cooperazione industriale tra Europa, Nato, Unione europea e partner statunitensi, contribuendo a mantenere la superiorità della potenza aerea dell'Alleanza nei prossimi decenni.
La Nato rafforzerà inoltre le proprie capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) con l'acquisizione di fino a cinque droni ad alta quota e lunga autonomia Triton, prodotti da Northrop Grumman. I velivoli saranno impiegati nelle missioni di sorveglianza marittima e consentiranno di monitorare vaste aree, proteggere le linee di comunicazione e rafforzare la presenza dell'Alleanza anche nell'Alto Nord.
Von der Leyen e l'importanza di Safe
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha ribadito l'importanza di Safe, il programma di prestiti comuni dell'Ue per la difesa, e annunciato che finora sono stati "firmati dieci accordi per un totale di 100 miliardi di euro". Lo ha dichiarato in un panel al Forum dell'industria della Difesa della Nato.
"Safe è per noi molto importante, come ho detto, per quanto riguarda gli appalti congiunti, e abbiamo buone notizie. Abbiamo stipulato finora 10 accordi per un valore di 100 miliardi di euro", ha spiegato.
"Safe è per progettazione aperta anche a partner e altri Paesi. Il 35% dei componenti può provenire da Paesi al di fuori dell'Unione europea, ma ovviamente il 65% deve essere all'interno dell'Unione europea ed è proprio questo il punto su come rafforziamo la base industriale della difesa, perché con questi soldi dei contribuenti vogliamo ovviamente un ritorno sull'investimento e vogliamo buoni posti di lavoro in Europa, vogliamo ricerca e sviluppo in Europa", ha aggiunto.
Zelensky: "La guerra si è spostata nei cieli"
La guerra tra Russia e Ucraina si è spostata nei cieli, con gli attacchi incrociati di droni contro le infrastrutture energetiche e militari, ma Kiev ha difese aeree insufficienti a intercettare i missili balistici e gli alleati devono provvedere. È quanto ha affermato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un'intervista concessa al Financial Times prima di partire per il vertice Nato di Ankara.
"Oggi credo che la vittoria in questa guerra appartenga a chi è più intelligente", ha affermato Zelensky, "se fermi il nemico sul campo di battaglia, se fermi la guerra sulla terraferma e se gli neghi il dominio in mare - come abbiamo fatto con i nostri droni navali, respingendo la flotta russa - allora il prossimo campo di battaglia diventa il cielo. E, francamente, in questo scontro conta molto meno chi ha il territorio più esteso".
"Siamo entrati nel dominio aereo. E in aria siamo già competitivi", ha proseguito il leader di Kiev, "rimane solo un'incognita. Purtroppo, il problema è la difesa antimissile balistica. Questa è la principale debolezza in questa situazione". Zelensky ad Ankara cercherà di convincere gli alleati a riempire questo vuoto. "Comprendiamo che ogni Paese della Nato ha stabilito dei limiti al numero di missili e sistemi di difesa aerea che deve mantenere in servizio", ha ammesso Zelensky, che chiederà agli europei la condivisione di "tecnologie e capacità industriali", ad esempio con la produzione su licenza, "perché non ci saranno mai abbastanza Patriot per tutti".
Il presidente ucraino è fiducioso che l'impatto psicologico ed economico dei continui attacchi con droni finirà per modificare i calcoli di Putin. "Quando non saranno più cento droni a volare verso Mosca, ma mille... Allora capirà", ha concluso Zelensky, "vedrete i suoi consiglieri esortarlo a trasferirsi da qualche parte oltre gli Urali. Più Putin si allontana da Mosca, più vicina sarà la fine della guerra".
Il futuro della Nato e gli altri temi caldi
Al summit partecipa anche il premier spagnolo Pedro Sanchez, deciso a respingere eventuali nuove critiche del presidente americano sulla spesa militare di Madrid. Il governo spagnolo ribadisce di aver raggiunto gli obiettivi di capacità fissati dalla Nato per il 2025 e ricorda di essere tra i principali contributori alle missioni dell'Alleanza, pur continuando a non condividere l'obiettivo di destinare il 5% del Pil alla difesa.
Il presidente della Finlandia, Alexander Stubb, ha invece ringraziato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, per la sua "disponibilità a ospitare negoziati per ottenere una pace sostenibile e giusta in Ucraina". Stubb ha avuto un incontro con Erdogan prima del summit della Nato che si tiene ad Ankara. "La Turchia è un alleato importante per la Finlandia sia in termini di sicurezza che di economia", ha commentato il presidente finlandese.