AGI - Il presidente della Fed americana ha affermato che il boom dell'intelligenza artificiale rappresenta lo sviluppo più carico di conseguenze per l'economia mondiale di tutta la sua vita, prevedendo una dinamica positiva ma "disseminata di ostacoli", che le banche centrali devono monitorare con attenzione.
"Direi che l'avvento di questa nuova tecnologia costituisce probabilmente il cambiamento più determinante per l'economia americana e mondiale di tutta la mia vita", ha dichiarato Kevin Warsh, a margine delle assemblee del Fmi e della Banca mondiale a Bangkok.
Prezzi in rialzo nel breve, ricchezza nel lungo periodo
L'espansione dell'intelligenza artificiale (IA), con gli investimenti colossali che genera, è diventata il principale motore della crescita dell'economia e del commercio mondiale, facendo al tempo stesso volare le Borse a Wall Street e in Asia.
Warsh ha spiegato di prestare attenzione, nel suo ruolo di banchiere centrale, alle implicazioni macroeconomiche del boom dell'IA: questo potrebbe causare un aumento dei prezzi nel breve termine, attraverso il surriscaldamento della domanda e degli investimenti, ma "ne deriverà, alla lunga, un vantaggio considerevole per l'economia mondiale", ha affermato. "Questo trasformerà l'economia reale. Anche se non sappiamo quali saranno gli effetti sull'occupazione nei prossimi 12-18 mesi, si può comunque supporre che questa tecnologia renderà più produttive le economie e le nazioni che sapranno sfruttarla. Genererà più ricchezza", ha insistito.
I timori del Fmi
Il Fondo monetario internazionale si è però detto preoccupato, questa settimana, anche per i rischi legati al boom dell'IA per l'economia e la stabilità finanziaria, nel caso di un'inversione di tendenza brusca dei mercati e degli investimenti, sullo sfondo dei dubbi sui profitti e sui guadagni di produttività del settore.
Warsh, che venerdì è intervenuto in una conversazione con la direttrice generale del Fmi Kristalina Georgieva, ha riconosciuto questi potenziali pericoli. "La strada sarà probabilmente disseminata di ostacoli: incertezze sulla nostra stessa comprensione della tecnologia, ma anche sulla struttura di mercato che finirà per imporsi. Chi riuscirà a trarne profitto? Quali conseguenze per chi ha scommesso sui guadagni, ma vede le proprie speranze scontrarsi con la realtà?", ha detto.
Tassi, nessuna indicazione dalla Fed
Sul fronte della politica monetaria, a metà settembre la Fed ha alzato i tassi di interesse a una forchetta compresa tra il 3,75% e il 4%, nel tentativo di contenere l'inflazione, ma a Bangkok Warsh si è rifiutato di fornire qualsiasi indicazione sulle mosse successive. "Cerchiamo naturalmente di capire cosa ci riserveranno il 2027 e il 2028, ma nessuno possiede una capacità di previsione infallibile", e la Fed esamina a ogni riunione i dati del momento "guardando fuori dalla finestra", ha spiegato.
L'elogio alla resilienza dell'economia
Il numero uno della Federal Reserve ha dichiarato che l'economia mondiale sta mostrando una "resilienza" inaspettata di fronte a forti shock, in una fase in cui le banche centrali di tutto il mondo stanno alzando i tassi in modo "sincronizzato" per frenare l'impennata dell'inflazione. "Quasi ovunque, l'economia globale sta dimostrando una resilienza che forse non avrei saputo prevedere cinque o sei mesi fa", ha affermato Kevin Warsh, a margine delle assemblee del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale a Bangkok.
Dalla primavera scorsa, la guerra in Medio Oriente ha provocato un'impennata dei prezzi degli idrocarburi, alimentando una fiammata inflazionistica a livello globale. Parallelamente, il boom degli investimenti nell'intelligenza artificiale sta contribuendo ad alimentare l'inflazione in molte economie, inclusi gli Stati Uniti. Una situazione che complica il quadro per la Fed, la quale, da oltre cinque anni, non riesce a raggiungere il suo obiettivo di lungo periodo di un'inflazione al 2% negli Stati Uniti.
Gli obiettivi di Warsh e della Fed
Da quando ha assunto la guida dell'istituto a maggio, Kevin Warsh si è impegnato a garantire il rispetto dell'obiettivo di stabilità dei prezzi: a settembre, la Fed ha alzato i tassi per la prima volta in tre anni, proprio per contrastare l'inflazione. Tuttavia, a Bangkok, Warsh non ha voluto fornire indicazioni sulle mosse future, in vista della riunione della Fed di novembre, durante la quale verranno decisi i tassi. I mercati prevedono una conferma dei livelli attuali, seguita da un nuovo rialzo a dicembre.
"Abbiamo espresso una valutazione" sulle prospettive economiche durante la riunione di settembre e, "nel mese trascorso da allora, la situazione globale ha sostanzialmente confermato le nostre aspettative", ha commentato. "Ed è naturale voler sapere cosa ci riserveranno il 2027 e il 2028, ma nessuno possiede una capacità di previsione infallibile", ha aggiunto.
Di fatto, l'equazione si fa più complessa per le banche centrali, in un'economia combattuta tra il peso dei prezzi elevati dell'energia, il boom degli investimenti nell'intelligenza artificiale - divenuto un motore chiave della crescita - e la tensione sui rendimenti del debito nelle economie avanzate. A Bangkok, dove questa settimana si riuniscono i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali di tutto il mondo, "ho riscontrato nei miei colleghi, a livello globale, la determinazione a garantire la stabilità dei prezzi", ha affermato Warsh.
Dall'India all'Australia, dall'area euro al Giappone, le principali banche centrali hanno avviato un rialzo dei tassi di riferimento per frenare l'impennata dell'inflazione. "Guardando agli ultimi mesi, sebbene ciascuno abbia agito secondo quanto ritenuto opportuno in base al proprio mandato, si è verificato un restringimento sincronizzato della politica monetaria nella maggior parte delle regioni", ha osservato il rappresentante statunitense. "Ciò significa che non ci sono 'passeggeri clandestini'. Stiamo osservando fenomeni comuni e stiamo agendo (in modo simultaneo); considero questo un'evoluzione positiva", ha concluso.