Sui mercati niente bolle pericolose

Rialzi giustificati. Le quotazioni di azioni e obbligazioni non sono sostenute da un eccesso di liquidità ma dal miglioramento di fiducia e profitti
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TASSI E BOLLE
La liquidità creata dalle banche centrali giace ancora inoperosa e i rialzi dei mercati non sono dovuti ai carry trade (indebitarsi in valute a tassi bassi e investire in valute a tassi alti) ma all'aumento dei profitti legato alla ripresa.

ALTRE PROVE DI EXIT
Le strategie di uscita – ha detto bene il Fmi – riguardano per l'80% i bilanci pubblici. Ma sul lato monetario (l'altro 20%) si moltiplicano i fatti – anche la Norvegia ha aumentato i tassi, dopo Australia (due volte) e Israele – e i pronunciamenti, sia da parte Fed che da parte Bce.

CONFERME DI RIPRESA
Occupazione e disoccupazione sono indicatori ritardati, e le cattive notizie da quella parte non sono finite. Ma gli indicatori anticipatori sono ottimistici e corali. Il terzo trimestre ha visto un ritorno di segni positivi in America, e anche Europa e Italia vedranno la svolta.

TASSI IN ATTESA
La politica monetaria ha messo l'autopilota. I tassi-guida sono sul basso-stabile, finché i venti contrari della crisi continuino a mantenere il livello di attività lontano dal potenziale. E i tassi a lunga sono fermi, con qualche riduzione di quelli corporate, in linea con un minor rischio per l'economia.

13/11/2009
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