AGI - Quella alla cena dei corrispondenti all'Hotel Hilton di Washington è la terza volta che Donald Trump viene coinvolto in un attentato che ne poteva mettere a rischio la vita.
I precedenti attacchi a Donald Trump: Butler e West Palm Beach
Nel luglio del 2024 il tycoon venne colpito di striscio al volto da uno sparo durante un comizio per la corsa per un secondo mandato alla Casa Bianca a Butler, in Pennsylvania. L'attentatore, che aveva esploso otto colpi dal tetto di un capannone prima di essere ucciso, centrò un pompiere volontario, poi deceduto.
A settembre dello stesso anno, l'allora candidato repubblicano fu messo nel mirino mentre giocava a golf nel suo club di West Palm Beach: un agente del Secret Service si accorse della canna di un fucile che sbucava dalla recinzione e aprì mettendo in fuga l'uomo armato, un 58enne delle Hawaii che odiava Trump ed era un sostenitore dell'Ucraina nel conflitto contro la Russia.
Dall'assalto al Campidoglio a Charlie Kirk
In una stagione politica violenta inaugurata dall'assalto al Campidoglio del 2021 per contestare la vittoria di Joe Biden e i presunti brogli contro Trump, si inserisce anche l'assassinio di Charlie Kirk, l'attivista di destra alleato Maga del presidente ucciso nel settembre 2025 alla Utah Valley University.
La storia degli attentati ai Presidenti USA: da Lincoln a McKinley
Gli attentati contro i presidenti degli Stati Uniti hanno una lunga storia che fu inaugurata nel 1865 dall'omicidio di Abraham Lincoln, il primo presidente repubblicano, ucciso dal sudista John Wilkes Booth alla fine della Guerra di Secessione. Nel 1880 fu ucciso un altro presidente, James Garfield, mentre si apprestava a prendere un treno alla stazione di Washington. Nel 1901 toccò a William McKinley, ucciso dall'anarchico Leon Czolgosz, punito poi con la sedia elettrica.
Il trauma di JFK, il delitto di Bob Kennedy e il caso Reagan
Il 22 novembre 1963 fu assassinato il presidente JF Kennedy a Dallas, centrato da colpi di fucile mentre si trovava a bordo della limousine del corteo presidenziale. A sparare fu Lee Harvey Oswald: operaio di simpatie sovietiche, arrestato nel giro di poche ore e a sua volta ucciso, due giorni dopo, per mano di Jack Ruby. Sul più famoso attentato della Storia moderna americana sono sorte le più disparate teorie complottistiche.
Il fratello di JFK, Bob, si candidò alla nomination democratica nel 1968 ma il 5 giugno di quell'anno, dopo aver vinto le primarie in California, fu venne freddato a Los Angeles a colpi di revolver dall'immigrato giordano-palestinese, Sirhan Sirhan.
Anche Ronald Reagan nel 1981, un anno dopo l'elezione alla Casa Bianca: mentre si trovava a Washington per un discorso, fu gravemente ferito da uno dei 7 colpi di arma da fuoco esplosi da John Hinckley Jr., uno squilibrato ossessionato da Jodie Foster di cui voleva attirare l'attenzione.